Dakota

Posted by lapo2001 on mar 31st, 2011

Qui non si sente più la pioggia colpire fredda il volto.
Solo ora ho ricordato che quattro, forse cinque giorni fa, mi accarezzasti il capo e mi sorridesti. Eravamo seduti sugli scalini dell’ingresso di casa tua e c’era un acceso tramonto a riscaldarci.
O forse no? Ti ricordi se pioveva? Mi sta venendo qualche dubbio, ora non ne sono così sicuro se ci penso.
Ma mi carezzasti? O forse mi parlasti. Sì. Mi raccontasti delle tue ultime decisioni, dei progetti sul futuro. Che è giunta l’ora di svoltare, di cambiare il binario, giusto? Ma fosti tu a dirmelo? O no? Mi sto confondendo?
E dopo ci siamo diretti sulla strada che porta al mare. Hai guidato tu. Ma che macchina hai?
E l’autoradio ad alto volume riempiva il piccolo spazio chiuso in quattro finestrini e il vuoto dentro ricoperto di carne e di ossa. Ma non ricordo la canzone. Non ricordo nemmeno la musica. Cioè so che c’era una musica forte, ma ho avuto la sensazione che ci fosse più silenzio. Avevo gli occhi troppo chiusi per capire, per ricordare. Non ne sono certo. Sono sicuro solo che ad un certo punto è venuto giù dio incavolato sottoforma di tempesta. In principio ho sorriso, finalmente avrei abbandonato per un pò il mio stato anestetico ma poi, una volta uscito fuori a sentire gli schiaffi della pioggia in faccia, mi sono sentito più piccolo di ogni singola goccia. Salii, inzuppato di nuovo in macchina di cui non ricordo il colore e i tuoi occhi fissi verso il nulla, me li sono sentiti addosso. E’l'unica percezione che ho avuto.

No, non so dove sto andando, dove stiamo andando. Non ti sento, ma potresti darmi un’occhiata…

Dakota

Ripensando, ripensando a te
Estate penso fosse giugno
Si, penso fosse giugno
Disteso, la testa sull’erba
Chewing gum, qualche risata
Si, qualche risata

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Bevendo, bevendo per due
Bevendo con te
Quando bere era una novità
Dormendo sul sedile posteriore della mia macchina
Non andavamo mai lontano
Non volevamo andare lontano

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

L’avviso della sveglia, caffè e spremuta
Ricordandoti
Cosa ti è successo?
Mi domando se ci incontreremo ancora
Se parleremo della vita da allora
Se parleremo del perché è finita

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

Quindi ora dammi un’occhiata

Stereophonics

E noi qui

Posted by lapo2001 on mar 30th, 2011

Pensa se domani fosse un giorno eccezionale
uno di quei giorni senza il telegiornale…
Pensa a un giorno nuovo senza buoni ne cattivi
dove l’unico pensiero e’ essere vivi
E noi qui…
tra la gente

E noi qui

Girano i tuoi capelli
come corde di una giostra
gira il suono di una radio
in questa primavera di ginestra

E noi qui…
alla finestra

Ad aspettare di salire
comunicando l’intenzione
di vivere alla grande
incatenando l’anima alle canzoni

E noi qui…

Ma e’ cosi che se ne va
anche l’ultima canzone
sembra ieri che eri qua
ma la vita non e’ mai la stessa…

Pensa se domani fosse un giorno eccezionale
uno di quei giorni senza il telegiornale…
Pensa a un giorno nuovo senza buoni ne cattivi
dove l’unico pensiero e’ essere vivi

E noi qui…
tra la gente

Girano le parole
anche quelle che non dicono niente
girano le gonne delle donne
sempre in cerca di un diamante

E noi qui…

Ma e’ cosi che se ne va
anche l’ultima canzone
sembra ieri che eri qua
ma la vita non e’ mai la stessa…

Pensa se domani fosse un giorno eccezionale
uno di quei giorni senza il telegiornale…
Pensa a un giorno nuovo senza buoni ne cattivi
dove l’unico pensiero e’ essere vivi

Senza piu’ domande
frasi fatte
falsi miti
ma con l’unico pensiero di esser vivi…

Pensa se domani fosse un giorno eccezionale
con il mondo tutto in strada a festeggiare…

E noi qui…
tra la gente

Bungaro – Conidi – Di Bella

Spagna

Posted by lapo2001 on feb 22nd, 2011

Si vola in Spagna. C’è il Matador.

Adiemus

Posted by lapo2001 on feb 11th, 2011

Cercavo una canzone che potesse rappresentare questo momento. Testi italiani, inglesi e norvegesi. Poi ho compreso che di parole se ne dicono tante e che la rivelazione dovevo trovarla altrove. Sono andato nel mio bel baule dei ricordi, lì nella soffitta dell’Isola e oltre alla polvere e alle ragnatele che oramai la fanno da padrone, ho scovato una musica maestosa.
No, no, non c’è bisogno di termini o vocaboli strappacuori, l’importante è sempre in ciò che si sente. Ecco, nell’ascoltare questa musica sopraffina ho lasciato a terra la mia solitudine e ho iniziato il mio viaggio volteggiando tra le nuvole e le schiarite del cielo. Ho trovato la mia pace. La mia ninna nanna, e non importa se sarà solo per questa notte, ciò che conta è che in un attimo, in un momento, ogni cosa, ogni pensiero trovi il suo giusto posto. Così come ora. Il mio puzzle stanotte ha trovato il proprio compiamento. Buonanotte a tutti i naviganti. Domani sarà tutto un sogno imparziale. Vero o falso non importa. Ora, almeno ora, non importa.

Adiemus – Enya

La porta è aperta

Posted by lapo2001 on gen 29th, 2011

In ore notturne.

Ma esisti? Dietro quale porta del mondo ti trovi? Non nasconderti incollata alla solita effimera illusione, lo sai che ho difficoltà a riconoscerla. Ohibò, suvvia, non fare la timida. Fatti guardare senza questo cellophane. In mezzo a tutta questa infinità di cappotti e pellicce non riesco a trovarti. Non ti vedo. Non ti sento. Il mugugno accortacciato e perpetuo, che si propaga fin sul soffitto che tocca il cielo, distratto solo da qualche tono più acuto di voce, partorisce echi prolungati e disorientanti. Come potrei mai sentirti in questa cacofonica cassa armonica?… Ooops, ma sei tu?… ti ripeto, ma sei tu?… aspè, usciamo da qui, non riesco a capirti nel fracasso… Ma sei tu? Certo che sei tu. E’impossibile sbagliarsi. Solo tu potevi essere così. Nel silenzio ti riconosco. Nei sogni non ci sono distrazioni.
Ho il naso congelato e, nonostante l’armatura, ho freddo ovunque… C’è del tè sul tavolo che riscalda la sera e due occhi che hanno difficoltà a trovare una posizione stabile. Il vapore del tè si scompone nell’aria. Il fiume di parole ne diradano l’intensità. Troppe parole. Faccio finta di seguire. Ti guardo. Chissà cosa staranno dicendo quelle labbra? Si muovono veloce, prima di lunghe pause. Chissà che sapore avranno? Per il colore e per la forma che hanno, di sicuro, staranno dicendo cose giuste. Forse mi chiedono. Io annuisco, non si sa mai. Ti guardo negli occhi, non sono così spensierati. Credo che tu stia continuando a parlare e io ad abbassare il capo, ma io non so ascoltarti. La mano ferma a tenere il telefono, il collo, gli orecchini, il movimento leggero della testa e quegli occhi mai fermi mi dicono di più. Che c’è?
Dietro quale porta chiusa del mondo ti trovi? E ti trovi bene? Hai trovato la tua chiave? Ma scusa, esisti?
Anche la faccia sta per subire una paralisi dovuta ad assideramento. C’è neve, c’è pioggia, ma chi se ne frega. C’ho anche le mie scarpe migliori. Quelle da battaglia. Ma perchè stai correndo? Il gelo che ci sta a fare, se poi sei così lontana? Sono inodore, forse non ho nemmeno più sapore, potresti sentire solo un innocente battito irregolare. Vieni più vicino. Sei ancora nella plastica? Se vuoi ci soffio sopra. Così non ti si vede più.
“Questa sciarpa ti piacerebbe? O sarebbe meglio questa maglia?” Sempre più veloce scappi cambiando direzione tra manichini e file di jeans. Solo le spalle riesco a seguire. Poi rallenti, ti volti, mi sorridi “e di questo cappellino? cosa ne pensi di questo cappellino?”. Non c’è lo spazio per pensare e riprendi a scappare in lungo e in largo per tutti i piani del megastore. Su e giù. Giù e su. Il fumo mi uccide, fortuna che ho queste scarpe. Forse ti prendo. Forse.
Vieni più sotto che piove. Certo che qui non ci si ferma mai. Ho portato una cosa per te. Mi parli ancora? Sì, mi piace il regalo che hai scelto. Continua a parlare, che tanto non ti sento. Vieni più vicino che ti bagni. Gli occhi si sono un pò rasserenati, ma continuano a perdersi nella pioggia. Tranquilla, ora finisce tutto che mi risveglio. Tranquilla, ora arriva il tram. La porta è aperta…

La porta è aperta

Una voce, un’immagine, un soffio
qualche cosa che un nome non ha
che mi parla nei posti più strani
tra l’amore e la pubblicità.
Dentro al fondo di certi bicchieri
alle soglie del sogno di ieri
nella gonna che vola nel vento…

Sono l’ospite dentro al tuo letto.
Sei la gatta che vive sul tetto.
Ogni cosa mi mostra un aspetto
di milioni di aspetti che ha.
Paradisi vestiti da inferni.
Superfici di mondi moderni
e presagi futuri…

Il mio naso non vede i colori.
I miei occhi non sentono i suoni.
La mia bocca non sente gli odori.
La mia mano non tocca i sapori.
Ma la voce che soffia nel vento
io, la sento.
La risposta che soffia nel vento
io, la sento.
La sento.
è la pioggia che cade
la sento.
i sentieri e le strade
la sento.
è qualcuno che ride.
La porta
è aperta.

Una notte che illumina un giorno.
Un’andata che sembra un ritorno.
C’è una macchia nel centro del sole.
Il tremore di certe parole.
La mia ultima volta da solo
ho sentito una spinta alle spalle
un invito a mollare i bagagli.

Come un uomo che impara a volare.
Una terra che emerge dal mare.
Per la fine del mondo è prevista
una festa che inizia da ora.
Puoi venire vestita così
oh mia bella signora.
Puoi venire vestita così
oh mia bella signora.

Il mio naso non vede i colori.
I miei occhi non sentono i suoni.
La mia mano non sente i sapori.
La mia bocca non sente gli odori.
Ma la voce che soffia nel vento
io, la sento.
La risposta che soffia nel vento
io, la sento.
La sento.
è la pioggia che cade.
La sento.
i sentieri e le strade.
La sento.
è qualcuno che ride.
La porta
è aperta.

Ho studiato le rondini in volo
per comprendere il loro alfabeto.
Segatura per terra nei bar
ha formato il mio fiuto.
Se passate da casa dei miei
dite loro che è tutto perfetto
ho commesso le solite colpe
da carenza o da eccesso d’affetto.

La tristezza è un ricatto
è il delictum perfecto
cha fa vittime più della peste
e non desta sospetto.
Per la fine del mondo è prevista
una festa che inizia da ora
Puoi venire vestita così
oh mia bella signora

(è la pioggia che cade)
Il mio naso non vede i colori
(i sentieri e le strade)
I miei occhi non sentono i suoni
(è qualcuno che ride)
La mia lingua non sente gli odori.
La mia mano non sente i sapori.
Ma la voce che soffia nel vento
io, la sento.
La risposta che soffia nel vento
io, la sento.

è la terra promessa.
La sento.
è la data che cambia.
La sento.
è un incrocio di sguardi.
La sento.
è una faccia nascosta.
La sento.
è uno sparo lontano.
La sento.
è la pioggia che cade.
La sento.
è qualcuno che ride.
La sento

Jovanotti

True colors

Posted by lapo2001 on gen 9th, 2011

Ah scusa, stavi parlando con me? Sì, dimmi, ti ascolto, cosa stavi dicendo?
No, non è vero che non mi interessa. E solo che c’ho un pò di ingorghi qui dentro.
Ma hai cambiato profumo? Ma non era più aspro? Mi ricordo che quando passavi restava nell’aria ad oltranza. Sarà che ho il raffreddore perenne.
No, no, lascia stare, non farmi domande. Cosa importa? Cosa importa se anche il cane se n’è accorto, tanto da cercare il mio sguardo nella gigantografia appesa al salotto. Dai, non arrabbiarti. Metti un pò di musica. Quella che piace a noi. Anzi, scegli una che preferisci tu. Per me fa lo stesso. Le note si assomigliano tutte. Ma la cantante canta in inglese?
Ieri ti ho chiamata. Volevo sapere se avevi visto il mio specchio, non lo trovo più. Ma scusa, che faccia ho? mi sò dimenticato? ma sto ridendo ora? o no?
Puoi controllare se l’ho lasciato a casa tua? mi manca un pò. Mi manco un pò.
Il tempo s’è ristretto e le giornate passano lente, anche se il sabato mi dico “già è finita un’altra settimana”. Vogliamo andare al mare, che dici? Il sole fa sempre il suo effetto. Di questi tempi non si sente in faccia, ma almeno spacca i dettagli. A proposito, da quanto tempo non si lascia vedere? Piove da mesi, o no? Il grigio s’è impossessato pure di te? Ehi, ma dove sei? Stavo parlando con te…
Fortunatamente il cielo è sempre azzurro.

True colors

Tu con gli occhi tristi
non ti scoraggiare
mi rendo conto, è difficile farsi coraggio
in un mondo pieno di gente
puoi perderti di vista
e l’oscurità che hai dentro può farti sentire così piccolo

Ma vedo i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

quindi mostrami un sorriso,
non essere infelice
non riesco a ricordare l’ultima volta che ti ho visto ridere
se questo mondo ti fa impazzire
e hai subito tutto quello che puoi sopportare
tu chiamami
perchè lo sai che ci sarò

E vedrò i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori,
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

Cindy Lauper

Snow on the Sahara

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2010

Snow on the Sahara

Dimmi solo che mi vuoi ancora qui
quando ti allontani là fuori
su quelle colline di polvere e quei duri venti che soffiano
solo, in quell’oceano asciutto e bianco
perso nel deserto, tu sei perso nel deserto
ma stando con te in un anello di fuoco
dimenticherò i giorni trascorsi
proteggerò il tuo corpo e difenderò la tua anima
dalle illusioni che vedi
perso nel deserto
se le tue speranze si disperdessero
come la polvere sulla tua traiettoria
sarò la luna che brilla sul tuo sentiero
il sole potrebbe accecare i nostri occhi,
pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
se quello fosse l’unico luogo
dove poter lasciare tutti i tuoi dubbi
ti sosterrò e sarò la tua via di uscita
e se bruceremo, pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
solo un desiderio e ti coprirò le spalle
con veli di seta e oro
quando calano le ombre e scuriscono il tuo cuore
lasciandoti con rimpianti così freddi
perso nel deserto
se le tue speranze si disperdessero
come la polvere sulla tua traiettoria
sarò la luna che brilla sul tuo sentiero
il sole potrebbe accecare i nostri occhi,
pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
se quello fosse l’unico luogo
dove poter lasciare tutti i tuoi dubbi
ti sosterrò e sarò la tua via di uscita
e se bruceremo, pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara

Anggun

A wonderful world

Posted by lapo2001 on dic 15th, 2010

Lo sai fratello, siamo nella merda. A proposito, come ti va?
Ogni tanto vengo dalle tue parti, sai? Ma non ti trovo e se chiedo di te, la gente abbassa la bocca e alza le spalle “e chi lo sa”.
Ho saputo che ti sei ammogliato. Bene. Ma ci sei? Sì, ma qui no?
E gli amici, gli amici li vedi più? Che faccia hanno, li guardi mai?
Ti guardi intorno come se niente fosse. E dietro? guardi dietro? o solo la notte se non crolli?
Io invece ho tolto l’abito più bello che avevo. L’ho riposto per non sciuparlo. Il freddo, la pioggia e la neve lo stavano già mettendo a dura prova e ha dato segni di cedimento. Lo conservo e penso alle belle stagioni quando l’indossavo felice e sicuro. Ma ora, ora che senso ha?
E a te? A te riscalda il tuo? E continui a guardarti intorno… o fai finta?ma ci senti?
Ieri ho incontrato l’uomo dei “più”, te lo ricordi? l’ho invidiato. Non si ferma mai. Eppure qualche camionata l’ha presa in pieno. E sta sempre lì, a ridere. Le sue dosi in questo periodo sono la mia salvezza. L’ultima che mi ha detto è stata : “ma che ce ne fotte, vuttamm annanz”. Eh.
Eh. E vuttamm annanz… ma qui si deve saltare. E devono essere sempre bei salti. Eh.
E quest’anno che pensi di fare tu? salti? o pensi di guardarti intorno per il resto dei tuoi giorni?
Che brutta faccia che hai e che brutte scuse per giustificarla.
E se mi guardassi, scopriresti che la mia non è da meno.
Il mio non è uno Wonderful World, e il tuo? Come stai messo?

A wonderful world

Lo sai fratello siamo nella merda
a proposito come ti va?
e quei bambini giocano alla guerra
dov’è questo Wonderful world?

Non ho più voglia di avere voglia
tutto questo è troppo anzi di più

e tu che aspetti sempre sulla soglia
dov’è questo Wonderful world?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Ci sono giorni dove sono in vena
hey baby proprio come mi vuoi

in altri striscio tiro la catena
ma dov’è questo Wonderful world?

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Un grande salto nel blu!

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, senti che vibration
sali, anima in depression
come in, sentirai che vibration

oh no no no no no no
un grande salto nel blu!
oh no no no no no no
l’ultimo salto nel blu!

Zucchero

Stella di mare

Posted by lapo2001 on dic 9th, 2010

Allungo la mano cercando gli occhiali sul comodino, mentre sta entrando la luce del giorno. La mano si muove con movimenti automatici e un pò sgraziati, è come se brancolasse nel buio. Per questo ho deciso di spostare tutto:ho tolto la sveglia e spostato la lampada più sotto il muro. Mi stropiccio gli occhi e si riaccendono i pensieri…Ecco, ecco che ricominciano…Mi volto a destra e a sinistra, cercando non so cosa. Non me ne accorgo al momento di questo pasaggio, ma poi, durante il giorno, la spina che sento dentro la pancia, me lo fa ricordare.
Cancello tutto pensando al caffè. Il suo odore è già un pensiero che so che mi farà ripartire. La macchinetta è pronta già dalla mattina. Vado in bagno e c’è lo specchio. Stamattina vorrei farti due smorfie giuste per ricordarmi che so ridere ancora, ma se penso a tutto ciò che mi aspetta, abbasso subito la testa e mi lavo la faccia. Magari se la regolassi più fredda, con l’aria addormentata potrebbe andar via anche qualche scocciatura. Ci credo poco. Nel silenzio sento i gargarismi della caffettiera. Mi siedo e per un attimo, con la tazzina ancora nel piattino, mi assento. Dura pochi minuti, ma in questi, ogni mattina, non ci sono. E’l'attimo del vuoto. Poterebbe scoppiare una bomba in casa e non accorgermene. Sono qui da solo, spento, con pensieri in sottovuoto, in pace e dell’esterno ho la percezione solo dell’odore dell’aroma del caffè e il ticchettio dell’orologio poggiato sul tavolino…Mi alzo come se fosse passato un giorno intero e carico e deciso affondo nella doccia. E’il secondo momento di assenza dal tempo di ogni mia giornata. Lo spazio invece, sento di occuparlo per via dell’acqua bollente che copre ogni mio singolo poro, mentre il vapore nella beatitudine cerca di confondermi… Esco e mentre mi asciugo, di nuovo, la spina si fa sentire. Ma cos’è?… La camicia che volevo mettere stamattina è da stirare, opto per quella di emergenza. Quella che va bene sempre quando non mi va di pensare troppo… Esco, avevo già visto che anche oggi è una giornata nuvolosa. Non è una novità. Sbaglio o fa più freddo di ieri?… Forse pioverà. Cammino pensando che alle tre riceverò la telefonata e che alle sette dovrò ricordarmi di chiamare. Non lo dimenticherò. Oggi c’è da incontrare quella persona e quell’altro deve spiegarmi come fare il prossimo lavoro. Non mi sta simpatico, nemmeno l’amico, ma con questi devo avere a che fare. Cerco di allenarmi al sorriso e alle battute che vogliono che io faccia. Non ho bisogno di troppa pratica, ormai conosco i soggetti. Basta poco… Ok, sono quasi arrivato. Certo che questa strada non cambia mai. All’inizio aveva un altro fascino,oggi non riesce a dirmi più niente, sarà che la guardo sempre nel suo vestito grigio, sarà che il sole non mi appartiene pure quando è nel cielo. Sarà l’aria dell’inverno che sta per venire… Scendo le scale, penso ancora alla telefonata delle sette e che all’una c’è il pranzo. Ma non ho fame, chissà se ci andrò stavolta. Ecco, indosso la mia bella divisa, la mia maschera scelta e inizio gli inchini e i saluti al secondo mondo, fortuna che c’è l’amico con il quale non ho bisogno di inventarmi niente. La spina si fa sentire più forte quando finisco questi incontri che mi sdoppiano, a volte, sento quasi che mi stia facendo sanguinare. E’forte. Ma non dipende solo da me. La copro come faccio sempre. Mi rinchiudo nella mia stanza e mi rinchiudo dentro di me. M’impegno perchè servirà, lo devo fare, mi piace, è quello che voglio…Toc, toc, la porta. Lo sapevo. Oh, devo scendere, c’è l’appuntamento col tipo. La spina, la spina, la spina… Recupero il mio assetto migliore, prendo l’ascensore, mi guardo i denti nello specchio. Non ho voglia di ascoltare. Apro la porta…

…non c’è cosa peggiore che perdere tempo quando ho tremila cosa da fare con discorsi inutili a cui bisogna adeguarsi con altrettante movenze e gesti ipocriti. Riscendo le scale. Ritorno dentro. Il telefono. Ok. Altre storie, altre voci, un’altra lingua. Esco. Dovrei mangiare, ma non ho finito. Sono le quattro quasi e non ho ricevuto la telefonata, come mai? non ho tempo, ho quell’altro appuntamento e la chiamata delle sette da fare, quella non posso dimenticarla. Salgo, scendo e poi di nuovo dentro. Ore, ore, ore.

E’già notte chissà da quanto. Devo chiamare. C’è la spina che s’è fatta sentire. Sempre lei, ma perchè lo fa?tutti i giorni. Faccio finta di niente. E che posso fare?…

… Non è tardi, ma ho voglia di star qui. La maschera non serve più. Sono qui con me. Fuori nevica, cenerò e leggerò la fine del libro, perchè la televisione proprio non mi prende…La spina si diverte come tutte le sere. Sguazza come un mestolo che allarga il vuoto. Domani, domani, domani devo riuscire a finire il lavoro, ci sarebbe da pagare la bolletta e fare la spesa. E non devo dimenticare che alle sette devo fare quella telefonata. No, questo libro proprio non mi piace. Non è bello come la sua copertina…spengo la luce.

… Ora, devo solo dormire, senza spine. Quelle la notte si trasformano in fiori…o in stelle di mare…

Stella di mare

Così stanco da non dormire
le due di notte non c’è niente da
fare
mi piace tanto poterti toccare o
stare fermo e sentirti respirare
dormi già, pelle bianca come sarà
la mia faccia stanca.
Provo a girare il mio cuscino ma è
una scusa per venirti più vicino
e provo a svegliarti con un pò di
tosse ma tu ti giri come niente
fosse.
E spengo la luce provo a dormire
ma tu con la mano mi vieni a
cercare
tu come me tu come me.
Che le stelle della notte fossero ai
tuoi piedi che potessi essere
meglio di quello che vedi
avessi qualcosa da regalarti
e se non ti avessi uscirei fuori a
comprarti
stella di mare tra le lenzuola
la nostra barca e non naviga, vola
Tu, tu come me e tu voli con me
tu vola che si è alzato il vento
vento di notte, vento che stanca
stella di mare come sei bella
come sei bella e come è bella la
tua pelle bianca
e tu, tu voli con me, tu voli con me
tu vola con me, vola amore mio
vola con me
Chiudi gli occhi e non guardarti
intorno, sta già entrando la luce del
giorno, e chiudi gli occhi e non
farti trovare pelle bianca di luna
devi scappare.
Dormi ora, stella mia, prima che il
giorno ti porti via.
Tu, tu voli con me, tu voli con me
Ora non voli si è fermato il vento
posso guardare la tua faccia stanca
e quando dormi come sei bella
come sei bella, e come è bella la
tua pella bianca, bianca, bianca.
Tu, tu, tu come me, eh tu, eh tu
come me, come me, tu voli, voli
con me, tu come me, tu vola con
me, vola con me, come me, tu, tu
come me

Lucio Dalla

I Don’t Want To Be

Posted by lapo2001 on nov 30th, 2010

Ho parlato per giorni e giorni per cercare di spiegarmi. Ho urlato quando le orecchie volevano ascoltare solo ciò che faceva loro comodo. Ho provato a disegnarmi, calcando i dettagli e arricchendo di colore le sfumature. Ho aggiunto alla mia natura distorsioni che non m’appartengono per trovare un incrocio di fortuna in cui avrei potuto incontrarmi. Ho ascoltato…
…e ora aggrappato a qualche ricordo sognato non so nemmeno quanto tempo fa, mi giro e guardo intorno attendendo la luce del giorno, sperando che schiarisca l’immagine persa che ho di me. E in questo grigio astratto, confuso e finto, mi rannicchio nel mio angolino per non sentire sapori, rumori ed odori e niente che li fuori possa toccare le mie ali pesanti.
Silenzio… tendo l’orecchio e passo le ore cercando di entrare nel ritmo del mio battito. E’lento e senza eco. E’un pulsare muto e svuotato come il ticchettio del pendolo che ho dovuto bloccare per non farmi mangiare. Mi annuso le mani anemiche che sanno solo di freddo e presenza. Le guardo sbarrando gli occhi, perchè danno la sensazione di non appartenermi. Bisbiglio, senza pregare, per sentire la sordità della mia voce. Mi faccio il solletico sugli avambracci. Muovo la lingua dentro la bocca per assaggiare il mio palato e per sentire quanto sia ruvida, ma è come se fosse sotto anestesia. E’arida come il deserto che questa notte ha deciso di venirmi a visitare.
C’è bisogno di più silenzio, di più buio…così, nascono i sogni. Non voglio alzare la testa, so che da qualsiasi parte potrebbe esserci uno specchio con il dito puntato. Ho il terrore di scoprirci il mio ultimo volto, quello che possiedo ora. Quello che non riconosco. Dov’è che sono? ma ci sono?
Vorrei solo essere me stesso, fuori da qui. Non ho bisogno di essere qualcun’altro…
…e tu sai di cosa sto parlando.

I don’t want to be

Non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di un agente di custodia
non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di uno specialista
non devo essere niente più di
una nascita di due anime in una
parte del luogo nel quale sto andando
che saprà da dove vengo
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
sono circondato da bugiardi, ovunque mi giri
sono circondato da impostori, ovunque mi giri
sono circondato da crisi d’identità ovunque mi giri
sono l’unico che l’ha notato?
non posso essere l’unico che ne è cosciente!
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
posso avere l’attenzione di tutti per favore?
se non siete questo e quello
dovrete andarvene
vengo dalla montagna
la crosta della creazione
la mia intera situazione
fatta dall’argilla alla pietra
e adesso sto dicendo a tutti che
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
non voglio essere

Gavin Degraw

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