Napoli – Giuve 3-3

Posted by lapo2001 on nov 30th, 2011

Recupero XI Giornata
Napoli – Giuve 3-3 (Hamsik, Pandev 2; Matri, Estigarribia, Pepe)

Diciamoci la verità, la Giuvetta degli ultimi anni ci aveva abituato troppo bene. Anche quando doveva venire qui a fare la partita della vita, erano sufficienti due soffi in faccia e un urlo un po’ più potente che autoscompariva dal campo, rimediando figuracce su palloni, palloni su figuracce. La Giuve di quest’anno invece non molla e soprattutto non perde. C’è mancato davvero poco che anche stavolta si liquefacessero. Erano lì lì per capitolare ed invece sono riusciti a sfruttare l’evidente calo dei nostri negli ultimi venti minuti e più, e acciuffare un punto che hanno festeggiato quasi quanto una vittoria. Dispiace perché la partita l’avevamo vinta due volte e sembrava oramai indirizzata sul binario dell’esclusiva gestione della palla e il passare dei minuti. Il 3 a 1 di Pandev al 70esimo avrebbe dovuto definitivamente cancellare il nero dalle bandiere giuventine e lasciare solo il bianco, sventolando la propria resa anticipata. Si stava sì soffrendo, ma il doppio vantaggio doveva essere una garanzia. Così non è stato. La Giuve ha ripreso le fila ed ha iniziare a pressare sin nella nostra area di rigore, lasciando come unico sfogo di gioco, il lancio lungo per il Pocho. A centrocampo abbiamo iniziato a soffrire troppo e le sostituzioni non hanno contribuito a cambiare il vento. Pirlo è riuscito a districarsi dalla marcatura che l’aveva tenuto relegato per tutto il tempo nella lunetta della propria area e in mezzo al campo si è creata una disparità di uomini che ha permesso, specie a Vucinic, di giostrare nei pressi della nostra area di rigore procurando non pochi grattacapi ad una difesa già poco reattiva. Per questo non ho compreso sinceramente la sostituzione a favore di Santana. In quel momento non avevamo bisogno di uno che lavorasse la palla, ma di uno che lavorasse le gambe di Pirlo. Hamsik l’ha fatto per un tempo buono ma ,non essendo Gattuso, ad un certo punto non ne ha avuto più. Perciò mi chiedo se Dzemaili stesse così inguaiato. Pirlo, che non è l’ultimo arrivato , ha colto l’occasione e la squadra ha cominciato a girare con Vidal e Pepe molto più freschi dei nostri. Il loro momento migliore coincidente con il nostro peggiore ha generato un pareggio amaro. Amaro perché, al di la della prestazione, ieri si doveva vincere. Avrebbero dato grande fiducia i tre punti. Vincere o stravincere con l’odiata capolista imbattuta, nel loro momento migliore, con ancora l’acido lattico nelle gambe per la miriade di impegni e soprattutto senza il nostro bomber principe, avrebbe potuto dare la tanto agognata svolta anche in campionato. Di positivo c’è un Pandev in più, un Hamisik in netta ripresa e il bellissimo primo tempo pur con l’assenza del Matador. Di negativo, oltre il risultato e la felicità di Chiellini, c’è la mancanza di ossigeno nel cervello negli ultimi venti minuti in quasi tutti i nostri uomini che non ha permesso alla squadra di gestire la conclusione della partita con lucidità e di conquistare una vittoria scacciapensieri. Di Cavani c’è mancata la sua forza, quella che emerge nei momenti di difficoltà.
La Giuve non mi ha impressionato particolarmente, perché è stata spazzata senza nemmeno troppo forzare nel primo tempo. E ripeto, con un po’ più di energia e freschezza nel finale non avremmo sentito mortificanti clacson per strada. Ma mi ha colpito appunto la voglia di crederci nonostante tutto. Prerogativa che ha reso il nostro team, uno dei più forti in circolazione, ma che, evidentemente, si è persa un po’ per strada insieme alle tossine e i minuti di recupero, a noi tanto cari, trascorsi quasi immobili senza fiato ad attendere il fischio finale, ne sono la prova.
Confido in una lesta reazione e di cominciare a vincere anche senza un bel gioco come ieri. Ci basterebbe anche un gioco più sporco ma che almeno duri sino al 95esimo. Quindi, vietato mollare!

Infine ringrazio pubblicamente Antonio Conte. E’vero, ha principalmente ridato un’anima a questa squadra di fantasmi, ma ha anche ridato voce a dei miei vecchi amici. Sono contento di sapere che siano ancora vivi. Erano quattro anni che non li sentivo ed avevo iniziato seriamente a preoccuparmi. Qualcuno ero convinto che si fosse spostato all’estero, mentre per altri, stanchi di mortificazioni varie, ho pensato che avessero abbandonato il nuovo progetto Giuve, dedicandosi alle squadre locali o ad altri sport. Invece ho notato con piacere che questo pareggio ha fatto resuscitare i morti e il mio ricordo in loro. Telefonate, sms e quant’altro farciti di sfottò, ma che io ho prima di tutto interpretato come un “io esisto ancora”. Conte è riuscito a far dire “Portobello” restituendo la parola ai muti e finalmente, il lunedì mattina in piazza, si ricomincerà a parlare anche con loro. Bentornati. Qui non ci si divertiva quasi più da soli. Grazie Antonio.
L’umida stanza buia del silenzio si è riaperta come una bara al sole. Sento di nuovo gli echi cacofonici delle loro voci, mentre intanto gli scheletri ammassati nell’armadio gridano ferocemente la propria vergogna e non riescono più a contenersi. Sta per scoppiare. Fortuna che c’è in programma un tavolo della pace che farà tornare tutto come prima: l’urlo dei tifosi e il silenzio degli scheletri.
Voto all’arbitro Tagliavento: 3,5. Comprategli i cartellini e un prete.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Atalanta – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on nov 27th, 2011

XIII Giornata
Atalanta – Napoli 1-1(Denis; Cavani)

Lo avevo atteso come un parente lontano, un vecchio amico che da troppo tempo non dava più notizie di sé. Mi mancava. In alcune partite, specie in quegli zero a zero casalinghi, mi sono illuso che nel finale si fosse nascosto dietro l’ultimo minuto, per poi entrare in campo e in porta, vestito col suo abito della domenica e con un bel regalo da tre punti in mezzo ai piedi per farci impazzire di gioia. Un po’ come capitava spesso nella scorsa stagione. Sì, sì, mi mancava tanto. Ieri però, la sua latitanza è finalmente finita e quando ormai il rammarico dell’ennesima sconfitta in trasferta ci stava investendo, ecco che dal nulla è tornato a farci visita e a farci sorridere. Il vecchio amico di tante battaglie si è materializzato con una bella sorpresa. 

Quanto mi mancavi gool o cool al novantatreesimo!
In una Bergamo che storicamente ci è indigesta, in una gara ostica e piena di insidie, ci ha salvato lui, come ai vecchi tempi. Nell’ultimo giro d’orologio, da un tiro sbilenco di Santana, la rete orobica si è smossa, grazie ad una deviazione sottomisura del solito Matador. Stavolta non ha fruttato la vittoria, ma non perdere è stato fondamentale, in quella che ormai è una metamorfosi conclamata. La metamorfosi partenopea. Belli, immensi, straordinari, nelle notti di Coppa e lenti, confusi e spesso distratti in quelle di campionato. Una sorta di Dottor Hamsikyll e Mr. Cavhyde. Sì perché, se da un lato è ritornata la vena realizzativa, la combattività e la grinta di un Matador che si sta piano piano riconfermando, dall’altro non si può dire lo stesso dello slovacco che continua una letargia che oramai dura da troppo tempo. Qualche buon movimento, un paio di passaggi filtranti e niente più. Ha dato il la all’azione che ci ha portato all’insperato pareggio, ma da un fuoriclasse come lui ci si aspetta molto, ma molto di più. Speriamo che martedì anch’egli  possa tornare sugli altari con una partita gagliarda e vederlo più nel vivo del gioco. Ormai tutto sta tornando come prima. Stanno tornando i gol del Matador, è tornata un po’di fortuna e il silenzio dei tifosi avversari, è tornato il vecchio amico del novantatreesimo e ora all’appello manca solo il buon Marek, eh. È ora…

Per la cronaca, alla presunta ammonizione del Pocho mi sono depresso quasi quanto un gol di Chiellini. E pioggia sia…

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Manchester City 2-1

Posted by lapo2001 on nov 24th, 2011

The Final cut

V Giornata Girone A Champions League
Napoli – Manchester City 2-1(Cavani 2, Balotelli)

Il più bello spettacolo prima del Big Bang e prima di Jovanotti con la su metà, siamo noi. Ma più di spettacolo, io lo definirei un capolavoro. Un’opera d’arte rettangolare di novanta minuti la cui cornice umana bianca ed azzurra ne ha reso ancora più incredibile il contenuto. Le coreografie, i colori e l’entusiasmo del San Paolo hanno fatto venire i brividi anche ai muti ed anemici inglesi. Della partita e dei nostri beniamini poi, si sono sprecati tutti gli aggettivi e superlativi che è possibile adoperare. Bellissimo, meravigliosississimo, monumentalissimo, epicicissimo, storicissimo, …issismo, issimo… , non potrei aggiungerne altri perché non ne esistono. Ma questo capolavoro è il nostro capolavoro. Dei tifosi, squadra e società. E come tutti i capolavori che si rispettino, anche questo ha acquisito la peculiarità principale che tale l’ha fatto diventare: ha messo d’accordo tutti. Un po’ come accadeva ai Suoi tempi. La perfezione, direi, anche con il neo per l’erroraccio di Aronica. Tutto al posto giusto, ogni pennellata è esattamente dove doveva essere. E’accaduto proprio ciò che speravamo che accadesse. Perfect, come direbbe mister “Non meritavamo di perdere…(continua la frase)”.
Stavo pensando appunto, a quanti chili di carta sono finiti al macero e a quanti litri di inchiostro disperso con essi. Quante parole, ragionamenti, dibattiti, teorie e filosofie ci siamo inventati per capire i motivi che hanno portato a risultati disattesi (o presunti tali), per poi, puff, in un istante, tutto condensarsi in una bolla di sapone, aleggiare nell’aria ed esplodere, tac, evaporando in 90 minuti di ammirazione. Fermi, immobili ed inebetiti, come investiti da una sorte di sindrome di Stendhal, da ciò che si stava materializzando sotto i nostri occhi. Gli occhi di tutti, eh. Sì, perché sono convinto che oggi, almeno oggi, anche il più acerrimo e feroce criticatore non sprecherà vecchie e dissonanti parole. Oggi no. Oggi si festeggia tutti in un unico cerchio ideale che abbraccia uno ad uno tutti i tifosi persi e dispersi su questo globo. Per esempio mi ha scritto una mail Nello, un amico che vive in Danimarca e che non vedo da 4 anni,di poche semplici parole: “Amico mio, l’oj vita, l’ho sentito da qui”. Anche per radio, da New York, dal Brasile(ieri Lisa hanno letto il tuo messaggio), dalla Lapponia e dal Kilimangiaro, ho sentito di ascoltatori festosi e giubilanti per una vittoria così entusiasmante, storica, epica, eccezionale ecc ecc. Questo è il nostro Napoli. Il Napoli che volevamo e che sognavamo. Tutti, ma tutti. Una squadra che riesce a metterci d’accordo. Questo è davvero straordianario. Anche col vicino di casa con cui non c’è più possibilità di comunicare(il figlio suona la chitarra la tammorra anche di notte, ed io non la sopporto più), anche con lui, oggi, almeno per oggi, ci siamo detti “ciao”, incontrandoci sul pianerottolo di casa(quasi addirittura col sorriso, eh). Non è incredibile? Anche Peppino, il tabaccaio sotto casa, che sino a ieri mattina ha continuato a ripetermi: “Cavani ha finito la benzina, non è più lui. Non segnerà piu i gol dello scorso anno. Ma stasera, se avessimo avuto Trezeguet?!” Onestamente, ieri sera, in quanti avete pensato al buon David durante e dopo la partita? Zero.
Oppure Max, che invece ha una certa antipatia per il Pocho. In fondo, credo che non gli abbia mai perdonato di non essere il nuovo messia. E per questo, a volte, gli capita anche di perdere l’obiettività, denigrando, uno che intanto gli ha regalato un altro sogno. Sono anni che gli dico che è pure destro. Non segna, è irritante, non ha tecnica, non è un attaccante, non ha la classe e pretende pure i viaggi-allenamento in Sardegna… Beh, caro Max, converrai con me che oggi, almeno oggi, dovrai abbattere la foto del Quaglia che hai sul comodino e, genuflesso, recitare tante, ma tante volte il rosario chiedendo pietà e pregare affinchè il Pocho ti faccia arricreare esattamente come ieri. Almeno oggi lo pensi? O no?
E anche Alberto che odia Mazzarri, o Nicola che non ha mai sopportato Hamsik o Federica che ritiene Inler un bidone, oggi, almeno oggi, non ci staranno pensando più, come alla bolletta dell’enel che è arrivata stamattina, la visita della suocera a pranzo e la riunione di condominio di stasera, senza dimenticare i lamenti del pupo di questa notte. Oggi, almeno per oggi, va tutto bene. Tutti d’accordo. Le parole non servono. Si esulta solamente.
Oggi siamo anche superiori, non vedrò nemmeno la partita di quelle due squadrette, Barca-Milan, Messi-Ibra, bazzecole.., non vedrò nemmeno qualche bel documentario sulle zebre, che durante la settimana vanno tanto di moda, ma, insieme alla mia banda rivedremo, con tanto di pizza e birra, la partita di ieri in tv. Siamo superiori, che ci frega del Milan?…(Poi, mentre lo dico, gravemente, mi faccio prendere dalla smania e vado a vedere quali potrebbero essere le prime classificate degli altri gironi, prima della partita col Villarreal. Gravissimo, anche se non penso di essere l’unico ad averlo fatto…).

Tutte le risposte alle nostre miriadi di domande in questi mesi, oggi, almeno oggi, hanno risposte chiare e precise che le parole e le prestazioni precedenti non potevano dare. Anche i punti persi in campionato oggi hanno trovato una logica. E se penso alle emozioni di ieri, riuscirei a farmi scendere anche una partita pessima a Bergamo. E se caso mai dovessimo dimenticarcene, basta immergersi di nuovo nel capolavoro del 22 novembre 2011, per tornare a sperare.
Da domani poi, al primo errore, torneremo a parlare di moduli sbagliati, campagne acquisti fallimentari, aurè “cacc’e sord” ecc ecc, e forse non vinceremo mai niente. Ma già il fatto di sognare di poterci riuscire mi basta. Oggi, almeno oggi.
Grazie immensi.

Cari giuventini, sperate in un altro diluvio universale il 29…

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca. Che riposi in pace la madre del Calcio…

Napoli – Lazio 0-0

Posted by lapo2001 on nov 21st, 2011

XII Giornata
Napoli – Lazio 0-0

Un dato è ormai certo: nelle partite di campionato precedenti quelle di Champions, il Napoli non vince. Ad eccezione della prima vittoriosa trasferta a Cesena, nelle altre quattro occasioni, non siamo mai riusciti ad ottenere i tre punti. Due sconfitte (Catania e Parma) e due pareggi casalinghi a reti bianche (Fiorentina e Lazio).
Il fatto di non aver mai disputato partite di così alto livello in passato, incide troppo sulle teste dei giocatori non abituate a sostenere questo tipo di tensione. Per qualcuno di essi si sta realizzando il sogno che aveva da bambino, per qualcun’altro il sogno ha superato la realtà. È normale quindi che, in gare come quelle di ieri, non si riesca ad avere la massima concentrazione e dare il 100%. E una squadra come il Napoli, che imposta il proprio gioco sulla velocità e sul grande utilizzo delle fasce, se non riesce ad essere al top e dare fondo a tutte le energie, ha grandi, troppe difficoltà a scardinare la difese avversarie, soprattutto quelle, come la laziale, che utilizzano tutti gli elementi dietro la linea della palla.

Come ammesso un po’ da tutti, il pensiero della Champions è il pensiero predominante nell’ambiente. E volente o nolente, e i risultati lo attestano, in campionato non si riesce a vincere quando la Coppa è alle porte. E seppur il gioco e l’intensità siano migliorati molto, abbiamo lasciato per strada altri punti. Sono certo però che il gruppo abbia la consapevolezza che in campionato ci sia il tempo per recuperare. In Champions no, non ci sono altre possibilità. Ed è martedì che quindi si tirerà fuori tutto ciò che si ha, per un dentro o fuori che può dare la vera svolta a tutta la stagione. Mi auguro che tutto ciò che abbiamo sperperato in queste giornate, sia ben ripagato da un sogno che possa continuare per tifosi e per calciatori. E mi voglio illudere che il campionato vero del Napoli inizi da mercoledì mattina.

Primo tempo da sonno. Con la Lazio che non superava il cantrocampo e il Napoli che l’aspettava. Cavani che rincorreva Ledesma, le fasce ben controllate dagli avversari e con Lavezzi che prendeva palla a 60 metri dalla porta. Nel secondo molto meglio, grande forza di volontà, qualche spostamento di ruolo, un paio di miracoli seri di Marchetti, un guardalinee che forse stava ancora pensando al gol-non gol di Brocchi della primavera scorsa, molti episodi favorevoli, ma sempre senza l’urlo finale liberatorio. Siamo soddisfatti per il buon secondo tempo, ma non è ancora il Napoli che vorremmo. Abbiamo giocato meglio di altre volte, avremmo meritato la posta piena, siamo stati sfortunati, ma ancora non è il vero Napoli. Quello vero deve avere i propri uomini al 100% e senza pensieri. E ciò ancora non si è verificato. Perché un Napoli che gioca da Napoli, contro una Lazio senza difesa titolare, priva del suo uomo migliore e che non è in grado di impensierire, la chiude il primo tempo.

Sono fiducioso perchè credo che queste difficoltà siano già state messe in conto, ma credo che sia comunque un aspetto su cui si debba lavorare di più se di vuol davvero diventare Grandi, a prescindere dal risultato di martedì. Le partite prima di quelle Champions si devono iniziare a vincere.
Poi, vorrei fare una domanda tattica a Mazzarri: se il nostro gioco è basato sulle famose ripartenze, qual è il rimedio, se a centrocampo non hai nessuno che recupera il pallone? Cioè, se Gargano non è della partita, il pallone quando e come lo recuperiamo per poi offendere?

Non irrilevanti infine, i grandi spazi vuoti allo stadio. Forse anche qualche tifoso si è uniformato alle strategie societarie pensando di dare il massimo e sostenere la squadra martedì. Eppure la Lazio di Reja è capolista e sarà lì sino alla fine. Peccato, magari in una bolgia, l’avremmo fatto noi un gol al novantatreesimo, come tante altre volte. Si vede che anche i turn over tra tifosi stanno diventando di moda. Mentre forse, quando la squadra non è al massimo, il San Paolo dovrebbe essere l’arma in più.

Ciao Toni.
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Chi è quel Chavez?

Posted by lapo2001 on nov 12th, 2011

Chi è quel Chavez?

Era l’estate del 1980. L’Inter di Bersellini aveva appena conquistato il suo dodicesimo scudetto e il calcio italiano, tra gli scandali del Totonero e le involuzioni tecniche, non se la passava granché bene. Così, dopo quasi 15 anni, si decise di riaprire le frontiere agli stranieri ed ogni squadra del massimo campionato poteva ingaggiarne uno. Le società più blasonate, eccetto il Milan retrocesso per giudizio sportivo, si rafforzarono con grandi campioni: la Giuve acquistò l’irlandese Brady, la Roma Falcao, l’Inter Prohaska e il Napoli prese l’olandese Krol. Le formazioni meno quotate si divisero tra certezze e scommesse: Eneas al Bologna, Juary all’Avellino e Van de Korput al Torino. Chi tentò la sorte, fu la neopromossa Pistoiese allenata da Lido Vieri. All’epoca, l’allenatore in seconda Malavasi fu spedito in Brasile per visionare qualche stellina sconosciuta ed economica per garantire un certo numero di gol e centrare una salvezza tranquilla. In una di quelle partite, Malavasi fu folgorato dalle prodezze di un certo Luis Silvio Danuello. Si narra che per incantare e convincere l’osservatore toscano, quella gara tra Ponte Preta e Comercial fu una vera e propria messa in scena. Danuello realizzò una doppietta e giocate veloci e ficcanti. Praticamente Luis era imprendibile. Quell’estate, per 170 milioni, il brasiliano giunse a Pistoia senza che nessuno lo conoscesse. Falcao non l’aveva mai sentito nominare e l’enigma presto avvolse questo calciatore. Difatti, Danuello totalizzò appena 6 presenze, prima di finire in panchina e poi in tribuna, rivelandosi sempre più un oggetto misterioso. In primavera, sempre più ai margini della squadra, con una saudade irreversibile, prese le valigie, la moglie, la figliola e se ne tornò sconsolato in Brasile. Dopo quella esperienza, si sono create varie leggende sul suo conto. Tanto da mettere in dubbio la sua reale professione. C’è chi giurò che fosse un panettiere, chi un pizzaiolo, chi un gelataio, ma non di certo un calciatore. La realtà è che la società cercava un centravanti, mentre Luis era un’ala che la Pistoiese, tatticamente, non poteva permettersi. Sempre dalla leggenda si dice che scendendo dall’aereo al suo arrivo, i dirigenti gli chiesero se fosse una punta e lui rispose di sì, confondendosi con “ponta” che in portoghese vuol dire ala. E questo equivoco bruciò il calciatore e la squadra, a fine anno, retrocesse giungendo ultima in campionato.

Non ho mai giudicato un calciatore senza averlo visto giocare. Nemmeno dopo 3-4 partite. Ma ora, dopo più di due mesi senza tracce, qualche dubbio mi sta assalendo. Cioè, chi è quel Chavez? Perché l’abbiamo acquistato? Siamo sicuri che sia un calciatore? Ci sono un bel po’ di similitudini con il nostro Luis Silvio, no? In rete, su youtube, ho guardato un paio di filmati di questo argentino e di tanto in tanto, di rado, qualche buona giocata s’è intravista. Ma sono bastate un paio di finte e un pallonetto per convincere i nostri osservatori?
Cioè, mi spiego. Se Santana, Mascara e Pandev (o Lucarelli) sono i sostituti dei tre tenori e se in caso di emergenza viene schierato persino l’adattato Zuniga, perché Chavez non riesce a trovar mai spazio? Si dice che Santana non sia in un grande periodo e comunque gioca. Pandev, nonostante la forma appesantita e rotonda, prima dell’infortunio, ha giocato qualche spezzone e ora pare che sia pronto per rientrare. Gli altri, con prestazioni buone e meno buone, comunque hanno giocato, e allora ora, mi chiedo: perché Chavez no? Lo stesso impresentabile Hoffer ha fatto più minuti di lui, due anni fa. Non si hanno notizie di infortuni, né di crisi nostalgiche, ma allora perché non si conosce pressoché nulla di questo argentino? Dove gioca? In quale ruolo? Ha fatto il suo esordio a San Siro, per circa 10 minuti. Un tunnel a Lucio e…niente più. È stato inserito nella lista Champions al posto di Lucarelli, ma i suoi tacchetti ancora non li abbiamo visti calcare il campo. Perché?
Ora, certamente sono solo miei cattivi pensieri, perché Chavez, già dalla prossima partita, mostrerà quanto sia fenomeno, ma qualche dubbio mi sta solleticando. Specie in questi giorni che ho sentito che ci potrebbe essere la eventualità di una cessione a Gennaio. Senza dimenticare che nel prossimo mese avremo un tour de force terribile: 9 partite in 30 giorni e c’è bisogno del supporto di tutti. Ma di tutti, eh.
Luis Silvio è stato il più grande bidone della storia, anche più di Calderon e di Ian Rush, e non vorrei che alla fine invece di Trezeguet avessimo comprato anche noi un panettiere.

Con tutto il rispetto, restando sul tema della super star di origini pugliesi, non vorrei passare, come accadde con Danuello, da “chi è quel Chavez?” a “Cercasi disperatamente Cristian Gabriel”. Fuggito magari per un equivoco tattico, eh. Ora ne abbiamo bisogno, caro Chavez, se ci sei batti un colpo…o una pagnotta…

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Bayern – Napoli 3-2

Posted by lapo2001 on nov 3rd, 2011

IV Giornata Girone A Champions League
Bayern – Napoli 3-2(Gomez 3; Fernandez 2)

Ad un certo punto della partita, mi è sembrato di assistere ad un incontro di boxe tra Tyson ed un molle, bianchiccio ed impacciato pugile raccattato all’ultimo momento come sparring-partner. Ho sperato che da lassù qualcuno, in mezzo alla nebbia, facesse venire giù un nubifragio o che dalla panchina si gettasse la spugna per evitare che finisse in goleada. Il divario tecnico, fisico e di esperienza tra i due contendenti era impari. Un peso piuma contro un peso massimo. Davide contro Golia. L’armata tedesca in pochi minuti ha davvero “spiezzato” in due la gara e l’inconsistente resistenza azzurra.
Ribery si spostava da sinistra verso il centro e il nostro centrocampo è andato in tilt e i tre feroci ganci di quel diavolo di Mario Gomez hanno messo all’angolo la nostra squadra che non è capitolata definitivamente solo perchè da un calcio da fermo, prima del gong, la zucca del giovane Fernandez ha ridato un po’ di speranza.
Ma i freddi, robotici e impenetrabili teutonici comunque godevano di un vantaggio troppo ampio, se si pensa poi che in casa gol non ne beccano mai. A questo bisogna aggiungere un’atmosfera difficile e l’espulsione ingiusta ed ingenua di Zuniga ad inizio ripresa che ha ancora più rilassato i giocatori e i tifosi bavaresi. Ma l’orgoglio, la personalità e la grinta dei nostri ragazzi, che ormai non avevano nulla da perdere, sono piano piano usciti fuori, scalfendo una certezza che, col passare del tempo e col secondo gol, sempre da calcio da fermo e sempre di Fernandez, ha iniziato a trasformarsi in paura.
Ivan Drago non aveva più quella spavalderia e sicurezza del primo round e nel finale c’è mancato poco che il dolcetto si trasformasse in scherzetto. Più reattivi e più incisivi i nostri tanto da sfiorare un pareggio impronosticabile dopo i primi 40 minuti di gioco. I tedeschi hanno sbandato e sugli spalti il rosso vivo e lussureggiante è diventato negli ultimi 10 minuti giallo paura. Sì, sì, hann fatt’o giall.
Il Bayern è attualmente una delle squadre più forti ed organizzate del pianeta ed è una seria candidata alla finale di Champions, per cui, questa sconfitta, non può far male, anzi. Da qui si può invece ripartire con ancora più fiducia. Da tifoso, sono orgoglioso della mia squadra per come si è comportata e soprattutto perché mi ha dato la possibilità di vivere emozioni forti in quello che è lo stadio più bello e moderno d’Europa. “Barcollo ma non mollo” è il motto di questa squadra e se per caso lo strapotere degli avversari può metterci qualche volte a tappeto,state sicuri che l’arbitro non riuscirà a contare sino a 10, perché ci rialzeremo sempre e sempre usciremo dal campo a testa alta. Feriti, tagliati, tumefatti, ma con la maglia sudata e il cuore libero di chi ha dato tutto.
Grazie ragazzi, per vincere queste sfide forse il cuore non basta, ma è da questo grande cuore pulsante che bisogna ripartire. Ora però, rituffiamoci nel campionato. C’è da affrontare la Vecchia che, sotto la cintola, soprattutto al San Paolo, indossa il pannolone. Scamazziamola, grazie.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Catania – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on ott 30th, 2011

X Giornata
Catania – Napoli 2-1 (Marchese, Berghessio; Cavani)

Sono in una cabina del naviglio che da Messina ci sta riportando in terra campana. Volevo aspettare la notte per far sbollire la rabbia, ma sono le 4 e proprio non si riesce a chiudere occhio. Fuori è buio pesto come il mio attuale umore. Le pareti tremano ripetutamente come se stessimo in una lavatrice e il Minao non curante dell’effetto frappè, continua a russare beatamente da svariate ore. Tutto sembra essere contro di me. Anche il Giuffrè si è lasciato vincere dalla stanchezza e ora sono in completa solitudine a contare le pecore, le finte di Zuniga e le parolacce a cui non ho saputo dare freno durante il pomeriggio. Doveva essere la nostra giornata. La giornata delle conferme e della riscossa e invece…
Eppure il Matador ci aveva illuso subito. Nemmeno il tempo di sentire le formazioni che già ci siamo ritrovati abbracciati e saltellanti in un sol gomitolo umano. È bastato un attimo per dipingere quel centinaio di tifosi azzurri indomiti nel perfetto quadro dell’allegria. È bastato un attimo e un balzo di gioia per smaltire l’ottimo Lapilli dell’Etna e un lauto pranzo a base di polpi, ricci e frutti di mare. “Che giornata!”, pensavo…
…e pensavo male. Il Milan ha vinto a Roma, addirittura la Giuve a San Siro e noi siamo stati capaci di perdere anche a Catania. Nonostante il turnover ero convinto che questa volta dalla Sicilia saremmo tornati con un bel risultato. Tra Catania e Palermo in 4 anni abbiamo racimolato solo 2 pareggi. Ho pensato ai numeri, alle statistiche e alla cabala. E poi, con il Pocho in quelle condizioni, non poteva esistere un altro risultato se non la vittoria. Peccato invece non aver sfruttato qualche contropiede quando eravamo ancora in vantaggio, peccato che Santana non sia un centrocampista di quantità. L’arbitro, Celi di Campobasso, che ricordo benissimo in serie C, e che lì secondo me meritava di restare, sarà stato di sicuro troppo severo e fiscale con l’argentino, ma due falli così ingenui e decisivi me li aspetto da un attaccante. E infatti. Un centrocampista deve, prima di tutto, sapere dove, quando e come commettere un fallo. E questo, Santana, non lo sa fare. Non credo che Gattuso, Donadel o Almiron siano mai stati espulsi dopo soli due interventi. Probabilmente sarebbe bastata una spintarella o una tiratina di maglietta per fermare un’azione, ma non due scivoloni senza senso sull’avversario, uno nella loro tre quarti e l’altro, nella nostra, quando la difesa era schierata. Il mestiere e l’esperienza alla Aronica per fare quel ruolo non si possono acquisire ora, per un calciatore già trentenne. Più ci penso e più mi viene l’insonnia e più non si dorme e più credo che un’espulsione del genere non l’avrebbe beccata nemmeno Blasi. Poi, penso a Fidel, costantemente in difficoltà. Gomez l’ha fatto impazzire e mi chiedo quando Grava sarà di nuovo a disposizione. Penso a Fernandez che non ha avuto piu grilli per la testa solo quando ci siamo messi a 4 dietro e a proposito di grilli, penso a Marchese che l’ultimo gol l’avrà fatto quando giocava nei pulcini. Penso al Matador quando dal dischetto l’ha svirgolata. Quella palla, l’anno scorso, sarebbe finita all’incrocio dei pali e non sulla bandierina. Penso a Dzemaili che all’ultimo secondo s’è mangiato un gol allucinante. Penso a questa rabbia e all’imperterrito russare del Minao che non vogliono farmi dormire. Vorrei già fosse mercoledì. Il momento è cruciale e non si può più fallire. Svegliaaa. Sveglia per tutti. Ecco, appunto, ed io che vorrei dormire…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca. Auguri Re, per i tuoi 51.

Napoli – Udinese 2-0

Posted by lapo2001 on ott 27th, 2011

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IX Giornata
Napoli – Udinese 2-0 (Lavezzi, Maggio)

Il secondo gol può rappresentare la sintesi generale della gara di ieri. A parte che uno schema vincente su calcio da fermo non lo ricordavo nemmeno più, ma mi piace sottolineare che i protagonisti dell’azione ammazza partita siano stati Inler, Dzemaili e Maggio. Infatti delle 12 reti realizzate dagli azzurri in campionato, è la seconda volta(la prima è capita con il gol di Maggio a San Siro su assist di Mascara) che non si verifichi la presenza dello zampino di uno dei nostri tre tenori.
Non è riduttivo dire che tutto ruota intorno alle loro mirabilie. La squadra è stata sostanzialmente costruita in modo che il nostro attacco potesse giostrare in quel che, secondo il mio parere, è la più bella miscela del campionato italiano. Si è costruita in modo che i famosi rincalzi non rompessero gli equilibri che lo zio Walter in questi due anni e mezzo è riuscito a creare come un puzzle perfetto. Le critiche di questo ultimo periodo hanno colpito un po’ tutti (a parte De Sanctis), ma nella realtà dei fatti, coloro che hanno reso meno del previsto sono proprio i tre davanti. E questo ha complicato la situazione, gravando singolarmente su tutti gli elementi in rosa. Ciò che mi conforta più di ogni altra considerazione invece, è che il Napoli di ieri abbia vinto da squadra vera. Sì, il Pocho è stato incontenibile ed è ritornato al gol in campionato al San Paolo con un autentico do di petto, dopo un anno di astinenza, ma di quella miscela esplosiva è stato l’unico a brillare. Hamsik è ancora alla ricerca di se stesso e Cavani si fa apprezzare più per i contrasti a centrocampo come se fosse Benetti, che in zona gol, lui che fino a qualche mese fa era il signore incontrastato dell’area di rigore. Ma si sa, i risultati determinano le prestazioni, per cui delle altre due voci ancora rauche, si spendono giustamente parole e giudizi senza severità, in attesa dei gargarismi giusti. Il Napoli però, senza lo slovacco e l’uruguaiano al meglio, ha surclassato l’ex capolista bianconera, sbrigando la pratica in mezz’ora rifilando due reti a quella che nei numeri era la migliore difesa d’Europa. Certo, l’assenza di Di Natale ha agevolato Cannavaro & Co., ma la sicurezza e la disinvoltura mostrata dal nostro muro a 3(diventando a 5 nella seconda frazione), avanti a colui che è diventato il miglior portiere nazionale, mi ha dato tanta fiducia. Abbiamo la seconda miglior difesa del campionato, capeggiata dal capitano che, senza sbavature, ha guidato alla perfezione l’intera linea; Campagnaro che a onor del vero in quasi tutte la partite è risultato uno dei migliori, si può dire che si è definitivamente messo alle spalle i disagi psico-fisici dopo la tragedia estiva(ieri nel pre-partita s’è dovuto pure sorbire un involontario colpo basso del Pocho) ed Aronica, di cui mi auguravo un avvicendamento estivo, ogni partita mi sorprende sempre di più. E se Inler e Dzemaili, positivi entrambi, ancora non riescono a dare il 100%, i due laterali sfrecciano come ossessi senza mai risparmiarsi e ripiegano e gestiscono quando la partita lo richiede. La gara di ieri mi ha confortato al di la della vittoria, perché, finalmente, l’intera squadra ha iniziato a spiegare le ali senza che ci fosse il Manchester, il Bayern o il Milan di fronte, confermando che il Napoli c’è e ci sarà. E non oso immaginare cosa avverrà quando gli altri due tenori riprenderanno i loro meravigliosi acuti.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca

Che fine ha fatto Donadel?

Posted by lapo2001 on ott 24th, 2011

Che fine ha fatto Donadel?

VIII Giornata
Cagliari – Napoli 0-0

Dopo 10 gare ufficiali, il Napoli si ritrova a ridosso delle prime in campionato ed è in piena corsa per una qualificazione agli ottavi di Champions, insperata alla vigilia. In queste 10 partite, lo zio Walter ha fatto ruotare quasi tutti gli azzurri che fanno parte della rosa, ed anche ieri, a Cagliari, ben quattro “titolarissimi” sono partiti dalla panchina. Ma se per l’attacco e per la difesa la buona duttilità dei nostri calciatori ha dato ampia scelta al nostro mister (buono l’esordio al centro della difesa di Fernandez), per il centrocampo, il discorso cambia radicalmente. Gli infortuni di Britos e Pandev, le difficoltà fisiche di Grava e Lucarelli e i viaggi e le fatiche dei nostri nazionali hanno rappresentato problemi relativi nel corso di questo inizio stagione. Col turn-over si è sempre cercato di dosare le forze e di evitare infortuni che poi avrebbero potuto incidere negativamente sul prosieguo e i vari Campagnaro, Santana, Mascara e lo stesso Aronica c’hanno comunque messo una pezza nel momento del bisogno. Con questo modulo, i due giocatori per ruolo, non rappresentano una garanzia assoluta. Ma averne sei per la difesa , sette per l’attacco e tre(più Aronica) per le fasce che sappiano adeguarsi anche in ruoli non proprio consoni alle proprie caratteristiche, non ha mai destato problemi di formazione. Da ieri (e non solo da ieri) però, una domanda nasce spontanea. Chi saranno i due centrali di centrocampo nelle prossime importantissime gare? Inler ha di certo accusato una flessione, visto il suo impiego perenne, Gargano, anch’egli sempre presente, ha accusato un risentimento muscolare che lo terrà fermo non si sa ancora per quanto tempo e Dzemaili è da poco rientrato da un infortunio. E in quel ruolo, non vedo altri che possano rimpiazzarli. Anche l’anno scorso affrontammo l’intera stagione con soli tre uomini (Gargano, Pazienza e Yebda), ma per grazia ricevuta non si verificarono infortuni rilevanti e non c’era da affrontare una Champions che tira anche il sangue dalle rape e si riuscì a portare a casa un risultato storico. Ma ora?
Non voglio rievocare Baby Jane, la cui trama ha anche risvolti tragici, ma, a questo punto, in questo momento, mi viene da chiedere: che fine ha fatto Donadel? Se per Britos, anch’egli infortunatosi prima che si aprissero le danze, si conoscono l’entità del danno, i tempi di recupero e la sua locazione, dell’ex viola non si sa nulla. E’infortunato. Sì, ma cosa? Quando? Dove? Perché? Arcani. Ho addirittura sentito per radio il suo procuratore, abbastanza adirato, parlare di “pasticcio”, come se le cause, le colpe e le responsabilità fossero da ricercare altrove. E ora, che Marco ci servirebbe come il pane, non si sa nulla. Tutto sembra avvolto nel mistero. E come tutti i misteri, stanno uscendo fuori leggende metropolitane: carriera a rischio; è colpa dello staff medico del napoli; la società sta già cercando un suo sostituto per gennaio; a Donadel non piace la pizza e la mozzarella; è alle terme di Saturnia; si sente solo e mangia chili di marmellata…
Mi piacerebbe sapere se il contributo dell’ex fiorentino sarà garantito o meno e quando. E in questo momento di difficoltà, in cui il centrocampo soffre, ora che si è in una fase cruciale, non vorrei rivedere Hamsik arretrato sgobbare in preda all’atavico equivoco tattico, per cui, la mia domanda è più che legittima: che fine ha fatto Donadel?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Napoli – Bayern 1-1

Posted by lapo2001 on ott 20th, 2011

Caccia a Ottobre rosso

III Giornata Girone A Champions League
Napoli – Bayern 1-1(Aut. Badstuber; Kroos)

Conquistato un sofferto pareggio contro una delle squadre più forti del momento.
Grande De Sanctis che salva il risultato parando un rigore di Gomez.

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