Appello

Posted by lapo2001 on gen 28th, 2010

Vorrei scrivere ma non ci riesco. Ho una voglia esagerata di farlo e intanto non esce niente. Mi sento come un mezzo limone a cui è rimasto solo la buccia gialla impallidita, come il letto di un fiume prosciugato o come un fiore che non beve acqua da un paio di mesi. Eppure in questo periodo non gira male. I pensieri melmosi sono lontani ricordi, lontani parenti…
Ho proprio difficoltà con le parole. Ci litigo un pò. Le metto giù una dietro l’altra su questo foglio bianco e poi, nel rileggere il tutto mi dico: ma che ci fai tu qui?E tu? Sei un’intrusa! Siete tutte intruse! Questa non è roba mia. Queste cose non le ho mai pensate…E’ come se scrivesse qualcun’altro. Un’altra mano, un’altra testa…
Cerco ispirazione.
Ho parlato con chi solitamente me la dà(l’ispirazione). “sì”, “no”, “forse”, “ok”, “abb”… queste le sue parole nel nostro dialogo. Sarà che proprio non riesco a comunicare altro… Ho chiesto una canzone a chi solitamente me ne fornisce per esprimermi. Ho fatto finta di non sentire, perchè avrei dovuto parlare di amori finiti male e dentro di me, ora, tra i vari deserti sconfinati, l’amore proprio non so in quale scantinato si trovi, figuriamoci poi, se è pure sfigato… Ho guardato tra i post di amici che solitamente mi incuriosiscono: “Chi ti vuole bene davvero te ne vorrà per sempre, in qualsiasi circostanza, qualsiasi cosa accada” oppure “e quando mi guarderai dopo avermi perso, rimpiangerai d’averlo fattO!♥” o ancora “♥ Non ci sono SCUSE: se si vuole VERAMENTE una cosa… si fa di tutto per OTTENERLA… ♥” …Oh mio Dio! Nemmeno quando avevo 15 anni, mi sfioravano la mente perle del genere. O piano piano tutti stiamo terminando in buco nero senza fondo o è semplicemente un periodo di magra.
Probabilmente dovrò attendere i saldi di fine inverno, ma manca ancora troppo. Per cui mi affido al buon cuore di qualche anima pia dedita ad aiutarmi. Appello: ti prego, parlo con te, sì, sì, proprio con te, dimmi qualcosa, fai un mimo, riempimi di nuovo la testa di cazzate, dammi l’altra metà del limone. Ho bisogno di scrivere.

Lunaspina

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2009

Vorrei dire ma non saprei precisamente cosa…
I pensieri mutano a seconda del momento, del tempo e dell’umore. Fanno viaggi interminabili tra ricordi appassiti e surrogati di sensazioni del presente e vagano veloci, senza chiedersi la direzione o il peso. Sono carichi, a volte intensi nel loro vuoto, fuori dalla mia follia ordinaria. Fanno parte di un manicomio di cui non conoscevo l’esistenza, fanno parte della mia incoerenza. Non riesco a capirli, a decifrarli del tutto. Non so se sono uno traguardo o una partenza. Fluttuano lungo il percorso…

Non c’è gioia qui dentro. E’tutta una farsa. Un inganno come quest’orologio che segna le undici e un quarto, quando invece è passata la mezzanotte o come questa birra calda che sorseggio come se fosse uscita or ora da un congelatore. I miei non sono sorrisi, non sono sguardi curiosi, non sono lacrime. Sono niente.

C’è la serranda chiusa del bar qui di fronte, due ragazzi che si baciano sulla panchina e un ubriaco che ha deciso di farsi passare la sbornia litigando con un albero. Osservo nel mio cellophane il fluire del tempo e degli eventi senza che io mi chieda niente. In tutto questo mare di inutilità di cui faccio parte e annego potrebbe sicuramente esserci qualcosa per me, ma non sento. Non mi sento.

C’è un fiume in piena che si fa largo rimbalzando tra la gola e lo stomaco. E’una bestia selvaggia che cerca il modo di uscire creando movimenti vertiginosi. Non so aiutarla. Nel secchio non è rimasto più nulla, nemmeno una goccia. Dovrei trovare una fonte. Qualcosa che mi piaccia, che mi desse la possibilità di ritrovare le mie parti smarrite, intontite. Pagherei qualsiasi prezzo per averla ora qui.
Per ora mi accontento di tutto ciò che ho intorno, senza che nulla riesca a sfiorare le mie corde di cemento. Mi accontento, mentre qui dentro si sbattono guerre e rivoluzioni. Mi accontento semplicemente di esserci, pensando che l’importante è che ci sia sempre un domani in cui avrò qualcosa da dire (anche se non so precisamente cosa) e che ci sia un giorno in cui tornerò a sentire…

Lunaspina

Io mi vesto normalmente
come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa
e poi non deve andare via
mi avvicino alle persiane
sento il mondo che fà rumore

e gli orologi di una casa
non si fermano mai

e mi fido facilmente
delle ombre via via
che riesco ad essere assente
e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene
i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa
non s’imparano mai.

Ho un lavoro quì vicino
il mio lavoro non mi piace
perchè mi consuma gli occhi
e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere
in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare
io sono quì che vivo

io no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono quì che aspetto
io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola

come tarda questa notte
la mia lunaspina
venga giù alla finestra
quella luce bambina
venga giù dal silenzio
mia cara compagnia
coi miei muscoli stanchi
son quì che aspetto

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle da sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l’ ho amato il mio dolore
e adesso canto sola

come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè.

Fiorella Mannoia

…off…

Posted by lapo2001 on dic 22nd, 2009

off

Angel

Posted by lapo2001 on dic 16th, 2009

Era un secolo che non venivi ad ascoltare il mio russare…

Lo so, non sei stato tu a volerlo. Mi sei apparso davanti la macchina solo perchè t’ho gridato forte. Mi devi perdonare se sono venuto a quest’ora ma il silenzio della notte, agevola il mio richiamo. Ci saranno un paio di fantakilometri di distanza tra me e la tua nuvoletta?no?…I fari della smart ti hanno squadrato dalla testa ai piedi, nella penombra potrei scambiarti per un elfo del bosco. Gli occhi gonfi, col pigiama, le pantofole e le ali un pò accartocciate: sei tu. Mi è quasi dispiaciuto tirarti fuori dal tuo giaciglio, ma ho solo bisogno di qualche attimo in cui il tempo si fermi e solo tu puoi riuscirci. Le giornate non sono troppo colorate e il ritardato inverno fa il resto con le sue folate ghiacciate…
Non so per quale assurdo motivo dell’inconscio in un battibaleno ci ritroviamo sulla spiaggia più bella del mondo. Ci sono almeno tre lune e c’è un silenzio irreale. Si intravede solo il colore chiaro delle onde che si afflosciano stanche sulla battigia e la sensazione di immensità in movimento che solo il mare aperto riesce a regalare. Mi siedo e ti guardo mentre metti i piedi a mare. E’ fredda, ma si ci abitua presto. Ti ammiro e m’incanto…Puff…Sono accanto a te e i miei tramortiti piedi ad annegare nelle gelide acque insieme ai tuoi…Aaaah, sorrido…E’il momento che cercavo… come un bacio appassionato, un lampo nel buio, un bicchiere ghiacciato in una giornata d’afa, ‘na strunzata in gesti fotocopiati… è un attimo. Vorrei conservarlo, fermarlo proprio qui e farlo durare in eterno. Ma anche i sogni hanno dei tempi, come nella realtà. In entrambi i casi i momenti bussano e passano. Peccato che solo nella realtà si facciano fotografare, mentre sono sicuro che questa sensazione di libertà sarebbe assai fotogenica…Aaaah, che meraviglia!
E’tardi. Tra poco esce il sole. Mi guardi soddisfatto ed ancora con i piedi bagnati, voli via.

Come farei senza di te?

Angel

Io mi siedo e aspetto
che un angelo guardi il mio destino
loro conoscono
i posti dove andremo
quando saremo vecchi e coi capelli grigi
perché mi hanno detto
che la salvezza fa aprire le loro ali
così quando io sono disteso nel mio letto
i pensieri scorrono nella mia testa;
io sento che l’amore è morto,
ed invece mi sto innamorando di un angelo.

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

Quando mi sento debole
il mio dolore viaggia
per una sola strada
io guardo al cielo
so che sarò sempre fortunato con l’amore
E come il sentimento cresce
lei respira freschezza attraverso le mie ossa
Ed invece, quando l’amore muore
invece io mi innamoro di un angelo

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

E attraverso tutto ciò,
lei mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e sotto la cascata
in qualunque luogo sia lei mi prenderà
io so che questa vita non mi spezzerà
Quando inizierò a gridare,
lei non mi abbandonerà
invece io mi sto innamorando di un angelo.

Robbie Williams

Reality

Posted by lapo2001 on dic 2nd, 2009

Eccomi qui finalmente. Sono al centro del palcoscenico, nudo e con le braccia aperte. Tutte le luci sono puntate su di me e mi rendono più pallido di quanto già io lo sia. Intorno è tutto buio. Forse la platea è vuota. Me, questi accesi e pesanti drappi rossi e nessuno.
Oh,oh…Sento che qualcuno in fondo disapprova. Allora non sono solo? Ha ragione. Stasera il signore sarà venuto qui per divertirsi e vedere qualche buffa maschera o un domatore di tigri. Sono spiacente, signore. Oggi lo spettacolo sono io, vi è andata male. Sono io. Niente maschere, nessuna scena, le belve feroci dormono già da un pezzo. Non ci sono nè pupi, nè marionette. C’è di peggio…

Eccomi in carne ed ossa nella mia interezza alla vostra visione. Volete che saltelli? o che esponga meglio le maniglie dell’amore? Ooops, ooops… Qui, in prima fila c’è qualcun’altro, forse affacciandomi riesco a riconoscervi. Mi urlano “esibizionista!” e “rivestiti, che fai schifo!”. Bravi, ce ne sono altri che hanno capito quale sia il filone di questo gioco-spettacolo. Guardatemi, osservatemi bene e cosa vedete? La signora dice che le piaccio più così, con la barba e l’aria “sfatta”. So di cicoria, e l’aspro piace tanto a lei e alla cognata. Grazie signora, anche lei ha capito lo spirito dell’esperimento, da domani mi immergerò in una botte di “au de cycory” o mi cospargerò di oli alla rucola, così magari potrò piacere anche alla nonna o al vostro schnauzer. La ragazza con i capelli ricci invece mi ha gridato “egooista!”… Lo so, per anni, per non esserlo stato, stavo per dimenticarmi pure il nome, il cognome e la strada in cui vivo… C’è qualcun’altro? Siete finiti già?… “Pulcino!”….Oh pulcino, mamma anche tu qui? te l’avevo detto che stasera avrei fatto le ore piccole, mangio più tardi… “Bambino!”… questa l’ho già sentita, ma solo dal tono della voce capisco se mi si dica qualcosa di postivo o di nagativo. Forse, se non ci fosse stato quel punto esclamativo, l’avrei presa meno sulla difensiva, magari un “baaambino…” mi avrebbe fatto più piacere e sorridere. Mi sento riconosciuto quando ci sono le tre “a” al centro e i punti sospensivi alla fine. Ma ci sta anche la prima, eccome se ci sta. Non c’è giorno in cui non me lo si dica, giorno in cui non me lo sussurro. Ma solo per una questione di superficialità poi, non gli dò, tanta importanza… “Profondo”… beh, me lo dicono la prima settimana in cui entro più in contatto con le persone, alla seconda già lo dicono a qualcun’altro… “Diffidente”… non ve la prendete, un pò per natura, un pò per le esperienze fatte (quelle che noi chiamiamo così per non dire “inculate”), mi fido di pochi, ciecamente di pochi amici. Ma come potrei mai fidarmi di te, se poi, non mi fido di me? Come posso stare tranquillo e sereno mentre guidi sto aereo con una patente rubata proprio come l’ho rubata io?… ” E io non ti voglio bene più!”… se mentre lo dici, sbatti i piedi, ti strappi i capelli e batti i pugni per terra, beh a quel punto, anche io inizio a volertene di meno… “Sei troppo buono”… oh no, anche tu?! tra fratello e sorella lo sento spesso. Ma io non ricordo di avere la tua medesima madre… “Inconcludente “… ne ho terminati pochi di percorsi che ho intrapreso, evidentemente non ho voluto o sono terminati gli stimoli. ..Vi state divertendo? Lo so, lo so, che ora vi piace. Se è possibile dire qualcosa, perchè tirarsi indietro? no? Anche i più timidi si aprono e si divertono in questo modo. Quando c’è qualcosa in onda alla tv che esce fuori dalla vostra ottica, non vi viene subito di dire “ma chist è scemo?!”. Penso alla serata di ieri per esempio. Non avevo mai visto una sola puntata del Grande Fratello e senza conoscere alcun personaggio (a parte l’isterica/o di cui ogni pagina del web ne parla ogni giorno), nè di nome, nè fisicamente, pur snobbando totalmente il programma, non appena ho intavisto una lite da mercato tra maschi in calore ho esternato “ma chist nun stann bbuon!”. E poi, quando ho notato la signorina mora con lo sguardo (e non solo) accattivante ho detto “Ah, però!”(qui sto mentendo spudoratamente). Con quella occasione così sotto mano, tra cazzotti e grazie in bella mostra, mi sono sentito in dovere di mettermi al pari di tutti gli altri che già ne avevano dette di cotte e di crude (giustamente, aggiungo). Mica potevo esimermi? E’stato più forte di me. Beh, un pò come voi oggi, no? Ieri l’ho fatto io, oggi lo fate voi. Domani altri. Qui è come la Corrida, pollice su, pollice giù. Ora si accende il semaforo verde, potete applaudire o fischiare, lanciarmi fiori o tirarmi pomodori. Quello che volete, come vi sentite.

Il mondo è come ce l’abbiamo in testa. A prescindere da quel che abbiamo dinanzi i nostri occhi. La maggior parte delle cose che mi vengono dette non me le sento addosso, credo che non facciano parte delle mie verità. Ma forse mi sbaglio. Così come mi sbaglio quando parlo di te… mio insostituibile angelo inesistente.
Se oggi sono arrabbiato, mi sembrerai il solito lurido figlio di puttana, se sono felice, sarai il mio solito bene, se mi sento insicuro, vedrò in te la solita colpa, se mi sento frustrato, avrai tutti i soliti difetti del mondo, se mi sento innamorato, ti vedrò bello, magari anche con le ali profumate…beh, capita così di rado… Tutto dipende dal momento, dipende da me…

Scusate se mi sono dilungato. Credo che in pochi saranno riusciti a giungere sin qua giù, ma iniziavo a divertirmi anch’io. Qui, in sala, c’è il signore in doppio petto che russa da almeno 2 ore. Chiudo il sipario, altrimenti le prende dalla moglie che è a casa. M’inchino e ringrazio tutti i presenti, con un pò di rammarico. Volevo sentire quella benedetta verità su di me(devo creare un gruppo su fb?). Quella che vale per tutti. Nessuno l’ha detta, nè vista. L’unica verità inconfutabile su questo “esile” corpo. Nessuno di voi mi ha chiamato per quel sarei dovuto essere realmente ai vostri occhi… “Falso”…

Mi rivesto, risvegliate le tigri…mamma, butta la pasta, sto arrivando…

Violino triste

Posted by lapo2001 on nov 19th, 2009

Cosa importa che questa notte sia così triste? Ma a chi frega?
Tutti dormono e nessuno può sentire questa inutile malinconia. Tutti tra le calde coperte e i guanciali consumati a viaggiare nei propri sogni. C’è chi si è addormentato con l’ultimo best-seller aperto e la luce accesa, chi invece, da poco ha preso sonno, perchè il pensiero di lei non è più un bel pensiero. Oppure c’è chi, esausto, è crollato senza nemmeno riuscire a spogliarsi o chi passerà tutta la notte sul divano col telecomando in bilico tra le mani e la tv che spegnerà il timer. O chi si è immerso nel materasso, dicendosi anche stavolta: così non va. Domani, devo cambiare qualcosa…Tutti nella propria apparente tranquillità. Immagino tutti così.
Ho come la sensazione che pur esplodendo, sputando fuoco e veleno, nessuno possa sentirmi. Al massimo, ci sarà chi si volterà dall’altro lato, grattandosi l’inguine e mutando i toni del proprio russare. Dovrei approfittarne. Potrei tirare fuori questa massa che si ingigantisce e si divincola tra i miei freni e svuotarmi. Da quaggiù, si può dire tutto, no? Le verità e le non verità.

Non è ancora il momento. Lascio che il suono del violino faccia la sua parte, tenendo a bada un’anima tormentata, che il nocillo bruci nello stomaco e che questo sfogo attenda un’altra notte. Proprio una come questa. In cui tutti dormono beatamente…

L’uomo che guardava le nuvole

Posted by lapo2001 on nov 10th, 2009

Tu non stai bene. Ma come fai?

Con la finestra aperta perchè altrimenti, a tuo dire, non si avrebbe la possibilità di sentire il rumore dell’aria, accomodato nella tua poltrona preferita a prendere il freddo sole pomeridiano di questo autunno, quando oggi fuori il sole non c’è? Che stai lì, con il profumo della neve che entra dentro casa, con le gambe distese una sull’altra e le mani dietro la nuca a sussurrare che domani sarà un giorno migliore, mentre poi, oggi è stato peggio di ieri? Con un sorriso beffardo e il parlare di quegli occhi chiusi, con le luci del temporale che continuano a riflettersi su tutte le pareti della stanza, assorto bisbigli convinto che lei ti è vicina, quando oggi lei è a 9 isolati più in la?
Ma possibile che tu non veda tutto ciò? Fumini, saette, uragani… e tu? e tu mi parli di primavere e di caldi giorni d’amore.
Ma come, su quale pianeta vivi? Starai tutta la vita ad aspettare il tuo mondo che non apparirà mai, senza capire che la realtà è una cosa ben diversa e che quella ci tocca vivere. Guardati intorno? Ma non vedi che non c’è più energia? non vedi il grigio dei capelli, i solchi sugli zigomi, il freddo nelle ossa e l’alone negli sguardi? Possibile che tu non veda niente? Ma quando ti svegli? Guarda me…

“Vedo il nero di questa giornata, la pioggia, il vento e la camera che si sta allagando, vedo ogni giorno nello specchio gli anni che mi salgono uno ad uno sulle spalle cercando di tirarmi giù, vedo la realtà che mi circonda con le sue sfumature, le sottosfumature e la sua puzza di merda, vedo la mia verità che cambia continuamente e litiga spesso con quella degli altri, vedo la vita, il suo amore e la bellezza di due occhi neri anche senza occhiali e infine vedo un moribondo che vorrebbe essere e sentirsi un altro mentre mi giudica da una tomba…”, mi ha risposto.

L’uomo che guardava le nuvole

Io l’ho conosciuto bene,
l’uomo che guardava le nuvole
ci vedeva tante cose
in tutte quelle strane forme lui
ci vedeva un mondo nuovo
come un sogno lì da prendere
ma non ci arrivava mai.
Mi ricordo che un bel giorno
c’era un nuvolone candido
io le dissi sembra un orco
mentre a lui pareva un angelo
forse perchè ognuno vede
solo ciò che vuol vedere
e poi, un pò come la verità.
è una storia come un’altra
forse qualcuno l’ha sentita già
si può cambiare
eppure sempre uguale sarà
la storia dell’umanità.
E di nuvole
ne son passate ormai
e ne passeranno ancora più che mai
da qui
ne passeranno si.
Ora che sarà più vecchio
quel mio amico cuore nobile
cosa vede nel suo specchio
questo gli volevo chiedere
ma mi han detto che si è perso
nel limpido di un cielo terso
ormai..piu nessuno sa dov’è
Io l’ho conosciuto bene,
l’uomo che guardava le nuvole
forse per bisogno di amore
forse per bisogno di favole
e che in fondo ognuno crede
solo a cio che vuole credere
un po come la verità.
è una storia come un’altra
forse qualcuno l’ha sentita già
si puo cambiare
eppure sempre uguale sarà
la storia che ognuno nel tempo vivrà
Si puo cambiare eppure sempre uguale sarà
la storia dell’umanità.
E di nuvole ne son passate ormai
e ne passeranno ancora su di noi
ancora su di noi..

E.Ramazzotti

Maschere

Posted by lapo2001 on ott 22nd, 2009

Umori

Dietro tutte le maschere che indosso c’è sempre un pò di follia…
…che non sempre riesco a nascondere…

Limbo

Posted by lapo2001 on ott 6th, 2009

Limbo lato a

Limbo “lato A”

Dopo gli ultimi giri era inevitabile che mi ritrovassi qui, di fronte all’ennesimo aut-aut.
Eh sì, di fronte a strade completamente diverse, come sempre del resto.
Ma oggi non è ancora tempo per camminare, ci sono ancora ferite e lividi da riassorbire e un raffreddore cronico da sfogare. Per cui, in queste giornate di stasi e di recupero galleggio “in attesa” nel mio solito grigio limbo. Quello proprio che non mi piace, quello in cui i panni mi vanno stretti e che tutto ciò che penso è esattamente il contrario di ciò che ho pensato prima e di ciò che penserò poi. Dove ricordi, idee, pensieri e sensazioni non sono chiari…Voglia, euforia, bisogno di immergersi nella vita, e fretta, ansia, terrore di sotterrarsi di nuovo nell’arida cenere si mescolano vertiginosamente lasciando alla fine solo un cumulo di nebbiolina spenta e disorientante. Per ora sto in mezzo, nascondendomi dietro la maschera più brutta che ho.

Queste sono le fasi in cui sono necessarie una bussola, una pila, una mappa e magari una buona guida; sono le fasi in cui però, si ha la sensazione di non aver niente di tutto ciò.

Limbo lato b

Limbo “lato B”

?

Posted by lapo2001 on ott 1st, 2009

Se solo sapessi usare tutte le chiavi che ho…

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