Dakota

Posted by lapo2001 on mar 31st, 2011

Qui non si sente più la pioggia colpire fredda il volto.
Solo ora ho ricordato che quattro, forse cinque giorni fa, mi accarezzasti il capo e mi sorridesti. Eravamo seduti sugli scalini dell’ingresso di casa tua e c’era un acceso tramonto a riscaldarci.
O forse no? Ti ricordi se pioveva? Mi sta venendo qualche dubbio, ora non ne sono così sicuro se ci penso.
Ma mi carezzasti? O forse mi parlasti. Sì. Mi raccontasti delle tue ultime decisioni, dei progetti sul futuro. Che è giunta l’ora di svoltare, di cambiare il binario, giusto? Ma fosti tu a dirmelo? O no? Mi sto confondendo?
E dopo ci siamo diretti sulla strada che porta al mare. Hai guidato tu. Ma che macchina hai?
E l’autoradio ad alto volume riempiva il piccolo spazio chiuso in quattro finestrini e il vuoto dentro ricoperto di carne e di ossa. Ma non ricordo la canzone. Non ricordo nemmeno la musica. Cioè so che c’era una musica forte, ma ho avuto la sensazione che ci fosse più silenzio. Avevo gli occhi troppo chiusi per capire, per ricordare. Non ne sono certo. Sono sicuro solo che ad un certo punto è venuto giù dio incavolato sottoforma di tempesta. In principio ho sorriso, finalmente avrei abbandonato per un pò il mio stato anestetico ma poi, una volta uscito fuori a sentire gli schiaffi della pioggia in faccia, mi sono sentito più piccolo di ogni singola goccia. Salii, inzuppato di nuovo in macchina di cui non ricordo il colore e i tuoi occhi fissi verso il nulla, me li sono sentiti addosso. E’l'unica percezione che ho avuto.

No, non so dove sto andando, dove stiamo andando. Non ti sento, ma potresti darmi un’occhiata…

Dakota

Ripensando, ripensando a te
Estate penso fosse giugno
Si, penso fosse giugno
Disteso, la testa sull’erba
Chewing gum, qualche risata
Si, qualche risata

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Bevendo, bevendo per due
Bevendo con te
Quando bere era una novità
Dormendo sul sedile posteriore della mia macchina
Non andavamo mai lontano
Non volevamo andare lontano

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

L’avviso della sveglia, caffè e spremuta
Ricordandoti
Cosa ti è successo?
Mi domando se ci incontreremo ancora
Se parleremo della vita da allora
Se parleremo del perché è finita

Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico
Mi facevi sentire l’unico
Facevi sentire l’unico
L’unico

Adesso non so dove stiamo andando
Adesso non so dove stiamo andando

Quindi ora dammi un’occhiata

Stereophonics

L’ultima valigia

Posted by lapo2001 on mar 9th, 2011

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No. Io non lo sapevo. Avevo solo immaginato, ipotizzato. Cosa vuoi che capisca la ragione? Mica sa palpitare, fremere, singhiozzare. E’un linguaggio incomprensibile per lei. Sì, si è fatta i suoi bei calcoli, ha valutato, controllato e pianificato, ma nelle sfere che non gli appartengono non ha potere, non ha energia, non ha senso. In mezzo ai polmoni invece, ci sono forza e debolezza che sotterrano tutti questi pensieri ragionati rendendoli inutili e vuoti. E’una farsa di cui non se ne può fare a meno se la sopravvivenza non basta. Gli anni hanno insegnato questo. E’solo il tempo che ha squarciato il cielo. E’solo un attimo che ha squarciato il petto.
Ho ascoltato, ma i gesti e gli sguardi spenti schiarivano molto più di cascate di parole. Ma in fondo, a cosa servono le parole? Gli occhi avevano già parlato prima. I silenzi stavano sentenziando. La perdita del contatto aveva ricordato la strada giusta, fredda e prevista da intraprendere. I ragionamenti, eh. Quando entrano in scena c’è poco da dire, c’è poco da fare. Rubano tutto. Rubano il tempo, rubano lo spazio. Rubano la poesia e i colori. Rubano il tesoro che c’è in mezzo ai polmoni.

E’la solita stanza. E’bianca. E’accesa. E’spoglia. E’un luogo immortale. Tutto la realtà che mi sta passando davanti agli occhi, tra meno di un minuto, farà parte di chiassosi ricordi. La sedia a dondolo ferma lì ancor prima che esistesse la stanza. I girasoli che mi guardano impietriti. L’astuccio dei pastelli che scambio sempre per un posacenere. E’ tutto lì fermo da mesi a ricordarmi l’ultimo alito che sta per trasformarsi in aria. Immagini e colori nitidi negli occhi che col logorio del tempo hanno perso freschezza e tono, sino a diventare grigi come questa odiosa nebbia. Le parole, i gesti, spenta la luce, affolleranno il mio tragitto e i miei domani. E il pozzo dei desideri. Ora c’è solo una mescola impazzita di pensieri e rabbia che si arrampicano uno sull’altro e una pioggia di domande che, come zavorre, appesantiscono il cammino. Il cammino. Ma quale cammino?
No. Davvero non lo sapevo. Che coraggio a non pensarci. Che stupido a non pensarci.
E’ ora di andare. Ad ognuno il proprio posto. Anche se un posto in realtà non esiste. E’solo un alibi. Come quest’ultima amara valigia.

Più o meno…

Posted by lapo2001 on mar 8th, 2011

151220071720

A volte ci sei, altre no. Altre ancora sei di disturbo. E intanto cambi. E non parlo del vestito.
Ma come stai? Più o meno…

Solo

Posted by lapo2001 on feb 4th, 2011

Guardiamoci

Solo come l’attesa alla metro.
Solo come questo silenzio.
Solo come occhi fissi verso l’orizzonte.
Solo come una chiave in tasca.
Solo come una bugia.
Solo come questo giorno.
Solo come il ticchettio del pendolo.
Solo come il pensiero di mia madre.
Solo come una radio ad alto volume.
Solo come lo scontrino nella busta.
Solo come questa rabbia.
Solo in mezzo alla folla.
Solo come quel bacio.
Solo come il piatto a tavola stasera.
Solo come un viaggio a piedi.
Solo come l’indifferenza.
Solo come una valigia pronta per volare.
Solo come il mio disprezzo.
Solo come questa candela.
Solo come la speranza.
Solo come l’ultimo minuto appensa trascorso.
Solo come un poster.
Solo in mezzo alle urla.
Solo come i titoli di coda.
Solo come il tuono.
Solo come in questo letto.
Solo come la finta libertà.
Solo come un gatto.
Solo come questa notte.
Solo come sono vicino a te.
Solo come quando mi guardi.
Solo come ora.

Ma che senso ha?

Pornocchio

Posted by lapo2001 on gen 21st, 2011

Stasera avevo voglia di postare un video divertente, magari una barzelletta. Negli ultimi tempi mi sono lasciato un pò troppo andare alle tenebre e alle gelate dell’inverno e così ho iniziato una ricerca su Libero. Una delle più importanti piattaforme italiane, eh. “Da quelle parti ci sarà sicuramente qualche spezzone fantozziano o banfiano, o magari una perla di Totò, no?” mi sono chiesto, mentre cercavo tra “i più visti” nella categoria “comico”… Nei primi 12 posti, solo 2 video non avevano come sfondo l’impollinazione. Il primo (dal titolo “latte sexy”), divertente, è uno spot che pubblicizza latte giocando sull’equivoco che non ha niente a che fare col bromuro, mentre nel secondo(”tette sotto controllo”), si verifica il fenomeno paranormale di una signorina da palestra che riesce a telecomandare i suoi pettorali a suo piacimento, anche solo uno alla volta. Al terzo non ho voluto dare la possibilità di lasciarmi coinvolgere e ho riflettuto, mentre ammetto che gli altri titoli lasciavano spazio a curiosità: “spogliarello al videofonino”, “Porno ghost”, “sexy infermiera”, “porno olimpiadi “, tutti con icone davvero alla Macario e oltre 400mila visite. C’ho pensato “ok, saranno tutti molto comici, ma io cercavo qualcos’altro, forse ho esagerato, forse dovrò spostarmi su un’altra categoria, magari “Intrattenimento”… Qui, al primo posto con addirittura 1 milione 700mila visite c’è il famoso “ultimo tanga a Lecce”, un video inerente ai palpeggiamenti di qulche alunno che fecero molto scalpore a professoresse consenzienti mini-mutandate. Al secondo, un servizio di Striscia che ha come protagonista una Arcuri alle prime armi che attende l’idraulico a casa in vestaglia. Un milione di visite e divertimento assicurato. Tralasciando sexy Eva e gli oops della Marcuzzi e della Hunziker, mi sono detto: “ok, sono notizie che hanno avuto una giusta importanza, ed alla fine intrattengono, forse è meglio che io cerchi altrove”. Non trovando soddisfazione nemmeno in “Telefilm e Serie Tv”- primo (w la cioccolata), uno spot con una orientale in bikini che ti invita al chocoparty e secondo, un video musicale con immagini della gnuda Olga nonmiricordoilcognome- ho deciso di controllare tutte le categorie, giusto per la curiosità di capire se le rifatezze di Pamela Anderson o gli spogliarelli del Grande Fratello hanno conquistato tutte le nostre sfaccettature. E cosa invece, è stato lasciato in pace.
Risultato senza aver visto il contenuto di tutti video:
Categoria “Animali”. Primo: “sesso animale!”Secondo: “cavallo docile, ma cagone”.
categoria “Arte”. Primo:”i segreti di leonardo da vinci”. Secondo:”poppe in mostra per niente” (giustamente la mostra è pur sempre arte, eh).
Categoria “Musica”. primo:”ginger, le ragazze ci provano”. Secondo: “Mary J Bleige e U2″.
Categoria “Cortometraggi”. Primo: “eva henger, spot con rocco Siffredi”. Terzo: “pompino a sorpresa”.

Beh, per ciascuna categoria, nei primi posti, ho sempre trovato un fantasioso richiamo della giungla. Da studio immediato per Piero Angela.
Rilevanti in “viaggi”, il video “hostess in volo e prostituta a terra”, o in “auto e motori”, “ragazza che si sveste in auto”o ancora “le sedie sexy” in “hobby e interessi”…Possibile? in ogni angolo della nostra testa, e in alcuni, in maniera dilagante, c’è sempre questa insosteniblie leggerezza dell’essere? Un motivo doveva pur esserci se oggi conosco poco della scienza di Rubbia, ma in compenso conosco dettagliatamente le misure delle alte sfere di Ruby, no?
Alla fine di questo tour, che ammetto essere stato un pò un bordello, ho deciso finalmente il video da postare. Ovviamente, dopo aver visionato il calendario di Belen e lo strip di Jessica Rabbit, eh.
Sono andato sul sicuro. Nella categoria “Cartoon” di Libero, una delle più importanti piattaforme italiane… non ho trovato ciò che cercavo, ma è fenomenale. Il tema è sempre lo stesso, ma non c’è carne viva e curve in bell’evidenza, mi scuso. Spero che per questo nessuno si scandalizzi…

Pornocchio

Dove

Posted by lapo2001 on gen 12th, 2011

Ho ascoltato la tua voce disperata al telefono mentre rincorreva singhiozzi. A volte, freddo, ho lasciato che gli sfoghi facessero il proprio corso e che il vuoto galleggiasse sulla tua notte attendendo che i raggi del sole il mattino seguente lo riempissero di quel pò di finto calore ed ho fatto l’unica cosa che potevo fare e ho detto l’unica cosa che potevo dire: “io ci sono”.

Ora c’è un pianoforte che non smette più suonare. La sua malinconia mi fa togliere e indossare il cappotto di continuo. Esco per evitare di assecondare quel suono, mi muovo veloce per la strada confondendomi tra le luci della città e dopo poco, non riuscendo a fare a meno, torno a farmi prendere da quelle note perse e sbiadite…
Sono stato al bar degli amici. Il pianoforte era con me. C’era molto casino intorno. Ho chiuso i rubinetti e il chiacchiericcio si è trasformato in un bisbiglio. T’ho vista in piedi di fronte alla macchina del caffè, mentre sorridendo lasciavi brillantini qualunque cosa toccassi. Solo la smart poteva portarmi dove mi andava. Ho preso la telecamera e me la sono piazzata in faccia, mentre percorrevo la strada tortuosa che spia da cent’anni il mare. Il cielo si era schiarito e il fresco penetrava dal piccola feritoia del finestrino. Ho cantato come un ossesso, sparando come un fuoco d’artificio tutta la palla che avevo qui dentro. Non so dove sia finita. No so dove sia io. Mi sono ritrovato a casa vicino al pianoforte.
Le note si ammucchiano tra il bianco e il nero e non permettono che i ricordi vadano altrove. Dove ho lasciato che andassi via…
Ma tu ci sei? Sì, ma dove?

Dove – A.Venditti

True colors

Posted by lapo2001 on gen 9th, 2011

Ah scusa, stavi parlando con me? Sì, dimmi, ti ascolto, cosa stavi dicendo?
No, non è vero che non mi interessa. E solo che c’ho un pò di ingorghi qui dentro.
Ma hai cambiato profumo? Ma non era più aspro? Mi ricordo che quando passavi restava nell’aria ad oltranza. Sarà che ho il raffreddore perenne.
No, no, lascia stare, non farmi domande. Cosa importa? Cosa importa se anche il cane se n’è accorto, tanto da cercare il mio sguardo nella gigantografia appesa al salotto. Dai, non arrabbiarti. Metti un pò di musica. Quella che piace a noi. Anzi, scegli una che preferisci tu. Per me fa lo stesso. Le note si assomigliano tutte. Ma la cantante canta in inglese?
Ieri ti ho chiamata. Volevo sapere se avevi visto il mio specchio, non lo trovo più. Ma scusa, che faccia ho? mi sò dimenticato? ma sto ridendo ora? o no?
Puoi controllare se l’ho lasciato a casa tua? mi manca un pò. Mi manco un pò.
Il tempo s’è ristretto e le giornate passano lente, anche se il sabato mi dico “già è finita un’altra settimana”. Vogliamo andare al mare, che dici? Il sole fa sempre il suo effetto. Di questi tempi non si sente in faccia, ma almeno spacca i dettagli. A proposito, da quanto tempo non si lascia vedere? Piove da mesi, o no? Il grigio s’è impossessato pure di te? Ehi, ma dove sei? Stavo parlando con te…
Fortunatamente il cielo è sempre azzurro.

True colors

Tu con gli occhi tristi
non ti scoraggiare
mi rendo conto, è difficile farsi coraggio
in un mondo pieno di gente
puoi perderti di vista
e l’oscurità che hai dentro può farti sentire così piccolo

Ma vedo i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

quindi mostrami un sorriso,
non essere infelice
non riesco a ricordare l’ultima volta che ti ho visto ridere
se questo mondo ti fa impazzire
e hai subito tutto quello che puoi sopportare
tu chiamami
perchè lo sai che ci sarò

E vedrò i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori,
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

Cindy Lauper

A wonderful world

Posted by lapo2001 on dic 15th, 2010

Lo sai fratello, siamo nella merda. A proposito, come ti va?
Ogni tanto vengo dalle tue parti, sai? Ma non ti trovo e se chiedo di te, la gente abbassa la bocca e alza le spalle “e chi lo sa”.
Ho saputo che ti sei ammogliato. Bene. Ma ci sei? Sì, ma qui no?
E gli amici, gli amici li vedi più? Che faccia hanno, li guardi mai?
Ti guardi intorno come se niente fosse. E dietro? guardi dietro? o solo la notte se non crolli?
Io invece ho tolto l’abito più bello che avevo. L’ho riposto per non sciuparlo. Il freddo, la pioggia e la neve lo stavano già mettendo a dura prova e ha dato segni di cedimento. Lo conservo e penso alle belle stagioni quando l’indossavo felice e sicuro. Ma ora, ora che senso ha?
E a te? A te riscalda il tuo? E continui a guardarti intorno… o fai finta?ma ci senti?
Ieri ho incontrato l’uomo dei “più”, te lo ricordi? l’ho invidiato. Non si ferma mai. Eppure qualche camionata l’ha presa in pieno. E sta sempre lì, a ridere. Le sue dosi in questo periodo sono la mia salvezza. L’ultima che mi ha detto è stata : “ma che ce ne fotte, vuttamm annanz”. Eh.
Eh. E vuttamm annanz… ma qui si deve saltare. E devono essere sempre bei salti. Eh.
E quest’anno che pensi di fare tu? salti? o pensi di guardarti intorno per il resto dei tuoi giorni?
Che brutta faccia che hai e che brutte scuse per giustificarla.
E se mi guardassi, scopriresti che la mia non è da meno.
Il mio non è uno Wonderful World, e il tuo? Come stai messo?

A wonderful world

Lo sai fratello siamo nella merda
a proposito come ti va?
e quei bambini giocano alla guerra
dov’è questo Wonderful world?

Non ho più voglia di avere voglia
tutto questo è troppo anzi di più

e tu che aspetti sempre sulla soglia
dov’è questo Wonderful world?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Ci sono giorni dove sono in vena
hey baby proprio come mi vuoi

in altri striscio tiro la catena
ma dov’è questo Wonderful world?

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Un grande salto nel blu!

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, senti che vibration
sali, anima in depression
come in, sentirai che vibration

oh no no no no no no
un grande salto nel blu!
oh no no no no no no
l’ultimo salto nel blu!

Zucchero

I Don’t Want To Be

Posted by lapo2001 on nov 30th, 2010

Ho parlato per giorni e giorni per cercare di spiegarmi. Ho urlato quando le orecchie volevano ascoltare solo ciò che faceva loro comodo. Ho provato a disegnarmi, calcando i dettagli e arricchendo di colore le sfumature. Ho aggiunto alla mia natura distorsioni che non m’appartengono per trovare un incrocio di fortuna in cui avrei potuto incontrarmi. Ho ascoltato…
…e ora aggrappato a qualche ricordo sognato non so nemmeno quanto tempo fa, mi giro e guardo intorno attendendo la luce del giorno, sperando che schiarisca l’immagine persa che ho di me. E in questo grigio astratto, confuso e finto, mi rannicchio nel mio angolino per non sentire sapori, rumori ed odori e niente che li fuori possa toccare le mie ali pesanti.
Silenzio… tendo l’orecchio e passo le ore cercando di entrare nel ritmo del mio battito. E’lento e senza eco. E’un pulsare muto e svuotato come il ticchettio del pendolo che ho dovuto bloccare per non farmi mangiare. Mi annuso le mani anemiche che sanno solo di freddo e presenza. Le guardo sbarrando gli occhi, perchè danno la sensazione di non appartenermi. Bisbiglio, senza pregare, per sentire la sordità della mia voce. Mi faccio il solletico sugli avambracci. Muovo la lingua dentro la bocca per assaggiare il mio palato e per sentire quanto sia ruvida, ma è come se fosse sotto anestesia. E’arida come il deserto che questa notte ha deciso di venirmi a visitare.
C’è bisogno di più silenzio, di più buio…così, nascono i sogni. Non voglio alzare la testa, so che da qualsiasi parte potrebbe esserci uno specchio con il dito puntato. Ho il terrore di scoprirci il mio ultimo volto, quello che possiedo ora. Quello che non riconosco. Dov’è che sono? ma ci sono?
Vorrei solo essere me stesso, fuori da qui. Non ho bisogno di essere qualcun’altro…
…e tu sai di cosa sto parlando.

I don’t want to be

Non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di un agente di custodia
non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di uno specialista
non devo essere niente più di
una nascita di due anime in una
parte del luogo nel quale sto andando
che saprà da dove vengo
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
sono circondato da bugiardi, ovunque mi giri
sono circondato da impostori, ovunque mi giri
sono circondato da crisi d’identità ovunque mi giri
sono l’unico che l’ha notato?
non posso essere l’unico che ne è cosciente!
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
posso avere l’attenzione di tutti per favore?
se non siete questo e quello
dovrete andarvene
vengo dalla montagna
la crosta della creazione
la mia intera situazione
fatta dall’argilla alla pietra
e adesso sto dicendo a tutti che
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
non voglio essere

Gavin Degraw

Belle speranze

Posted by lapo2001 on nov 18th, 2010

Con il mio quaderno nero come questo tempo, mi accomodo alla solita spiaggia. Sono solo. Il freddo delle pietre penetra i miei jeans e mi anestetizza le gambe. C’è vento, non quel vento. Questo è inesorabile. Ad ogni passaggio lascia una patina ghiacciata sulla faccia, quasi a ricordarmi il sapore aspro di questi giorni. Lontano, a un paio di metri dall’orizzonte, il cielo è plumbeo. Il grigio e il nero si mescolano veloce come se stessi assistendo allo scarico di una ciminiera industriale. Tra le nubi nemiche, di tanto in tanto, si possono osservare gli scarichi saettanti di timidi fulmini. Ancora non piove, lo farà sicuramente più tardi.
Apro il quaderno alla prima pagina bianca utile. La guardo. Prendo la biro. Poggio la punta piena d’inchiostro sul foglio e seguo con lo sguardo le onde piene e pesanti che si dirigono veloce verso di me. Il loro infragolarsi potente rompe finalmente tutto quel peso che metro dopo metro si è ingrossato, rendendo ognuna di essa intollerabile. Mentre le onde si infrangono, il mare se la ride. Questo è il tempo giusto per muoversi senza troppi pensieri, senza dover troppo badare alla costanza del ritmo e alla calma apparente. Mi si sta ghiacciando la punta del naso e la mano non vuole muoversi. Non ho da scrivere, non ho da dire. Anche la mente s’è lasciata scolorare da questo opprimente grigiastro ed anemico paesaggio. Ho anche difficoltà a muovere il collo. Mi si è irrigidito e questo non mi da la possibilità di scrutare tutta la costa che cerca di difendersi da tutti questi attacchi marini. Le folate improvvise e potenti hanno staccato anche l’insegna del bar chiuso ormai da mesi. Con la coda dell’occhio la vedo rotolare come una trottola impazzita lungo tutto il lido prima di fermare la sua corsa proprio sulla battigia, dove le furibonde e immense quantità d’acqua non vedono l’ora di sfogare la propria ira. Quell’insegna sta per affondare negli abissi. E pensare che fino a qualche tempo fa, qui, c’era chi raccoglieva i pensieri del cuore, disegnava aquiloni con le nuvole e attendava la prossima luna piena per far luce a stelle cadenti piene di desideri e belle speranze. Era sempre estate.
Ma che fine ha fatto quel tempo? O era un’illusione? O questo spento tempo è il vero bugiardo?
Ecco, piove. Lo sapevo. Non ho nemmeno l’impermeabile. Ecco, piove. Non fuori.

Belle speranze

stancamente sto qui ad aspettare
un’altra estate di belle speranze
e di belle di bianco vestite
davanti ai caffe’
niente storie importanti
poca voglia di andare lontano
aspettando una piccola mano
che passi da qui
ma l’amore l’amore l’amore
l’ amore dov’e’
ma l’amore l’amore l’amore
l’amore non c’e’
in questa vita che passa
come un’onda leggera sulle braccia
” Instrumental ”
aspettando la prossima luna
conto i passi di questo mio cuore
e reggo sguardi di poche parole
e di poca poesia
e raccolgo pensieri pesanti
e non parlo per farli volare
guardo gli occhi degli altri guardare
con curiosita’
ma l’amore l’amore l’amore
l’amore
dov’e’
ma l’amore l’amore l’amore
l’amore non c’e’
in questa vita che passa
e accarezza leggera le mie braccia

santa fortuna che vegli sugli uomini
senza virtu’
bella signora che sfiori ed illudi
e non torni mai piu’
apri le braccia stanotte e non
farmi aspettare non piu’
e fa che sia bellezza e amore e amore
fai che sia
e lasciati toccare prima di andar via

stancamente rimango a guardare
questa estate di belle speranze
e di belle di bianco vestite
davanti ai caffe’ davanti ai caffe’

ma l’amore l’amore l’amore
l’amore dov’e’

ma l’amore l’amore l’amore
l’amore dov’e’

ma l’amore l’amore l’amore
l’amore dov’e’

Fiorella Mannoia

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