Novara – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on dic 12th, 2011

XV Giornata
Novara – Napoli 1-1(Radovanovic; Dzemaili)

Settima partita in trasferta e settimo esperimento. A volte immagino lo zio Walter travestito da druido, con una lunga barba bianca, con un cappello afflosciato a larghe tese e gli occhiali appannati dal vapore, a cercare di inventarsi la pozione magica perfetta. Immagino che nella marmitta fumante vi inserisca gli ingredienti e le dosi pensandoci 24 ore al giorno: un po’ di Mascara, le ali di Maggio e Dossena e il cuore di Campagnaro(esempio di una delle tante tentate ricette). Ma poi, a minestra conclusa, recitate le fatidiche filastrocche magiche, la pozione non ha mai dato le soddisfazioni attese. In alcuni casi ha illuso. Buona, colorata, ben dosata, frizzante, ma sempre priva della particolarità principale: la magia. Niente magia, niente energia. Resta una bevanda, una di quelle che puoi andare a comprare anche al supermercato o al bar. Non c’è da scomodarsi troppo con riti e scioglilingua per una semplice Coca-cola o un succo di ananas. Dopo averlo sorseggiato, ci si disseta, in altri casi rinfresca, ma non vien voglia di fare il bis. Ecco, una partita come quella di Novara (o di Bergamo, o di Catania, o di Cagliari, o di Verona) spero di non rivederla per lo meno nel breve periodo. Diciamo che mi ha un po’ nauseato. Cambiano gli interpreti, cambiano i fattori e il dosaggio, ma alla fine la sostanza è sempre la stessa. Come un caffè, al termine degli ennesimi novanta minuti sperimentali, lascia un po’ l’amaro in bocca. Di pozione magica nemmeno l’ombra. Un chilo di Pandev, una mosca Dze Dze e una spolveratina di Hamsik anche stavolta non hanno sortito l’effetto voluto. L’intruglio non ci ha fatto mettere le ali.
In 7 trasferte abbiamo giocato con sei formazioni diverse e mai con i tre tenori dal primo minuto.
In Champions non c’è stato bisogno di scervellarsi troppo. I componenti sono sempre stati gli stessi, salvo casi di infortuni o squalifiche, ma nessun esperimento. C’è da dire che nelle partite di coppa l’incantesimo si manifesta a prescindere dalla formazione scelta dal mister. E’ già nell’aria. Ma è anche indubbio che gli ingredienti siano sempre stati quelli giusti. In campionato invece, a parte le partite di cartello, di magia se ne è potuta trovare solo sugli spalti, quando anche a Novara, una miriade di tifosi ha voluto accompagnare la squadra. Ma il bottino esterno del Napoli con le “piccole” non è all’altezza. Non è all’altezza per lo meno delle squadre che ci sono avanti. Ora, sembra che nella credenza del druido Walter ci saranno altri due principi attivi da utilizzare: la coscia di Britos e una fetta di Donadel. Ci auguriamo che con questi si possa trovare finalmente la formula giusta, anche se non sarebbe male fare una nuova spesa, altrimenti, proviamo con la squadra tipo a Palermo. Per una volta, i titolarissimi in campo in trasferta. A volte basta non cambiare. A volte basta una vittoria per far tornare buoni tutti gli ingredienti, anche quelli lasciati in dispensa. D’ora in avanti si può. In casa è già accaduto.
L’anno prossimo, voglio tornare in Champions. Prosit.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Giuve 3-3

Posted by lapo2001 on nov 30th, 2011

Recupero XI Giornata
Napoli – Giuve 3-3 (Hamsik, Pandev 2; Matri, Estigarribia, Pepe)

Diciamoci la verità, la Giuvetta degli ultimi anni ci aveva abituato troppo bene. Anche quando doveva venire qui a fare la partita della vita, erano sufficienti due soffi in faccia e un urlo un po’ più potente che autoscompariva dal campo, rimediando figuracce su palloni, palloni su figuracce. La Giuve di quest’anno invece non molla e soprattutto non perde. C’è mancato davvero poco che anche stavolta si liquefacessero. Erano lì lì per capitolare ed invece sono riusciti a sfruttare l’evidente calo dei nostri negli ultimi venti minuti e più, e acciuffare un punto che hanno festeggiato quasi quanto una vittoria. Dispiace perché la partita l’avevamo vinta due volte e sembrava oramai indirizzata sul binario dell’esclusiva gestione della palla e il passare dei minuti. Il 3 a 1 di Pandev al 70esimo avrebbe dovuto definitivamente cancellare il nero dalle bandiere giuventine e lasciare solo il bianco, sventolando la propria resa anticipata. Si stava sì soffrendo, ma il doppio vantaggio doveva essere una garanzia. Così non è stato. La Giuve ha ripreso le fila ed ha iniziare a pressare sin nella nostra area di rigore, lasciando come unico sfogo di gioco, il lancio lungo per il Pocho. A centrocampo abbiamo iniziato a soffrire troppo e le sostituzioni non hanno contribuito a cambiare il vento. Pirlo è riuscito a districarsi dalla marcatura che l’aveva tenuto relegato per tutto il tempo nella lunetta della propria area e in mezzo al campo si è creata una disparità di uomini che ha permesso, specie a Vucinic, di giostrare nei pressi della nostra area di rigore procurando non pochi grattacapi ad una difesa già poco reattiva. Per questo non ho compreso sinceramente la sostituzione a favore di Santana. In quel momento non avevamo bisogno di uno che lavorasse la palla, ma di uno che lavorasse le gambe di Pirlo. Hamsik l’ha fatto per un tempo buono ma ,non essendo Gattuso, ad un certo punto non ne ha avuto più. Perciò mi chiedo se Dzemaili stesse così inguaiato. Pirlo, che non è l’ultimo arrivato , ha colto l’occasione e la squadra ha cominciato a girare con Vidal e Pepe molto più freschi dei nostri. Il loro momento migliore coincidente con il nostro peggiore ha generato un pareggio amaro. Amaro perché, al di la della prestazione, ieri si doveva vincere. Avrebbero dato grande fiducia i tre punti. Vincere o stravincere con l’odiata capolista imbattuta, nel loro momento migliore, con ancora l’acido lattico nelle gambe per la miriade di impegni e soprattutto senza il nostro bomber principe, avrebbe potuto dare la tanto agognata svolta anche in campionato. Di positivo c’è un Pandev in più, un Hamisik in netta ripresa e il bellissimo primo tempo pur con l’assenza del Matador. Di negativo, oltre il risultato e la felicità di Chiellini, c’è la mancanza di ossigeno nel cervello negli ultimi venti minuti in quasi tutti i nostri uomini che non ha permesso alla squadra di gestire la conclusione della partita con lucidità e di conquistare una vittoria scacciapensieri. Di Cavani c’è mancata la sua forza, quella che emerge nei momenti di difficoltà.
La Giuve non mi ha impressionato particolarmente, perché è stata spazzata senza nemmeno troppo forzare nel primo tempo. E ripeto, con un po’ più di energia e freschezza nel finale non avremmo sentito mortificanti clacson per strada. Ma mi ha colpito appunto la voglia di crederci nonostante tutto. Prerogativa che ha reso il nostro team, uno dei più forti in circolazione, ma che, evidentemente, si è persa un po’ per strada insieme alle tossine e i minuti di recupero, a noi tanto cari, trascorsi quasi immobili senza fiato ad attendere il fischio finale, ne sono la prova.
Confido in una lesta reazione e di cominciare a vincere anche senza un bel gioco come ieri. Ci basterebbe anche un gioco più sporco ma che almeno duri sino al 95esimo. Quindi, vietato mollare!

Infine ringrazio pubblicamente Antonio Conte. E’vero, ha principalmente ridato un’anima a questa squadra di fantasmi, ma ha anche ridato voce a dei miei vecchi amici. Sono contento di sapere che siano ancora vivi. Erano quattro anni che non li sentivo ed avevo iniziato seriamente a preoccuparmi. Qualcuno ero convinto che si fosse spostato all’estero, mentre per altri, stanchi di mortificazioni varie, ho pensato che avessero abbandonato il nuovo progetto Giuve, dedicandosi alle squadre locali o ad altri sport. Invece ho notato con piacere che questo pareggio ha fatto resuscitare i morti e il mio ricordo in loro. Telefonate, sms e quant’altro farciti di sfottò, ma che io ho prima di tutto interpretato come un “io esisto ancora”. Conte è riuscito a far dire “Portobello” restituendo la parola ai muti e finalmente, il lunedì mattina in piazza, si ricomincerà a parlare anche con loro. Bentornati. Qui non ci si divertiva quasi più da soli. Grazie Antonio.
L’umida stanza buia del silenzio si è riaperta come una bara al sole. Sento di nuovo gli echi cacofonici delle loro voci, mentre intanto gli scheletri ammassati nell’armadio gridano ferocemente la propria vergogna e non riescono più a contenersi. Sta per scoppiare. Fortuna che c’è in programma un tavolo della pace che farà tornare tutto come prima: l’urlo dei tifosi e il silenzio degli scheletri.
Voto all’arbitro Tagliavento: 3,5. Comprategli i cartellini e un prete.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Atalanta – Napoli 1-1

Posted by lapo2001 on nov 27th, 2011

XIII Giornata
Atalanta – Napoli 1-1(Denis; Cavani)

Lo avevo atteso come un parente lontano, un vecchio amico che da troppo tempo non dava più notizie di sé. Mi mancava. In alcune partite, specie in quegli zero a zero casalinghi, mi sono illuso che nel finale si fosse nascosto dietro l’ultimo minuto, per poi entrare in campo e in porta, vestito col suo abito della domenica e con un bel regalo da tre punti in mezzo ai piedi per farci impazzire di gioia. Un po’ come capitava spesso nella scorsa stagione. Sì, sì, mi mancava tanto. Ieri però, la sua latitanza è finalmente finita e quando ormai il rammarico dell’ennesima sconfitta in trasferta ci stava investendo, ecco che dal nulla è tornato a farci visita e a farci sorridere. Il vecchio amico di tante battaglie si è materializzato con una bella sorpresa. 

Quanto mi mancavi gool o cool al novantatreesimo!
In una Bergamo che storicamente ci è indigesta, in una gara ostica e piena di insidie, ci ha salvato lui, come ai vecchi tempi. Nell’ultimo giro d’orologio, da un tiro sbilenco di Santana, la rete orobica si è smossa, grazie ad una deviazione sottomisura del solito Matador. Stavolta non ha fruttato la vittoria, ma non perdere è stato fondamentale, in quella che ormai è una metamorfosi conclamata. La metamorfosi partenopea. Belli, immensi, straordinari, nelle notti di Coppa e lenti, confusi e spesso distratti in quelle di campionato. Una sorta di Dottor Hamsikyll e Mr. Cavhyde. Sì perché, se da un lato è ritornata la vena realizzativa, la combattività e la grinta di un Matador che si sta piano piano riconfermando, dall’altro non si può dire lo stesso dello slovacco che continua una letargia che oramai dura da troppo tempo. Qualche buon movimento, un paio di passaggi filtranti e niente più. Ha dato il la all’azione che ci ha portato all’insperato pareggio, ma da un fuoriclasse come lui ci si aspetta molto, ma molto di più. Speriamo che martedì anch’egli  possa tornare sugli altari con una partita gagliarda e vederlo più nel vivo del gioco. Ormai tutto sta tornando come prima. Stanno tornando i gol del Matador, è tornata un po’di fortuna e il silenzio dei tifosi avversari, è tornato il vecchio amico del novantatreesimo e ora all’appello manca solo il buon Marek, eh. È ora…

Per la cronaca, alla presunta ammonizione del Pocho mi sono depresso quasi quanto un gol di Chiellini. E pioggia sia…

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Napoli – Lazio 0-0

Posted by lapo2001 on nov 21st, 2011

XII Giornata
Napoli – Lazio 0-0

Un dato è ormai certo: nelle partite di campionato precedenti quelle di Champions, il Napoli non vince. Ad eccezione della prima vittoriosa trasferta a Cesena, nelle altre quattro occasioni, non siamo mai riusciti ad ottenere i tre punti. Due sconfitte (Catania e Parma) e due pareggi casalinghi a reti bianche (Fiorentina e Lazio).
Il fatto di non aver mai disputato partite di così alto livello in passato, incide troppo sulle teste dei giocatori non abituate a sostenere questo tipo di tensione. Per qualcuno di essi si sta realizzando il sogno che aveva da bambino, per qualcun’altro il sogno ha superato la realtà. È normale quindi che, in gare come quelle di ieri, non si riesca ad avere la massima concentrazione e dare il 100%. E una squadra come il Napoli, che imposta il proprio gioco sulla velocità e sul grande utilizzo delle fasce, se non riesce ad essere al top e dare fondo a tutte le energie, ha grandi, troppe difficoltà a scardinare la difese avversarie, soprattutto quelle, come la laziale, che utilizzano tutti gli elementi dietro la linea della palla.

Come ammesso un po’ da tutti, il pensiero della Champions è il pensiero predominante nell’ambiente. E volente o nolente, e i risultati lo attestano, in campionato non si riesce a vincere quando la Coppa è alle porte. E seppur il gioco e l’intensità siano migliorati molto, abbiamo lasciato per strada altri punti. Sono certo però che il gruppo abbia la consapevolezza che in campionato ci sia il tempo per recuperare. In Champions no, non ci sono altre possibilità. Ed è martedì che quindi si tirerà fuori tutto ciò che si ha, per un dentro o fuori che può dare la vera svolta a tutta la stagione. Mi auguro che tutto ciò che abbiamo sperperato in queste giornate, sia ben ripagato da un sogno che possa continuare per tifosi e per calciatori. E mi voglio illudere che il campionato vero del Napoli inizi da mercoledì mattina.

Primo tempo da sonno. Con la Lazio che non superava il cantrocampo e il Napoli che l’aspettava. Cavani che rincorreva Ledesma, le fasce ben controllate dagli avversari e con Lavezzi che prendeva palla a 60 metri dalla porta. Nel secondo molto meglio, grande forza di volontà, qualche spostamento di ruolo, un paio di miracoli seri di Marchetti, un guardalinee che forse stava ancora pensando al gol-non gol di Brocchi della primavera scorsa, molti episodi favorevoli, ma sempre senza l’urlo finale liberatorio. Siamo soddisfatti per il buon secondo tempo, ma non è ancora il Napoli che vorremmo. Abbiamo giocato meglio di altre volte, avremmo meritato la posta piena, siamo stati sfortunati, ma ancora non è il vero Napoli. Quello vero deve avere i propri uomini al 100% e senza pensieri. E ciò ancora non si è verificato. Perché un Napoli che gioca da Napoli, contro una Lazio senza difesa titolare, priva del suo uomo migliore e che non è in grado di impensierire, la chiude il primo tempo.

Sono fiducioso perchè credo che queste difficoltà siano già state messe in conto, ma credo che sia comunque un aspetto su cui si debba lavorare di più se di vuol davvero diventare Grandi, a prescindere dal risultato di martedì. Le partite prima di quelle Champions si devono iniziare a vincere.
Poi, vorrei fare una domanda tattica a Mazzarri: se il nostro gioco è basato sulle famose ripartenze, qual è il rimedio, se a centrocampo non hai nessuno che recupera il pallone? Cioè, se Gargano non è della partita, il pallone quando e come lo recuperiamo per poi offendere?

Non irrilevanti infine, i grandi spazi vuoti allo stadio. Forse anche qualche tifoso si è uniformato alle strategie societarie pensando di dare il massimo e sostenere la squadra martedì. Eppure la Lazio di Reja è capolista e sarà lì sino alla fine. Peccato, magari in una bolgia, l’avremmo fatto noi un gol al novantatreesimo, come tante altre volte. Si vede che anche i turn over tra tifosi stanno diventando di moda. Mentre forse, quando la squadra non è al massimo, il San Paolo dovrebbe essere l’arma in più.

Ciao Toni.
Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca.

Catania – Napoli 2-1

Posted by lapo2001 on ott 30th, 2011

X Giornata
Catania – Napoli 2-1 (Marchese, Berghessio; Cavani)

Sono in una cabina del naviglio che da Messina ci sta riportando in terra campana. Volevo aspettare la notte per far sbollire la rabbia, ma sono le 4 e proprio non si riesce a chiudere occhio. Fuori è buio pesto come il mio attuale umore. Le pareti tremano ripetutamente come se stessimo in una lavatrice e il Minao non curante dell’effetto frappè, continua a russare beatamente da svariate ore. Tutto sembra essere contro di me. Anche il Giuffrè si è lasciato vincere dalla stanchezza e ora sono in completa solitudine a contare le pecore, le finte di Zuniga e le parolacce a cui non ho saputo dare freno durante il pomeriggio. Doveva essere la nostra giornata. La giornata delle conferme e della riscossa e invece…
Eppure il Matador ci aveva illuso subito. Nemmeno il tempo di sentire le formazioni che già ci siamo ritrovati abbracciati e saltellanti in un sol gomitolo umano. È bastato un attimo per dipingere quel centinaio di tifosi azzurri indomiti nel perfetto quadro dell’allegria. È bastato un attimo e un balzo di gioia per smaltire l’ottimo Lapilli dell’Etna e un lauto pranzo a base di polpi, ricci e frutti di mare. “Che giornata!”, pensavo…
…e pensavo male. Il Milan ha vinto a Roma, addirittura la Giuve a San Siro e noi siamo stati capaci di perdere anche a Catania. Nonostante il turnover ero convinto che questa volta dalla Sicilia saremmo tornati con un bel risultato. Tra Catania e Palermo in 4 anni abbiamo racimolato solo 2 pareggi. Ho pensato ai numeri, alle statistiche e alla cabala. E poi, con il Pocho in quelle condizioni, non poteva esistere un altro risultato se non la vittoria. Peccato invece non aver sfruttato qualche contropiede quando eravamo ancora in vantaggio, peccato che Santana non sia un centrocampista di quantità. L’arbitro, Celi di Campobasso, che ricordo benissimo in serie C, e che lì secondo me meritava di restare, sarà stato di sicuro troppo severo e fiscale con l’argentino, ma due falli così ingenui e decisivi me li aspetto da un attaccante. E infatti. Un centrocampista deve, prima di tutto, sapere dove, quando e come commettere un fallo. E questo, Santana, non lo sa fare. Non credo che Gattuso, Donadel o Almiron siano mai stati espulsi dopo soli due interventi. Probabilmente sarebbe bastata una spintarella o una tiratina di maglietta per fermare un’azione, ma non due scivoloni senza senso sull’avversario, uno nella loro tre quarti e l’altro, nella nostra, quando la difesa era schierata. Il mestiere e l’esperienza alla Aronica per fare quel ruolo non si possono acquisire ora, per un calciatore già trentenne. Più ci penso e più mi viene l’insonnia e più non si dorme e più credo che un’espulsione del genere non l’avrebbe beccata nemmeno Blasi. Poi, penso a Fidel, costantemente in difficoltà. Gomez l’ha fatto impazzire e mi chiedo quando Grava sarà di nuovo a disposizione. Penso a Fernandez che non ha avuto piu grilli per la testa solo quando ci siamo messi a 4 dietro e a proposito di grilli, penso a Marchese che l’ultimo gol l’avrà fatto quando giocava nei pulcini. Penso al Matador quando dal dischetto l’ha svirgolata. Quella palla, l’anno scorso, sarebbe finita all’incrocio dei pali e non sulla bandierina. Penso a Dzemaili che all’ultimo secondo s’è mangiato un gol allucinante. Penso a questa rabbia e all’imperterrito russare del Minao che non vogliono farmi dormire. Vorrei già fosse mercoledì. Il momento è cruciale e non si può più fallire. Svegliaaa. Sveglia per tutti. Ecco, appunto, ed io che vorrei dormire…

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca. Auguri Re, per i tuoi 51.

Napoli – Udinese 2-0

Posted by lapo2001 on ott 27th, 2011

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IX Giornata
Napoli – Udinese 2-0 (Lavezzi, Maggio)

Il secondo gol può rappresentare la sintesi generale della gara di ieri. A parte che uno schema vincente su calcio da fermo non lo ricordavo nemmeno più, ma mi piace sottolineare che i protagonisti dell’azione ammazza partita siano stati Inler, Dzemaili e Maggio. Infatti delle 12 reti realizzate dagli azzurri in campionato, è la seconda volta(la prima è capita con il gol di Maggio a San Siro su assist di Mascara) che non si verifichi la presenza dello zampino di uno dei nostri tre tenori.
Non è riduttivo dire che tutto ruota intorno alle loro mirabilie. La squadra è stata sostanzialmente costruita in modo che il nostro attacco potesse giostrare in quel che, secondo il mio parere, è la più bella miscela del campionato italiano. Si è costruita in modo che i famosi rincalzi non rompessero gli equilibri che lo zio Walter in questi due anni e mezzo è riuscito a creare come un puzzle perfetto. Le critiche di questo ultimo periodo hanno colpito un po’ tutti (a parte De Sanctis), ma nella realtà dei fatti, coloro che hanno reso meno del previsto sono proprio i tre davanti. E questo ha complicato la situazione, gravando singolarmente su tutti gli elementi in rosa. Ciò che mi conforta più di ogni altra considerazione invece, è che il Napoli di ieri abbia vinto da squadra vera. Sì, il Pocho è stato incontenibile ed è ritornato al gol in campionato al San Paolo con un autentico do di petto, dopo un anno di astinenza, ma di quella miscela esplosiva è stato l’unico a brillare. Hamsik è ancora alla ricerca di se stesso e Cavani si fa apprezzare più per i contrasti a centrocampo come se fosse Benetti, che in zona gol, lui che fino a qualche mese fa era il signore incontrastato dell’area di rigore. Ma si sa, i risultati determinano le prestazioni, per cui delle altre due voci ancora rauche, si spendono giustamente parole e giudizi senza severità, in attesa dei gargarismi giusti. Il Napoli però, senza lo slovacco e l’uruguaiano al meglio, ha surclassato l’ex capolista bianconera, sbrigando la pratica in mezz’ora rifilando due reti a quella che nei numeri era la migliore difesa d’Europa. Certo, l’assenza di Di Natale ha agevolato Cannavaro & Co., ma la sicurezza e la disinvoltura mostrata dal nostro muro a 3(diventando a 5 nella seconda frazione), avanti a colui che è diventato il miglior portiere nazionale, mi ha dato tanta fiducia. Abbiamo la seconda miglior difesa del campionato, capeggiata dal capitano che, senza sbavature, ha guidato alla perfezione l’intera linea; Campagnaro che a onor del vero in quasi tutte la partite è risultato uno dei migliori, si può dire che si è definitivamente messo alle spalle i disagi psico-fisici dopo la tragedia estiva(ieri nel pre-partita s’è dovuto pure sorbire un involontario colpo basso del Pocho) ed Aronica, di cui mi auguravo un avvicendamento estivo, ogni partita mi sorprende sempre di più. E se Inler e Dzemaili, positivi entrambi, ancora non riescono a dare il 100%, i due laterali sfrecciano come ossessi senza mai risparmiarsi e ripiegano e gestiscono quando la partita lo richiede. La gara di ieri mi ha confortato al di la della vittoria, perché, finalmente, l’intera squadra ha iniziato a spiegare le ali senza che ci fosse il Manchester, il Bayern o il Milan di fronte, confermando che il Napoli c’è e ci sarà. E non oso immaginare cosa avverrà quando gli altri due tenori riprenderanno i loro meravigliosi acuti.

Forza Napoli Sempre
La 10 non si tocca

Che fine ha fatto Donadel?

Posted by lapo2001 on ott 24th, 2011

Che fine ha fatto Donadel?

VIII Giornata
Cagliari – Napoli 0-0

Dopo 10 gare ufficiali, il Napoli si ritrova a ridosso delle prime in campionato ed è in piena corsa per una qualificazione agli ottavi di Champions, insperata alla vigilia. In queste 10 partite, lo zio Walter ha fatto ruotare quasi tutti gli azzurri che fanno parte della rosa, ed anche ieri, a Cagliari, ben quattro “titolarissimi” sono partiti dalla panchina. Ma se per l’attacco e per la difesa la buona duttilità dei nostri calciatori ha dato ampia scelta al nostro mister (buono l’esordio al centro della difesa di Fernandez), per il centrocampo, il discorso cambia radicalmente. Gli infortuni di Britos e Pandev, le difficoltà fisiche di Grava e Lucarelli e i viaggi e le fatiche dei nostri nazionali hanno rappresentato problemi relativi nel corso di questo inizio stagione. Col turn-over si è sempre cercato di dosare le forze e di evitare infortuni che poi avrebbero potuto incidere negativamente sul prosieguo e i vari Campagnaro, Santana, Mascara e lo stesso Aronica c’hanno comunque messo una pezza nel momento del bisogno. Con questo modulo, i due giocatori per ruolo, non rappresentano una garanzia assoluta. Ma averne sei per la difesa , sette per l’attacco e tre(più Aronica) per le fasce che sappiano adeguarsi anche in ruoli non proprio consoni alle proprie caratteristiche, non ha mai destato problemi di formazione. Da ieri (e non solo da ieri) però, una domanda nasce spontanea. Chi saranno i due centrali di centrocampo nelle prossime importantissime gare? Inler ha di certo accusato una flessione, visto il suo impiego perenne, Gargano, anch’egli sempre presente, ha accusato un risentimento muscolare che lo terrà fermo non si sa ancora per quanto tempo e Dzemaili è da poco rientrato da un infortunio. E in quel ruolo, non vedo altri che possano rimpiazzarli. Anche l’anno scorso affrontammo l’intera stagione con soli tre uomini (Gargano, Pazienza e Yebda), ma per grazia ricevuta non si verificarono infortuni rilevanti e non c’era da affrontare una Champions che tira anche il sangue dalle rape e si riuscì a portare a casa un risultato storico. Ma ora?
Non voglio rievocare Baby Jane, la cui trama ha anche risvolti tragici, ma, a questo punto, in questo momento, mi viene da chiedere: che fine ha fatto Donadel? Se per Britos, anch’egli infortunatosi prima che si aprissero le danze, si conoscono l’entità del danno, i tempi di recupero e la sua locazione, dell’ex viola non si sa nulla. E’infortunato. Sì, ma cosa? Quando? Dove? Perché? Arcani. Ho addirittura sentito per radio il suo procuratore, abbastanza adirato, parlare di “pasticcio”, come se le cause, le colpe e le responsabilità fossero da ricercare altrove. E ora, che Marco ci servirebbe come il pane, non si sa nulla. Tutto sembra avvolto nel mistero. E come tutti i misteri, stanno uscendo fuori leggende metropolitane: carriera a rischio; è colpa dello staff medico del napoli; la società sta già cercando un suo sostituto per gennaio; a Donadel non piace la pizza e la mozzarella; è alle terme di Saturnia; si sente solo e mangia chili di marmellata…
Mi piacerebbe sapere se il contributo dell’ex fiorentino sarà garantito o meno e quando. E in questo momento di difficoltà, in cui il centrocampo soffre, ora che si è in una fase cruciale, non vorrei rivedere Hamsik arretrato sgobbare in preda all’atavico equivoco tattico, per cui, la mia domanda è più che legittima: che fine ha fatto Donadel?

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca

Napoli – Parma 1-2

Posted by lapo2001 on ott 16th, 2011

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VII Giornata
Napoli – Parma 1-2 (Mascara; Gobbi, Modesto)

Più che brutto, io lo definirei un Napoli distratto. Distratto dalla vecchia signora europea nobile e famosa, vestita in rosso. E ad un appuntamento del genere ci si deve presentare impeccabili e nella migliore forma possibile se non si vuol fare cilecca. Ecco, io credo che la prestazione di ieri sia la prosecuzione di ciò che era già accaduto nella partita con la Fiorentina, prima del match contro il Villarral. Probabilmente avrà influito anche la stanchezza procurata dagli impegni con le nazionali, specie per chi ha sostenuto viaggi transoceanici, ma la mia sensazione è che la nube si sia propagata nelle menti di un po’ tutti i nostri calciatori. È come se in tutti gli azzurri sia mancato quel metro in più e quel secondo in meno che spesso poi fanno la differenza. Maggio ha spinto, ma non con la consueta costanza; Gargano ha corso, ma nei passaggi è tornato il Gargano impreciso dell’anno scorso; Cavani si è battuto, ma di rado lo si è visto in area, così come Lavezzi che ha sì acceso il turbo e la spina della squadra, ma più che fiammate, a me sono sembrate sporadiche scintille. E così un po’ tutti gli altri. A questo poi, si è aggiunto anche quel pizzico di malasorte ed ecco come si è materializzata una inattesa sconfitta. La società di certo ha l’idea che fare bene in Champions sia l’obiettivo prioritario, ma mi sono convinto che anche i calciatori abbiano lo stesso pensiero. Ne sono convinto, perché un brutto Napoli forse l’avrebbe vinta lo stesso, ma un Napoli distratto non può prenderle da Colomba. Mi auguro che non si perdano troppi punti per strada perché davvero penso che in campionato possiamo giocarcela fino in fondo stavolta e sarebbe un peccato non essere lì a Maggio, solo perché pensavo di marcare Gomez quando avevo di fronte Floccari o perchè mi sono soffermato a pensare al gol di Ribery nel pomeriggio, mentre c’era da fermare Giovinco. Il Parma, dal canto suo, ha fatto la partita che doveva fare, impacchettata nella propria area di rigore e pronta a ripartire veloce sperando che l’appuntamento storico con la vecchia in rosso seducesse i nostri con il suo prestigio. E così è stato. Probabilmente se Mazzarri avesse optato per un bel turnover di 9 elementi…
Peccato poi che il Pocho ci regali le sue perle più preziose nelle sconfitte. È capitato con l’inutile quanto incredibile gol realizzato contro le leggi della fisica la scorsa stagione ad Abbiati ed è capitato ieri con quell’assist di tacco a volo che a me e agli amici della banda ha ricordato un Napoli-Lecce 3-2, sotto ad un diluvio universale, quando Carnevale fu smarcato in modo analogo da un argentino un po’ più basso di Lavezzi.
Ma ora sotto col Bayern…e senza distrazioni.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Napoli – Fiorentina 0-0

Posted by lapo2001 on set 25th, 2011

V Giornata
Napoli – Fiorentina 0-0

Zuniga e De Sanctis migliori in campo. Già questo dovrebbe spiegare l’origine dello 0 a 0 di ieri sera a Fuorigrotta. Un primo tempo consegnato letteralmente ad un’ottima Fiorentina che non è riuscita a segnare solo perché San Morgan ci ha messo un paio di guantoni miracolosi, mentre la nostra parvenza di manovra è risultata soporifera e prevedibile, riuscendo ad essere pericolosa solo in una occasione con Cavani innescato da Lavezzi in seguito ad una punizione. Nella seconda frazione invece, s’è cercato di scardinare la difesa viola con più cuore, un maggiore possesso di palla ed una ricerca più assidua degli esterni, specie dal lato del colombiano, ma che non ha sortito gli effetti desiderati perché l’area fiorentina sembrava affetta da un strano virus che ci ha tenuti lontano. Purtroppo, quando le squadre avversarie, ben organizzate come quella toscana, propongono un assetto così difensivo, nove uomini dietro la linea della palla e un metro e mezzo di spazio tra difesa e centrocampo, solo un episodio geniale, un errore del singolo o una botta di fortuna avrebbero potuto regalarci l’urlo e magari i tre punti. Ciò non è accaduto, anche se lo zio Walter le ha provate tutte, inserendo nel finale addirittura 4 punte. C’erano anche un paio di rigori non concessi ma, onestamente, non avremmo meritato di vincere. La verità è che se i tre tenori non girano, queste partite non le vinci. E se a questo ci aggiungiamo una condizione non impeccabile di chi dovrebbe rifornirli, ecco che si rischia anche di buscarle. L’unico che ha provato, con qualche sporadico guizzo a risolvere la situazione, è stato Lavezzi, ma, stavolta, ancora con i postumi del recente infortunio, non è stato il solito trascinatore che scombussola le difese seppur schierate a riccio. Vederlo costantemente venire dietro il centrocampo a recuperar palloni giocabili, mi ha fatto tornare all’anno scorso, quando si diceva che il centrocampo non aveva qualità. Infatti è stato sostituito negli ultimi minuti, cosa che è capitata raramente, se non quando eravamo in vantaggio. Hamsik è stato l’ombra di se stesso. Svogliato, impreciso e a tratti irritante. Gli si imputa che nelle partite importanti gli venga il braccino o il piedino e si nasconda. Ieri no, ieri è stato capace di sbagliare l’impossibile, anche gli appoggi elementari, quelli che non sbaglierebbe nemmeno il cognato. E infine Cavani, la controfigura del maestoso e potente supereroe ammirato una settimana fa. L’ho visto più nei ripiegamenti difensivi, che in area di rigore.
Inler invece, ha giocato solo nella ripresa. Difatti nel primo tempo è rimasto negli spogliatoi, beccandosi comunque l’ennesima ammonizione. E a proposito di questo, qualcuno mi ha fatto notare che lo svizzero, nel corso della passata stagione, sia incorso in pochi cartellini gialli e di una espulsione. Con ieri invece, ne ha già raggiunte 3 su 4 gare. Avrà bisogno di una camomilla? Camomilla che invece è indigesta al buon Camilo. Unico a sfondare e a creare la superiorità numerica, mai sfruttata. Ottimo anche il sorprendente Aronica e Gargano che, seppur con l’atavico problema del piede sbilenco, non si è risparmiato sino al novantesimo. Da rivedere certamente Fidel che col tempo e pazienza potrà solamente migliorare.
E’chiaro che si è fatto un passo indietro rispetto ai fasti di una settimana fa, sia a livello di gioco che mentalmente. Ma, considerando il momento, non credo che ci sia da allarmarsi più di tanto. Sento che si sta creando un clima troppo negativo e depressivo. Per radio, su giornali e sul web, sento parlare troppo di scudetto e di aspettative come se fossimo il Barcellona o il Real che per vincere si dovrebbero strapazzare gli avversari ogni domenica. Le pressioni aumentano a dismisura e non vorrei che le eccessive e sproporzionate critiche ci inabissino quando ancora siamo tutti ai nastri di partenza. Mi consola però, che si stanno dicendo le identiche cose dello scorso inizio campionato e poi tutti sappiamo com’è andato a finire. Calma, la stagione è appena iniziata, le altre squadre zoppicano, e certamente gli azzurri si riprenderanno presto. Sta di fatto, viste le condizioni della maggior parte dei nostri calciatori, che al posto dello zio Walter, martedì, contro gli spagnoli, io schiererei la primavera.

Forza Napoli Sempre

La 10 non si tocca.

Chievo-Napoli 1-0

Posted by lapo2001 on set 22nd, 2011

IV Giornata
Chievo-Napoli 1-0 (Moscardelli)

Io sto con Mazzarri. E difendo fermamente le sue scelte perché secondo me, ancora una volta, la partita è stata preparata come si doveva. Attenti a non prenderle prima con una difesa nuova, vista anche l’inconsistenza offensiva degli avversari, e provare a vincerla nel finale, quando i ritmi si sarebbero abbassati. Ma, nel momento in cui si provava a rompere l’equilibrio, l’infortunio (con la collaborazione di De Sanctis che non ha chiamato la palla) dell’ottimo giovane Fidel ha scombussolato tutti i piani. Sono con lo zio Walter perché, in questo momento, dopo più di 270 minuti di battaglie psicofisiche in una settimana, ha salvaguardato le gambe di chi ha fatto, fa e farà la differenza, tant’è vero che Campagnaro è stato escluso senza avere infortuni e se Dossena fosse stato disponibile, avrebbe fatto riposare anche Maggio che, puntualmente, ha avuto un affaticamento muscolare. Se facciamo una valutazione generale infatti, a parte la Giuve che non ha altri impegni, le squadre di vertice sono stanche ed incerottate. L’inter è allo sfascio pur non adottando turnover e il Milan tra un paio di partite sarà costretta ad attingere dalla primavera pure per le gare di Champions. Anche io, all’inizio, nel vedere quella formazione, mi son detto “è impazzito?”, ma poi, dopo aver visto camminare Hamsik, strascicare Inler e vagare Cavani, mi sono reso conto che l’avvicendamento totale è stato corretto e sfortunato. In questi giorni ho letto sui giornali pagine e pagine di elogi allo staff medico del Napoli e ora, dopo la sfortunata trasferta di ieri, ho capito il motivo. Perché penso che è sempre meglio rischiare di perdere una partita contro il Chievo che perdere 4-5 giocatori in vista di altri 7 giorni di fuoco in cui incontreremo una Fiorentina rinfrancata, un Villarreal che non può perdere e la solita Inter rivoluzionata che contro di noi tirerà fuori la scienza perduta.
Il turnover non credo che si possa valutare per il risultato finale, che è frutto di un errore del singolo, ma nella sua complessità. La difesa si è ben comportata, Fidel fino a quel momento aveva meravigliato tutti e Fernandez non aveva mai dato l’impressione di essere in difficoltà. Il Chievo non riusciva mai ad impensierirci e lo 0 a 0 avrebbe accontento tutti. Da questa prestazione, almeno in difesa, i segnali sono stati più che positivi. Di contro, credo che lo zio Walter si aspettasse molto di più dall’attacco. Pandev è risultato fermo, Mascara evanescente e Santana molto fumo e poco arrosto. Per cui, il più pericoloso alla fine è stato Zuniga che invece conferma di essere una pedina fondamentale.
Non credo che Mazzarri sia stato presuntuoso. Ha fatto ciò che doveva, responsabilizzando chi ha giocato poco e comprendendo su chi potrà fare affidamento in futuro. La vera presunzione invece è di chi si è ostinato a giocare in un modo scellerato quando la squadra, farcita di campioni, non ha saputo supportare e ne ha pagato le conseguenze.
Ora ci aspettano altri 7 giorni di follia e fortunatamente sabato si tornerà a giocare e tutti questi processi termineranno nel dimenticatoio ma, sta di fatto che, l’anno prossimo quando ci sarà Chievo-Napoli, me ne andrò a ballare.

Forza Napoli Sempre

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