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Venditti | Salviamo Peter Pan

Per sempre giovane

Posted by lapo2001 on nov 25th, 2011

Un lento pianoforte che rende malinconico questo tempo. Un altro anno è trascorso, sempre più velocemente. Brutta storia, eh.
Questa canzone però, nelle sfumature appesantite dal ticchettio dell’orologio, rivela una verità inconfutabile che è dentro di noi e che purtroppo si perde di vista facilmente.
Nel ringraziare coloro che hanno ricordato il mio giorno, vi dedico questa canzone, augurandomi che, per voi e per me, ci sia sempre uno spazio nel cuore che ci ricordi che l’età è un numero e che lo spirito non può essere intaccato da esso.
Grazie a tutti.

Per le paste se ne parla l’anno prossimo, quando anch’io entrerò nell’ultimo club. Al numero un minimo d’importanza devo pur dare, no?

Per sempre giovane

Per sempre giovane
(Questo è solo un anno da dimenticare
questo è solo un anno da vivere insieme, amore con il cuore più caldo che hai).
All’amore qualcosa da fare
alla gente qualcosa da dire
per sempre giovane resterò
con l’anima aperta e sincera io vivrò con la rabbia che mi conosci tu
per sempre giovane. Per sempre giovane per sempre…

Antonello Venditti

Italia

Posted by lapo2001 on apr 14th, 2011

Italia

Oh! Italia
Tierra de maccaroni
multinazionali
Tierra de scandalos
e de scandalizados
Tirra dove la pelota è rotunda
e los arbitros sono cornudones
Tierra de terremodos
e de terremodados
Tierra de sequestrados
e de sequestradores
Tierra dove los occupados
son disorganizados
E los disoccupados
son organizados
Tierra de libera muerte
e de abuerto vietado
Tierra de libera muerte
e de abuerto vietado
Tierra de radio libere
ma libere veramente
Che faran ballar,
che faran cantar tutta la hente
Tierre de stages de stado
Tierra de ordine nero,
tierra de ordine blanco
Tierra de ordine claro,
tierra de ordine clero
Oh! Italia
Tierra de segredos militares
Tierra de cançion d’audores
e des los intellectuales
Tierra de cançion d’audores
e des los intellectuales
Tierra de
“fin che la barca va lasciala andare”
Se vuele maridare,
si se vuele maridare
Se vuele maridare,
si se vuele maridare
Tierra de qualunquistas
e de digiunadores
Peninsula bagnada
da quatro lados
Ed el pueblo che fa?
Ed el pueblo che fa?
Canta! Canta! Canta!

Antonello Venditti

Ora che sono pioggia

Posted by lapo2001 on apr 9th, 2011

Ora che sei pioggia chissà quante volte ti sarai appoggiato sul vetro della finestra della mia stanza e non me ne sono accorto e chissà quante volte ti sarai fermato tra i capelli o sul parabrezza della macchina, mentre io mi perdevo nelle foschie dei miei pensieri. Ma tu mi vedi, mi vedi ogni giorno, dovresti capirlo perchè capita. Forse lo sapevi anche prima, anche quando ci alzavamo in faccia muri di silenzi per non sentire e pareti di mattoni per non vederci. Lo so, ti deludo. Almeno una volta nella giornata mi prenderesti a schiaffi, lo so. Le debolezze, i giorni peggiori, i pensieri sporchi e la muta assenza, ora sai tutto. Ora non ci sono bende o miopie che possono separare. E’tutto davanti a te. Mi osservi meglio di me. Ma guardami bene, però. Guarda tutto, guardami tutto. Mi avevi immaginato così? Non c’è niente di te in mezzo a tutti sti capricci e sti dottori?
Dimmi di no. Dimmi che qualche pezzo di te, che pensavi di tenere nascosto, te lo sei ritrovato magicamente sulla tua nuvola più bella. Dimmi che avresti voluto vedere un uomo che cerca la forza e hai trovato invece un uomo che agogna la libertà. Ma ci hai pensato mai? Come avrei potuto essere come te? La forza sta nella libertà. E tu, solo tu, ce l’avevi. Io mi arrangio e un pò m’illudo. M’illudo. Ma lo faccio solo per cercare di salvarmi, e tu lo sai. Ma tu come te la passi?
Non potevo in quel tempo, ma se tornassi indietro, avrei cercato di capirti prima. L’avrei fatto per te, ma soprattutto per me.
Ora che sei pioggia, lascerò le finestre aperte…
Ti penso, ogni giorno. Auguri di buon compleanno G.

Ora che sono pioggia

Ora che son pioggia e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo, io l’ho vissuta,
che ho accettato il principio fino a capire me stesso,
che ho odiato ed amato, come tutti del resto, la mia vita:
no, proprio non si può dire che sono stato un modello di fedeltà,
di coerenza, di donna candida e smarrita;
non sono mai stato io il tipo di accettare ordini e compromessi
con uomini, con donne e coi santi stessi.
Io ho accettato di dare e dare con molta sincerità
ma i sentimenti e le cose portano in sé contraddizioni.
Poteva essere amore per te, per te e per te
ma l’amore ha molte facce,
scusami adesso se non te l’ho saputo dare
ed anche nel lavoro molte volte ho mentito,
ho giocato per pigrizia, per soldi o per paura;
ma ora che son pioggia e come il mare vado via,
quella cosa che resta la vedo: è solo amore

Antonello Venditti

Dove

Posted by lapo2001 on gen 12th, 2011

Ho ascoltato la tua voce disperata al telefono mentre rincorreva singhiozzi. A volte, freddo, ho lasciato che gli sfoghi facessero il proprio corso e che il vuoto galleggiasse sulla tua notte attendendo che i raggi del sole il mattino seguente lo riempissero di quel pò di finto calore ed ho fatto l’unica cosa che potevo fare e ho detto l’unica cosa che potevo dire: “io ci sono”.

Ora c’è un pianoforte che non smette più suonare. La sua malinconia mi fa togliere e indossare il cappotto di continuo. Esco per evitare di assecondare quel suono, mi muovo veloce per la strada confondendomi tra le luci della città e dopo poco, non riuscendo a fare a meno, torno a farmi prendere da quelle note perse e sbiadite…
Sono stato al bar degli amici. Il pianoforte era con me. C’era molto casino intorno. Ho chiuso i rubinetti e il chiacchiericcio si è trasformato in un bisbiglio. T’ho vista in piedi di fronte alla macchina del caffè, mentre sorridendo lasciavi brillantini qualunque cosa toccassi. Solo la smart poteva portarmi dove mi andava. Ho preso la telecamera e me la sono piazzata in faccia, mentre percorrevo la strada tortuosa che spia da cent’anni il mare. Il cielo si era schiarito e il fresco penetrava dal piccola feritoia del finestrino. Ho cantato come un ossesso, sparando come un fuoco d’artificio tutta la palla che avevo qui dentro. Non so dove sia finita. No so dove sia io. Mi sono ritrovato a casa vicino al pianoforte.
Le note si ammucchiano tra il bianco e il nero e non permettono che i ricordi vadano altrove. Dove ho lasciato che andassi via…
Ma tu ci sei? Sì, ma dove?

Dove – A.Venditti

L’amore non ha padroni

Posted by lapo2001 on mar 19th, 2009

No, no, non guardarmi così. Come se fossi infallibile. No, no, non puoi. Anche io a volte metto le dita nel naso e guardo tra le scollature ampie, anche io rido ai film di Pierino e ascolto le canzoni degli Squallor. Anche io piango nel silenzio e rido con lo specchio. Forse sono troppo simile a te. Ti dico tutto ciò che mi passa per la testa, è sbagliato?
Non lo so, ma sempre meglio che tacere, non pensi? Anche se a volte fa male. Più di quel che penso.
E’ sempre meglio averci che no. Con tutti i miei difetti, con tutti i tuoi, con tutti i nostri padroni.
Altrimenti raccontiamoci le fiabe, la vita degli altri, per non guardare la nostra…

Questa notte è triste, come questa canzone…

L’amore non ha padroni

Muta nella stanza
tu non riuscivi più a parlare con me
ed ogni volta che provavi
immaginavi di essere me
sicuro e incorruttibile
così diverso così diverso
da come sono io
che non so più distinguere
il bene e il male intorno a me
l’amore l’amore non ha padroni mai
e camminiamo sulla stessa strada
liberi di dirci tutto quello che pensiamo noi
e non importa certo se ci amiamo o no
quando le stelle illuminano il silenzio
il silenzio delle idee
l’amore non ha padroni
l’amore l’amore non ha padroni mai.
Muta sola nella stanza
che non ti va nemmeno di leggere il giornale
e ti sei comprata un cane
che non riuscirà a riempirti di sé
e se sei delusa
se ogni cosa della vita ti va male
non guardarmi ti prego come la tua strada principale
come se ci fossi, come se fossi il tuo maestro elementare
l’amore non ha padroni
l’amore, l’amore non ha padroni mai.

A. Venditti

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