Pornocchio

Posted by lapo2001 on gen 21st, 2011

Stasera avevo voglia di postare un video divertente, magari una barzelletta. Negli ultimi tempi mi sono lasciato un pò troppo andare alle tenebre e alle gelate dell’inverno e così ho iniziato una ricerca su Libero. Una delle più importanti piattaforme italiane, eh. “Da quelle parti ci sarà sicuramente qualche spezzone fantozziano o banfiano, o magari una perla di Totò, no?” mi sono chiesto, mentre cercavo tra “i più visti” nella categoria “comico”… Nei primi 12 posti, solo 2 video non avevano come sfondo l’impollinazione. Il primo (dal titolo “latte sexy”), divertente, è uno spot che pubblicizza latte giocando sull’equivoco che non ha niente a che fare col bromuro, mentre nel secondo(”tette sotto controllo”), si verifica il fenomeno paranormale di una signorina da palestra che riesce a telecomandare i suoi pettorali a suo piacimento, anche solo uno alla volta. Al terzo non ho voluto dare la possibilità di lasciarmi coinvolgere e ho riflettuto, mentre ammetto che gli altri titoli lasciavano spazio a curiosità: “spogliarello al videofonino”, “Porno ghost”, “sexy infermiera”, “porno olimpiadi “, tutti con icone davvero alla Macario e oltre 400mila visite. C’ho pensato “ok, saranno tutti molto comici, ma io cercavo qualcos’altro, forse ho esagerato, forse dovrò spostarmi su un’altra categoria, magari “Intrattenimento”… Qui, al primo posto con addirittura 1 milione 700mila visite c’è il famoso “ultimo tanga a Lecce”, un video inerente ai palpeggiamenti di qulche alunno che fecero molto scalpore a professoresse consenzienti mini-mutandate. Al secondo, un servizio di Striscia che ha come protagonista una Arcuri alle prime armi che attende l’idraulico a casa in vestaglia. Un milione di visite e divertimento assicurato. Tralasciando sexy Eva e gli oops della Marcuzzi e della Hunziker, mi sono detto: “ok, sono notizie che hanno avuto una giusta importanza, ed alla fine intrattengono, forse è meglio che io cerchi altrove”. Non trovando soddisfazione nemmeno in “Telefilm e Serie Tv”- primo (w la cioccolata), uno spot con una orientale in bikini che ti invita al chocoparty e secondo, un video musicale con immagini della gnuda Olga nonmiricordoilcognome- ho deciso di controllare tutte le categorie, giusto per la curiosità di capire se le rifatezze di Pamela Anderson o gli spogliarelli del Grande Fratello hanno conquistato tutte le nostre sfaccettature. E cosa invece, è stato lasciato in pace.
Risultato senza aver visto il contenuto di tutti video:
Categoria “Animali”. Primo: “sesso animale!”Secondo: “cavallo docile, ma cagone”.
categoria “Arte”. Primo:”i segreti di leonardo da vinci”. Secondo:”poppe in mostra per niente” (giustamente la mostra è pur sempre arte, eh).
Categoria “Musica”. primo:”ginger, le ragazze ci provano”. Secondo: “Mary J Bleige e U2″.
Categoria “Cortometraggi”. Primo: “eva henger, spot con rocco Siffredi”. Terzo: “pompino a sorpresa”.

Beh, per ciascuna categoria, nei primi posti, ho sempre trovato un fantasioso richiamo della giungla. Da studio immediato per Piero Angela.
Rilevanti in “viaggi”, il video “hostess in volo e prostituta a terra”, o in “auto e motori”, “ragazza che si sveste in auto”o ancora “le sedie sexy” in “hobby e interessi”…Possibile? in ogni angolo della nostra testa, e in alcuni, in maniera dilagante, c’è sempre questa insosteniblie leggerezza dell’essere? Un motivo doveva pur esserci se oggi conosco poco della scienza di Rubbia, ma in compenso conosco dettagliatamente le misure delle alte sfere di Ruby, no?
Alla fine di questo tour, che ammetto essere stato un pò un bordello, ho deciso finalmente il video da postare. Ovviamente, dopo aver visionato il calendario di Belen e lo strip di Jessica Rabbit, eh.
Sono andato sul sicuro. Nella categoria “Cartoon” di Libero, una delle più importanti piattaforme italiane… non ho trovato ciò che cercavo, ma è fenomenale. Il tema è sempre lo stesso, ma non c’è carne viva e curve in bell’evidenza, mi scuso. Spero che per questo nessuno si scandalizzi…

Pornocchio

Dove

Posted by lapo2001 on gen 12th, 2011

Ho ascoltato la tua voce disperata al telefono mentre rincorreva singhiozzi. A volte, freddo, ho lasciato che gli sfoghi facessero il proprio corso e che il vuoto galleggiasse sulla tua notte attendendo che i raggi del sole il mattino seguente lo riempissero di quel pò di finto calore ed ho fatto l’unica cosa che potevo fare e ho detto l’unica cosa che potevo dire: “io ci sono”.

Ora c’è un pianoforte che non smette più suonare. La sua malinconia mi fa togliere e indossare il cappotto di continuo. Esco per evitare di assecondare quel suono, mi muovo veloce per la strada confondendomi tra le luci della città e dopo poco, non riuscendo a fare a meno, torno a farmi prendere da quelle note perse e sbiadite…
Sono stato al bar degli amici. Il pianoforte era con me. C’era molto casino intorno. Ho chiuso i rubinetti e il chiacchiericcio si è trasformato in un bisbiglio. T’ho vista in piedi di fronte alla macchina del caffè, mentre sorridendo lasciavi brillantini qualunque cosa toccassi. Solo la smart poteva portarmi dove mi andava. Ho preso la telecamera e me la sono piazzata in faccia, mentre percorrevo la strada tortuosa che spia da cent’anni il mare. Il cielo si era schiarito e il fresco penetrava dal piccola feritoia del finestrino. Ho cantato come un ossesso, sparando come un fuoco d’artificio tutta la palla che avevo qui dentro. Non so dove sia finita. No so dove sia io. Mi sono ritrovato a casa vicino al pianoforte.
Le note si ammucchiano tra il bianco e il nero e non permettono che i ricordi vadano altrove. Dove ho lasciato che andassi via…
Ma tu ci sei? Sì, ma dove?

Dove – A.Venditti

True colors

Posted by lapo2001 on gen 9th, 2011

Ah scusa, stavi parlando con me? Sì, dimmi, ti ascolto, cosa stavi dicendo?
No, non è vero che non mi interessa. E solo che c’ho un pò di ingorghi qui dentro.
Ma hai cambiato profumo? Ma non era più aspro? Mi ricordo che quando passavi restava nell’aria ad oltranza. Sarà che ho il raffreddore perenne.
No, no, lascia stare, non farmi domande. Cosa importa? Cosa importa se anche il cane se n’è accorto, tanto da cercare il mio sguardo nella gigantografia appesa al salotto. Dai, non arrabbiarti. Metti un pò di musica. Quella che piace a noi. Anzi, scegli una che preferisci tu. Per me fa lo stesso. Le note si assomigliano tutte. Ma la cantante canta in inglese?
Ieri ti ho chiamata. Volevo sapere se avevi visto il mio specchio, non lo trovo più. Ma scusa, che faccia ho? mi sò dimenticato? ma sto ridendo ora? o no?
Puoi controllare se l’ho lasciato a casa tua? mi manca un pò. Mi manco un pò.
Il tempo s’è ristretto e le giornate passano lente, anche se il sabato mi dico “già è finita un’altra settimana”. Vogliamo andare al mare, che dici? Il sole fa sempre il suo effetto. Di questi tempi non si sente in faccia, ma almeno spacca i dettagli. A proposito, da quanto tempo non si lascia vedere? Piove da mesi, o no? Il grigio s’è impossessato pure di te? Ehi, ma dove sei? Stavo parlando con te…
Fortunatamente il cielo è sempre azzurro.

True colors

Tu con gli occhi tristi
non ti scoraggiare
mi rendo conto, è difficile farsi coraggio
in un mondo pieno di gente
puoi perderti di vista
e l’oscurità che hai dentro può farti sentire così piccolo

Ma vedo i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

quindi mostrami un sorriso,
non essere infelice
non riesco a ricordare l’ultima volta che ti ho visto ridere
se questo mondo ti fa impazzire
e hai subito tutto quello che puoi sopportare
tu chiamami
perchè lo sai che ci sarò

E vedrò i tuoi veri colori
che brillano
vedo i tuoi veri colori
ecco perchè ti amo
quindi non aver paura di mostrarli
i tuoi veri colori,
i tuoi veri colori
sono belli come un arcobaleno

Cindy Lauper

Snow on the Sahara

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2010

Snow on the Sahara

Dimmi solo che mi vuoi ancora qui
quando ti allontani là fuori
su quelle colline di polvere e quei duri venti che soffiano
solo, in quell’oceano asciutto e bianco
perso nel deserto, tu sei perso nel deserto
ma stando con te in un anello di fuoco
dimenticherò i giorni trascorsi
proteggerò il tuo corpo e difenderò la tua anima
dalle illusioni che vedi
perso nel deserto
se le tue speranze si disperdessero
come la polvere sulla tua traiettoria
sarò la luna che brilla sul tuo sentiero
il sole potrebbe accecare i nostri occhi,
pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
se quello fosse l’unico luogo
dove poter lasciare tutti i tuoi dubbi
ti sosterrò e sarò la tua via di uscita
e se bruceremo, pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
solo un desiderio e ti coprirò le spalle
con veli di seta e oro
quando calano le ombre e scuriscono il tuo cuore
lasciandoti con rimpianti così freddi
perso nel deserto
se le tue speranze si disperdessero
come la polvere sulla tua traiettoria
sarò la luna che brilla sul tuo sentiero
il sole potrebbe accecare i nostri occhi,
pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara
se quello fosse l’unico luogo
dove poter lasciare tutti i tuoi dubbi
ti sosterrò e sarò la tua via di uscita
e se bruceremo, pregherò i cieli lassù
per far cadere la neve sul Sahara

Anggun

Zuoccole, tammorre e femmene

Posted by lapo2001 on dic 19th, 2010

Zuoccole, tammorre e femmene

Tutte hanno scritto ‘e Napule canzone appassiunate,
tutte ‘e bellezze ‘e Napule sò state decantate:
da Bovio a Tagliaferri, Di Giacomo a Valente;
in prosa, vierze e musica: ma chi po ddi cchiù niente?
Chi tene ‘o curaggio ‘e di’ quaccosa
doppo ca sti puete gruosse assaie
d’accordo songo state a ddi una cosa:
ca stu paese nun se scorda maie.
Sta Napule, riggina d’ ‘e ssirene,
ca cchiù ‘a guardammo e cchiù ‘a vulimmo bbene.
‘A tengo sana sana dinto ‘e vvene,
‘a porto dinto ‘o core, ch’ aggia fà?
Napule, si comme ‘o zucchero,
terra d’ammore – che rarità!
Zuoccole, tammorre e femmene,
è ‘o core ‘e Napule ca vò cant&agrave.
Napule, tu si adorabile,
siente stu core che te vò di:
“Zuoccole, tammorre e femmene,
chi è nato a Napule nce vo murì”.

Totò

A wonderful world

Posted by lapo2001 on dic 15th, 2010

Lo sai fratello, siamo nella merda. A proposito, come ti va?
Ogni tanto vengo dalle tue parti, sai? Ma non ti trovo e se chiedo di te, la gente abbassa la bocca e alza le spalle “e chi lo sa”.
Ho saputo che ti sei ammogliato. Bene. Ma ci sei? Sì, ma qui no?
E gli amici, gli amici li vedi più? Che faccia hanno, li guardi mai?
Ti guardi intorno come se niente fosse. E dietro? guardi dietro? o solo la notte se non crolli?
Io invece ho tolto l’abito più bello che avevo. L’ho riposto per non sciuparlo. Il freddo, la pioggia e la neve lo stavano già mettendo a dura prova e ha dato segni di cedimento. Lo conservo e penso alle belle stagioni quando l’indossavo felice e sicuro. Ma ora, ora che senso ha?
E a te? A te riscalda il tuo? E continui a guardarti intorno… o fai finta?ma ci senti?
Ieri ho incontrato l’uomo dei “più”, te lo ricordi? l’ho invidiato. Non si ferma mai. Eppure qualche camionata l’ha presa in pieno. E sta sempre lì, a ridere. Le sue dosi in questo periodo sono la mia salvezza. L’ultima che mi ha detto è stata : “ma che ce ne fotte, vuttamm annanz”. Eh.
Eh. E vuttamm annanz… ma qui si deve saltare. E devono essere sempre bei salti. Eh.
E quest’anno che pensi di fare tu? salti? o pensi di guardarti intorno per il resto dei tuoi giorni?
Che brutta faccia che hai e che brutte scuse per giustificarla.
E se mi guardassi, scopriresti che la mia non è da meno.
Il mio non è uno Wonderful World, e il tuo? Come stai messo?

A wonderful world

Lo sai fratello siamo nella merda
a proposito come ti va?
e quei bambini giocano alla guerra
dov’è questo Wonderful world?

Non ho più voglia di avere voglia
tutto questo è troppo anzi di più

e tu che aspetti sempre sulla soglia
dov’è questo Wonderful world?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Ci sono giorni dove sono in vena
hey baby proprio come mi vuoi

in altri striscio tiro la catena
ma dov’è questo Wonderful world?

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, come sei messo?

Vado via domani
e non torno più
prima che io salti
faccio un salto nel blu

Un grande salto nel blu!

Che mi scappa da vivere
e qui non ci sto più
ma prima che io salti
faccio un salto nel blu.

Sali, anima in depression
come in, senti che vibration
sali, anima in depression
come in, sentirai che vibration

oh no no no no no no
un grande salto nel blu!
oh no no no no no no
l’ultimo salto nel blu!

Zucchero

Stella di mare

Posted by lapo2001 on dic 9th, 2010

Allungo la mano cercando gli occhiali sul comodino, mentre sta entrando la luce del giorno. La mano si muove con movimenti automatici e un pò sgraziati, è come se brancolasse nel buio. Per questo ho deciso di spostare tutto:ho tolto la sveglia e spostato la lampada più sotto il muro. Mi stropiccio gli occhi e si riaccendono i pensieri…Ecco, ecco che ricominciano…Mi volto a destra e a sinistra, cercando non so cosa. Non me ne accorgo al momento di questo pasaggio, ma poi, durante il giorno, la spina che sento dentro la pancia, me lo fa ricordare.
Cancello tutto pensando al caffè. Il suo odore è già un pensiero che so che mi farà ripartire. La macchinetta è pronta già dalla mattina. Vado in bagno e c’è lo specchio. Stamattina vorrei farti due smorfie giuste per ricordarmi che so ridere ancora, ma se penso a tutto ciò che mi aspetta, abbasso subito la testa e mi lavo la faccia. Magari se la regolassi più fredda, con l’aria addormentata potrebbe andar via anche qualche scocciatura. Ci credo poco. Nel silenzio sento i gargarismi della caffettiera. Mi siedo e per un attimo, con la tazzina ancora nel piattino, mi assento. Dura pochi minuti, ma in questi, ogni mattina, non ci sono. E’l'attimo del vuoto. Poterebbe scoppiare una bomba in casa e non accorgermene. Sono qui da solo, spento, con pensieri in sottovuoto, in pace e dell’esterno ho la percezione solo dell’odore dell’aroma del caffè e il ticchettio dell’orologio poggiato sul tavolino…Mi alzo come se fosse passato un giorno intero e carico e deciso affondo nella doccia. E’il secondo momento di assenza dal tempo di ogni mia giornata. Lo spazio invece, sento di occuparlo per via dell’acqua bollente che copre ogni mio singolo poro, mentre il vapore nella beatitudine cerca di confondermi… Esco e mentre mi asciugo, di nuovo, la spina si fa sentire. Ma cos’è?… La camicia che volevo mettere stamattina è da stirare, opto per quella di emergenza. Quella che va bene sempre quando non mi va di pensare troppo… Esco, avevo già visto che anche oggi è una giornata nuvolosa. Non è una novità. Sbaglio o fa più freddo di ieri?… Forse pioverà. Cammino pensando che alle tre riceverò la telefonata e che alle sette dovrò ricordarmi di chiamare. Non lo dimenticherò. Oggi c’è da incontrare quella persona e quell’altro deve spiegarmi come fare il prossimo lavoro. Non mi sta simpatico, nemmeno l’amico, ma con questi devo avere a che fare. Cerco di allenarmi al sorriso e alle battute che vogliono che io faccia. Non ho bisogno di troppa pratica, ormai conosco i soggetti. Basta poco… Ok, sono quasi arrivato. Certo che questa strada non cambia mai. All’inizio aveva un altro fascino,oggi non riesce a dirmi più niente, sarà che la guardo sempre nel suo vestito grigio, sarà che il sole non mi appartiene pure quando è nel cielo. Sarà l’aria dell’inverno che sta per venire… Scendo le scale, penso ancora alla telefonata delle sette e che all’una c’è il pranzo. Ma non ho fame, chissà se ci andrò stavolta. Ecco, indosso la mia bella divisa, la mia maschera scelta e inizio gli inchini e i saluti al secondo mondo, fortuna che c’è l’amico con il quale non ho bisogno di inventarmi niente. La spina si fa sentire più forte quando finisco questi incontri che mi sdoppiano, a volte, sento quasi che mi stia facendo sanguinare. E’forte. Ma non dipende solo da me. La copro come faccio sempre. Mi rinchiudo nella mia stanza e mi rinchiudo dentro di me. M’impegno perchè servirà, lo devo fare, mi piace, è quello che voglio…Toc, toc, la porta. Lo sapevo. Oh, devo scendere, c’è l’appuntamento col tipo. La spina, la spina, la spina… Recupero il mio assetto migliore, prendo l’ascensore, mi guardo i denti nello specchio. Non ho voglia di ascoltare. Apro la porta…

…non c’è cosa peggiore che perdere tempo quando ho tremila cosa da fare con discorsi inutili a cui bisogna adeguarsi con altrettante movenze e gesti ipocriti. Riscendo le scale. Ritorno dentro. Il telefono. Ok. Altre storie, altre voci, un’altra lingua. Esco. Dovrei mangiare, ma non ho finito. Sono le quattro quasi e non ho ricevuto la telefonata, come mai? non ho tempo, ho quell’altro appuntamento e la chiamata delle sette da fare, quella non posso dimenticarla. Salgo, scendo e poi di nuovo dentro. Ore, ore, ore.

E’già notte chissà da quanto. Devo chiamare. C’è la spina che s’è fatta sentire. Sempre lei, ma perchè lo fa?tutti i giorni. Faccio finta di niente. E che posso fare?…

… Non è tardi, ma ho voglia di star qui. La maschera non serve più. Sono qui con me. Fuori nevica, cenerò e leggerò la fine del libro, perchè la televisione proprio non mi prende…La spina si diverte come tutte le sere. Sguazza come un mestolo che allarga il vuoto. Domani, domani, domani devo riuscire a finire il lavoro, ci sarebbe da pagare la bolletta e fare la spesa. E non devo dimenticare che alle sette devo fare quella telefonata. No, questo libro proprio non mi piace. Non è bello come la sua copertina…spengo la luce.

… Ora, devo solo dormire, senza spine. Quelle, la notte, si trasformano in fiori…o in stelle di mare…


Stella di mare

Così stanco da non dormire
le due di notte non c’è niente da
fare
mi piace tanto poterti toccare o
stare fermo e sentirti respirare
dormi già, pelle bianca come sarà
la mia faccia stanca.
Provo a girare il mio cuscino ma è
una scusa per venirti più vicino
e provo a svegliarti con un pò di
tosse ma tu ti giri come niente
fosse.
E spengo la luce provo a dormire
ma tu con la mano mi vieni a
cercare
tu come me tu come me.
Che le stelle della notte fossero ai
tuoi piedi che potessi essere
meglio di quello che vedi
avessi qualcosa da regalarti
e se non ti avessi uscirei fuori a
comprarti
stella di mare tra le lenzuola
la nostra barca e non naviga, vola
Tu, tu come me e tu voli con me
tu vola che si è alzato il vento
vento di notte, vento che stanca
stella di mare come sei bella
come sei bella e come è bella la
tua pelle bianca
e tu, tu voli con me, tu voli con me
tu vola con me, vola amore mio
vola con me
Chiudi gli occhi e non guardarti
intorno, sta già entrando la luce del
giorno, e chiudi gli occhi e non
farti trovare pelle bianca di luna
devi scappare.
Dormi ora, stella mia, prima che il
giorno ti porti via.
Tu, tu voli con me, tu voli con me
Ora non voli si è fermato il vento
posso guardare la tua faccia stanca
e quando dormi come sei bella
come sei bella, e come è bella la
tua pella bianca, bianca, bianca.
Tu, tu, tu come me, eh tu, eh tu
come me, come me, tu voli, voli
con me, tu come me, tu vola con
me, vola con me, come me, tu, tu
come me

Lucio Dalla

Scherzi asiatici

Posted by lapo2001 on dic 4th, 2010

Alcuni sono da denuncia…

I Don’t Want To Be

Posted by lapo2001 on nov 30th, 2010

Ho parlato per giorni e giorni per cercare di spiegarmi. Ho urlato quando le orecchie volevano ascoltare solo ciò che faceva loro comodo. Ho provato a disegnarmi, calcando i dettagli e arricchendo di colore le sfumature. Ho aggiunto alla mia natura distorsioni che non m’appartengono per trovare un incrocio di fortuna in cui avrei potuto incontrarmi. Ho ascoltato…
…e ora aggrappato a qualche ricordo sognato non so nemmeno quanto tempo fa, mi giro e guardo intorno attendendo la luce del giorno, sperando che schiarisca l’immagine persa che ho di me. E in questo grigio astratto, confuso e finto, mi rannicchio nel mio angolino per non sentire sapori, rumori ed odori e niente che li fuori possa toccare le mie ali pesanti.
Silenzio… tendo l’orecchio e passo le ore cercando di entrare nel ritmo del mio battito. E’lento e senza eco. E’un pulsare muto e svuotato come il ticchettio del pendolo che ho dovuto bloccare per non farmi mangiare. Mi annuso le mani anemiche che sanno solo di freddo e presenza. Le guardo sbarrando gli occhi, perchè danno la sensazione di non appartenermi. Bisbiglio, senza pregare, per sentire la sordità della mia voce. Mi faccio il solletico sugli avambracci. Muovo la lingua dentro la bocca per assaggiare il mio palato e per sentire quanto sia ruvida, ma è come se fosse sotto anestesia. E’arida come il deserto che questa notte ha deciso di venirmi a visitare.
C’è bisogno di più silenzio, di più buio…così, nascono i sogni. Non voglio alzare la testa, so che da qualsiasi parte potrebbe esserci uno specchio con il dito puntato. Ho il terrore di scoprirci il mio ultimo volto, quello che possiedo ora. Quello che non riconosco. Dov’è che sono? ma ci sono?
Vorrei solo essere me stesso, fuori da qui. Non ho bisogno di essere qualcun’altro…
…e tu sai di cosa sto parlando.

I don’t want to be

Non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di un agente di custodia
non ho bisogno di essere qualcos’altro
del figlio di uno specialista
non devo essere niente più di
una nascita di due anime in una
parte del luogo nel quale sto andando
che saprà da dove vengo
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
sono circondato da bugiardi, ovunque mi giri
sono circondato da impostori, ovunque mi giri
sono circondato da crisi d’identità ovunque mi giri
sono l’unico che l’ha notato?
non posso essere l’unico che ne è cosciente!
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
posso avere l’attenzione di tutti per favore?
se non siete questo e quello
dovrete andarvene
vengo dalla montagna
la crosta della creazione
la mia intera situazione
fatta dall’argilla alla pietra
e adesso sto dicendo a tutti che
non voglio essere nient’altro più di
quello che ho cercato di essere ultimamente
tutto quello che devo fare
è pensare a me, e avrò pace nelle mente
sono stanco di dare un’occhiata alle stanze
chiedendomi cosa devo fare
o chi dovrei essere
non voglio essere nient’altro che me
non voglio essere

Gavin Degraw

Grazie dei fiori bis

Posted by lapo2001 on nov 24th, 2010

Beh, mi sono emozionato. Anche quest’anno ho trascorso il compleanno al telefono e questo mi meraviglia e mi lusinga. Amici, parenti e persone che non vedo quotidianamente, ma che mi dimostrano una stima e un affetto che il tempo proprio non riesce a dissolvere. Quasi quasi mi è venuto il coccolone. Sono contento, sinceramente.

Per evitare di entrare nel tunnel mieloso e poco adatto al tenore di questo sito, questa volta dedico a tutti voi, una canzone ironica di un pò di tempo fa. Auguri, belle parole e messaggi sono stati come fiori che mi avete donato ed io non posso non ringraziarvi con il cuore. Grazie dei fiori grazie, dei fiori grazie, dei fiori bis.

A tutti gli isolani e non.
Catapo, ti sei fatto ciuotto ciuotto?

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