Hotel Supramonte
Posted by lapo2001 on Feb 4th, 2008
E’ la canzone di De Andrè dedicata al suo sequestro e quello della moglie Dori Ghezzi in Sardegna dall’ “Anonima” (1979). Una poesia ispirata dalla bellissima compagna in quella situazione estrema.
Il video è firmato da “giocodiluce”.
A Claudia.
Febbraio 5th, 2008 at 12:41
….E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole…
Vivere tranquillo
Quando arrivai in Sardegna ed acquistai la casa a Portobello di Gallura mi innamorai sia della natura che della gente. Chiesi al tassista che ci veniva a prendere all’aereoporto, se c’era la possibilità di comprare del terreno per farci un’azienda agricola […] non mi dà utili, ci rimetto un sacco di soldi, ma ci guadagno in salute, in felicità.
La Sardegna è un luogo dove le tensioni sociali esistono. Ma sono temperate dal contatto diretto con la natura e da una profonda moralità che si estrinseca nel rispetto di alcuni valori fondamentali, come per esempio l’ospitalità. Per quanto strano possa apparire anche questo ho trovato nei nostri carcerieri.
Passammo quattro mesi sul Supramonte, legati a lettucci di foglie. Il primo mese le emozioni ci tennero compagnia, poi la monotonia prevalse. Al processo perdonammo i carcerieri: dopo tutto non gli veniva lasciato altro modo per mantenere le loro famiglie. Ma non perdonai i mandanti.
Se trovi degli alibi alla persona che ti tratta male e dici “in fin dei conti me lo sono meritato”, ne esci pulito da un punto di vista psicologico. Invece se la consideri un’offesa grave, come in effetti fa la maggior parte delle persone sequestrate; perché tutti lo considerano immeritato, ed è immeritato, ne esci sconvolto. Si vede che ho un cervello che si adatta alle necessità di vivere tranquillo e di non perdere l’autostima, senza andare in depressione.
Fabrizio de André
Febbraio 5th, 2008 at 22:27
Lettera di una madre trovata scritta vicino al corpo di un bambino nel campo di concentramento di Ravensbruk
Signore non ricordarti soltanto degli uomini di buona volontà,
ma anche di quelli cattivi.
Ma non per guardare a tutte le sofferenze che ci hanno fatto patire: ricordati piuttosto delle cose buone che quelle sofferenze hanno fatto nascere in noi: la lealtà, l’umiltà, il coraggio, la generosità, la grandezza d’animo che ci è cresciuta dentro per tutto quanto abbiamo sofferto,e quando quegli uomini verranno al giudizio finale lascia che i buoni frutti che da noi sono nati siano il loro perdono.
Febbraio 6th, 2008 at 11:13
De Andrè partorì queste parole essendo rinchiuso con la speranza che vacillava…c’è chi potrebbe usarle allo stesso modo,pur essendo “libero”…non so cosa sia peggio