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Iride | Salviamo Peter Pan

Iride

Posted by lapo2001 on set 17th, 2008

Amo la variopinta primavera, o quel che rimane di essa, per i suoi profumi, specie da noi quando l’aroma dei fiori d’arancio si mescola a quelli della terra fresca; per la limpidezza delle sue giornate, paesaggi come quelli di Capri vista da Termini, o dei 2 golfi da Sant’Agata o lo spettacolo di tutta la penisola dal monte del Re, nei giorni senza umidità, sono veramente impagabili; per l’attesa che rappresenta: In primavera l’umore è sempre migliore in vista di una speranzosa estate rilassante(anche se poi, non lo è quasi mai). Il nero inverno mi dà sempre più l’idea di chiusura. E’come il canto di una sirena ammaliatrice, mi induce a sedermi e di conseguenza a pensare di più e a fare di meno. Mi induce all’oblio e all’ozio, e rappresenta comunque la meraviglia di poter fantasticare, creare ed inventare di più. Ma vuol dire anche, e nel corso degli anni che passano è sempre più facile, fermarsi o tornare indietro. Novembre è il mese in cui sono nato, non posso parlarne male,ma ricordo solo compleanni in bianco e nero. Mi piace l’arcobaleno, perchè significa che si può uscire di casa, anche se non lo si fa. Mi piace poi, il bianco tepore impigrente di stare sotto le coperte, specie la domenica mattina perchè lo si gode di più nel dormiveglia mattutino. Se posso, non indosso scarpe chiuse(meglio ancora i piedi nudi), e nemmeno abiti troppo stretti, i miei pori hanno bisogno di aria trasparente e mi piace sentirmela passare sulla pelle. Preferisco il sole, e soffro maledettamente l’afa pesante. Ho scoperto di amare il mare e i suoi mutabili colori quando gli sono stato per molto tempo lontano e lo preferisco alle montagne perchè infinito, libero. Bella la pioggia quando è gelida, e i temporali notturni quando sono al sicuro. Il vento grigio lo odio, non può mai dare positività e odio quel movimento confuso senza controllo e fastidioso, in particolare quando non ho i capelli corti.
La macchina la prendo solo nei casi in cui c’è una pistola puntatami in una tempia. Mi piace invece, essere passeggero. Quando mi posso incantare e in tragitti non troppo lunghi la macchina, come il treno mi rilassa.Odio profondamente il verde delle menzogne, quelle raccontatemi dalle persone di cui mi fidavo e da chi vuol tenermi “buono”.Il mio colore preferito è l’azzurro, perchè l’unico che c’è quasi sempre, è un rifugio, una certezza.E per quella maglietta.
Amo me stesso, quando sono innamorato. Perchè amare i suoi difetti, vuol dire anche finalmente accettare i miei. E perchè, probabilmente in quello stato, più della metà di ciò che ho scritto non avrebbe senso, e forse avrebbe anche colori diversi.
Maledico il mio neurone despota. A volte, da solo ha più potere di tutti gli altri(pochi) messi insieme, ed è incontrollabile… alla fine però, credo di non riuscirne a fare a meno e tutto, come sempre, va…

Ho ancora la forza

Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: “Si comincia !”

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia…

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l’altro so rifare…

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire…

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’é
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo…

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
” Ci vediam più tardi …”

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare…

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c’é
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo…

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