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Con tutto l’amore che posso | Salviamo Peter Pan

Con tutto l’amore che posso

Posted by lapo2001 on mar 31st, 2010

C’è di nuovo la luna stanotte. E’ gialla come un bicchiere pieno di champagne. Ma che fine avrà fatto per tutto questo tempo? E’ un pò dimagrita dall’ultima volta, sarà in una fase calante…

Il paesaggio e le strade sono investite da zone completamente buie. Il lampione sotto la mia finestra non dà segni di vita. Solo una porzione del parco si intravede grazie alla luce soffusa di questa luna tremante. Sento che c’è gioia. Si urla, si beve e si ride. I bagordi notturni di un’allegra combriccola di amici. E’il miglior modo per smaltire le pesantezze di una brutta giornata. Sento solo le loro voci alcooliche incrociarsi nella penombra.
Più distante su una panchina, una coppia che si bacia. Riesco a vederli. Ho l’impressione che le loro labbra si staccheranno tra un paio d’ore. C’è passione, ma non mi soffermo sui particolari, passerei per un guardone bavoso. Preferisco questa luna. Che ora ha cambiato tonalità. E’ un pò più sul rosa…sul rosa…oh, il rosa delle tue labbra… continuano a baciarsi quei due?… il rosa dell tue labbra… c’è un pò di vuoto che mi avvolge… è quel colore.

L’aria si è fatta più fresca e la visuale è migliorata. I ragazzi continuano ad ammorbidire ed intorpidire il loro stato con un altro cin-cin, anche se il senso delle loro parole via via va scemando. Ora riesco a distinguerli. Sono 5 matti. C’è anche una ragazza. Ha un gatto sulle ginocchia. E’ un pò in disparte. Non avrà tanta voglia di gioire. E’ l’unica silenziosa. Non apre bocca…oh, la bocca…sarà rosa come le sua?…e quei 2 continuano a baciarsi…la bocca…c’è nascosto dietro quel vuoto…che bella bocca!

La ragazza della panchina intanto si è alzata. Si sono scollati i fidanzatini. Lei ha iniziato ad urlare. Nemmeno il tempo di staccare le labbra che già quelle stesse labbra stanno cambiando l’atmosfera sino a quel momento soffice e dolce. Sento rabbia, pianti, silenzi. Lui, ancora accomodato sulla panchina, resta fermo. Impietrito. Passivo. Cosa sarà successo? Il trasporto di una emozione lunga un infinito bacio che diventa in un batter di ciglia, un treno di odio. Loro non avranno vuoti se perdono tempo a litigare invece di continuare a baciarsi…

La luna si è ancor di più assottigliata. Ora è completamente azzurra. L’aria è limpida e la strada e il parco sono diventati quasi del tutto nitidi. I ragazzi hanno recuperato i loro resti e ciondolando sono andati via farfugliando ancora qualche termine incomprensibile. La ragazza invece, è rimasta lì, che continua ad accarezzare il pelo del gatto. Non ha cambiato espressione. Bisbiglia qualcosa. Ha l’aria triste…
Sulla panchina ora c’è silenzio. Ancora con la schiena dritta, il ragazzo guarda spento nel vuoto…oh, il vuoto…chissà se anche per lui sono quelle 2 labbra?…quelle rosa.
Lei non c’è più. E’ passata velocemente proprio qui sotto lasciando nell’aria solo una scia di un bel profumo che però le parole hanno inacidito. Non sono sicuro ma tra i vari improperi credo di averle sentito dire:”e questo me lo chiama amore?!”. Se penso a loro bacio di qualche istante prima, mi sembra tutto così assurdo.
Lui è rimasto fermo. Sempre con quella espressione incredula. Ha l’aria sfatta…

La luna ormai bianca ha perso un pezzo. Il transito improvviso di una nuvola ne ha modificato l’aspetto. Si è piazzata davanti al suo profilo per cui ora, in alcuni punti è irregolare. Sembra che anche a lei sia sopraggiunto un vuoto. Forse anche lei non avrà amato abbastanza. Non è più una luna di miele…
Il paesaggio è totalmente chiaro. Il lampione proprio ora, inutilmente s’è svegliato dal suo torpore irradiando meno luce di quella di questo bicchiere di champagne diventato una palla di neve. Sento ancora riecheggiare le risate di quei giovani e le urla della ragazza incazzata. Sento il miagolio di un gatto e ancora il silenzio triste del giovane sulla panchina. Non c’è più nessuno sotto la mia finestra. C’è il vuoto…e non è rosa…c’è il vuoto…un vuoto…

…tutto l’amore che io posso è proprio niente…

Tutto l’amore che posso

e lungo il Tevere che andava lento lento
noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto
fino a gridare i nostri nomi contro il vento
tu fai sul serio o no…
tra un valzer pazzo, cominciato un po’ per caso
tra le tue smorfie e le mie dita dentro il naso
noi due inciampammo contro un bacio all’improvviso
è troppo bello per essere vero
per essere vero
per essere vero
amore mio
ma che gli hai fatto tu a quest’aria che respiro
e come fai a starmi dentro ogni pensiero
giuralo ancora che tu esisti per davvero…
amore mio
ma che cos’hai tu di diverso dalla gente
di fronte a te che sei per me cosi’ importante
tutto l’amore che io posso è proprio niente…
e dopo aver riempito il cielo di parole
comprammo il pane appena cotto e nacque il sole
che ci sorprese addormentati sulle scale
la mano nella mano…

C.Baglioni

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