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Felicità | Salviamo Peter Pan

Felicità

Posted by lapo2001 on apr 8th, 2009

Con una giacca a quadri vecchia e puzzolente e i gomiti rattoppati, un tipo col viso rosso cerca di vendere orologi a suo dire “strepitosi” ad un distinto signore che invece riesce a degnare del suo sguardo solo il quotidiano che tiene aperto tra le mani. Nel sottoscala due giovani poco più quindicenni aspirano e si passano le prime loro illusioni, si nascondono nella nebbia aromatizzata da sguardi indiscreti e sorridono mentre una grassa signora si affatica goffamente a scendere, mentre perde la biancheria dalla valigia ormai esausta di singhiozzare su quei gradini. Sul muro a sinistra in alto a caratteri cubitali si legge “nothing is impossible” e poco più in basso confusamente “life”, di fianco un bastardino disturba la copulazione di 2 piccioni e una pianta inaridita attende ansiosa di essere innaffiata. Fuori, nel corridoio, una ragazza riposa sotto una coperta di cartoni e un altro col cappellino capovolto poggiato a terra suona la chitarra e canta in un pessimo italiano “perdere l’amore” di Ranieri. Nell’angolo una serie di buste di plastica per l’immondizia semiaperte e sparse e in mezzo un altro giovane seduto e ingobbito con gli occhi inebetiti e scavati seduto a pensare per quanto tempo gli durerà ancora…

Un altro, colmo di anime viaggianti è passato veloce senza fermarsi.

Penso a una mia dolce amica che sconsolata si duole del brutto imprevisto che l’ha investita, proprio ora che stava per arrivare finalmente un periodo di festa. Fa caldo.
Tre ragazzini appesantiti da zaini più grandi di loro si rinfrescano e si dissetano con l’acqua di una fontana arrugginita. Il semaforo è sempre verde e le lancette dell’orologio sembrano non spostarsi mai dalle 5 e un quarto. Un uomo con la ventiquattrore e i mocassini lucidi urla al cellulare perole incomprensibili, quello vicino con una borsa piena di fazzolettini e arbre magique legge stanco messaggi. Entrambi gettano contemporaneamente le proprie cicche giù, oltre la striscia gialla. Una donna biondissima presumibilmente dell’est con abiti variopinti osserva la figliola identica ma in miniatura che accarezza un gatto mentre fa la siesta su una panchina. Il cartello blu a malapena si legge a causa dell’imbrattamento dovuto al rilassamento di altri piccioni che si apprestano a prendere posto per la notte sopra di esso. Una voce metallica avverte tutti del prossimo imminente arrivo. Un tipo assai sudato si allarga la camicia sul collo dopo una furibonda corsa, un’altra si ripassa il rossetto dopo aver affittato il suo corpo…

Stazione di periferia. Anche questo treno è passato, ma nemmeno stavolta s’è fermato…

Felicità

Se tutte le stelle del mondo a un certo momento
venissero giu’
tutta una serie di astri di polvere bianca
scaricata dal cielo
ma il cielo senza i suoi occhi non brilerebbe piu’
se tutta la gente del mondo senza nessuna ragione
alzasse la testa e volasse su’
senza il loro casino, quel doloroso rumore
la terra povero cuore non batterebbe piu’
mi manca sempre l’elastico per tener su’ le mutande
cosi’ che le mutande al momento piu’ bello
mi vanno giu’
come un sogno finito magari un sogno importante
un amico tradito, anch’io sono stato tradito
ma non m’importa piu’
tra il buio del cielo le teste pelate bianche
le nostre parole si muovono stanche
non ci capiamo piu’
ma io ho voglia di parlare di stare ad ascoltare
di contnuare a far l’asino di comportarmi male
per poi non farlo piu’
ah felicita’
su quale treno della notte viaggerai
io so che passerai
ma come sempre in fretta non ti fermi mai

si tratterrebbe di nuotare prendendola con calma
farsi trasportare dentro due occhi grandi
magari blu
e per doverli liberare
attraversare un mare medievale
lottare contro un drago strabico
ma di draghi, baby, non ce ne sono piu’
forse per questo i sogni sono cosi’ pallidi e bianchi
e rimbalzano stanchi tra le antenne lesse delle varie tv
e ci ritornano in casa portata da signori eleganti
cessi che parlano tutti quanti che applaudono
non ne vogliamo piu’
ma se questo mondo è un mondo di cartone
per essere felici basterebbe un niente
magari una canzone o chi lo sa
e non sarebbe il caso di provare a chiudere gli occhi
ma poi quando hai chiuso gli occhi chissa’ cosa sara’
ah felicita’
su quale treno della notte viaggerai
lo so che passerai
ma come sempre in fretta non ti fermi mai…

Lucio Dalla

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