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Freddi pensieri di Neitth | Salviamo Peter Pan

Freddi pensieri di Neitth

Posted by lapo2001 on ott 29th, 2010

Inverno – Franco Battiato

La filologia germanica non è poi così terribile… una volta che entrata nel meccanismo, in testa mi si accende una specie di lampadina, la rotazione consonantica per cui l’indoeuropeo pətér in germanico si trasforma in fadar, diventa una sciocchezza. Il delirio arriva a farmi pensare che potrei pure iniziare a parlarlo, il germanico, da un momento all’altro… pure al telefono con l’amica, mentre le spiego dov’è quel supermercato biologico che le interessava. Dovrei andarci anch’io in effetti, potrei passarci magari uscendo da lavoro.
Nell’aria c’è un’atmosfera strana, o forse è il tempo ad essere bizzarro, al meteo lo chiamano “tempo variabile”, il cielo non è totalmente sgombro di nubi ma almeno non piove e sembra tendere al sereno. In realtà è solo l’ennesimo segnale dell’inverno, che si veste all’improvviso con i suoi abiti migliori, quelli riposti nell’armadio più o meno un anno fa e che adesso indossa a festa, per farti capire che è tornato, lanciando cosi tutti i segnali che gli vengono in mente… Come quello di farti trovare in strada i venditori di castagne con tutto quel fumo per delle cose così piccole, o come quei bambini con delle giacche sempre una taglia troppo grande.
Credo di avere un sassolino nella scarpa, pungente, che ogni tanto però riesce ad infilarsi esattamente sotto la parte concava del piede, quella parte che non appoggia con la suola… e così sembra quasi che il sassolino non ci sia, e io riesco a camminare tranquilla per un po’… ma poi riappare e allora basta, mi fermo esasperata, tolgo la scarpa, pronta a restituirgli la vita. Ma lui niente, non esce, scomparso. Forse è scivolato senza che me ne accorgessi? Ma no, che dico, eccolo, lo sento di nuovo, è sempre lì… si era nascosto, il furbetto, non vuole proprio abbandonarmi.
Si è alzato il vento, non troppo, quanto basta ad agitare i depliant pubblicitari incastrati nei parabrezza delle auto… quelli messi peggio volano addirittura, finendo il loro folle volo nelle pozzanghere residue. Vanno incontro al loro destino, imprudenti, come Icaro quando ha deciso di sciogliere le sue ali di cera. Chissà cosa pensava lui mentre andava verso un blu che si faceva sempre più blu….come quello di adesso, il blu di questa notte.

Neitth

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