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I treni a vapore | Salviamo Peter Pan

I treni a vapore

Posted by lapo2001 on dic 4th, 2008

Beh, ora che fai? Non riesci a dormire? Prendi il cubo di Rubik o il nuovo Bartezzaghi. Cosa c’è che non va stavolta? Tra sette minuti è mezzanotte. Con il tuo pigiama giallo ridicolo a pallini, lungo sulle maniche, la punta del naso e i piedi congelati e i pensieri di una giornata da accartocciare…

Sì, un sonno spezzato, mille raccomandazioni, la solita indifferenza e quelle spalle curve che odi veder uscire dalla porta.  Il piccolo De Longhi, ancora con l’etichetta della garanzia attaccata, senza aria calda e vapore tra il lavandino e la mensola dei profumi. Una doccia bollente, ristoro avvolgente per ripulire le sporche idee che  scivolano tra capelli e schiuma nel pozzetto.  Questione di minuti… e poi, la vigliaccheria di non fermarti a guardare la tenerezza di occhi innamorati, nè a sentire il my day my day di chi ha vissuto per te. Avanti e indietro, avanti e indietro tra cornici di oro placcato, il respiro singhiozzante di antichi pendoli meccanici e tappeti logorati dal tempo. Un panorama strozzato dalla fitta pioggia del mattino e da un persiana difettosa in un enorme, infinita gabbia d’oro.  Nel tuo angolo, tra giornali sparsi sulla scrivania, vecchie lettere da spedire e un posacenere stracolmo di mozziconi, a fissare quella strafottuta poltrona e ad attendere che passi la pubblicità e che la campana risuoni.

Beh, allora cos’è che ti va stretto? Non è nè la prima , nè l’ultima volta.

Ancora quello sguardo onnisciente mentre affonda vorace in un piatto di lenticchie tiepido e insipido, a disturbare un’aria già ingolfata. L’urlo, la rabbia, la voce di chi non sa più parlare. Mentre fuori continua a piovere incessantemente. L’immondo odio verso quelle spalle ricurve. L’angoscia di aver rotto l’ennesimo specchio e l’equilibrio di un castello di carte obsolete…

Ancora non ti rassegni all’evidenza? Ancora stai lì? a fare che?

In cantina a piedi nudi a cercare un pò di vino buono, quello più dolce per ritrovare un sorriso. Sempre in quella botte, sempre in quella vuota… La sua solita assenza. Il suo mutismo. Il suo far finta di niente. Il suo egoismo. I cazzi suoi…La tua idiozia da ubriaco senza imbuto e bicchiere. E’ aceto. Svuoti tutte le bottiglie piene di amaro e  rompi le altre, lasciando il loro vetro ovunque. Ti tagli il tallone soddisfatto del danno…Questione di minuti…

Beh, nulla è cambiato, ma ha smesso di piovere e manca un secondo alla mezzanotte…va tutto bene…con quella zolletta di zucchero che oggi ti ascolta… ora sì, puoi andare a sognare…magari un treno che ti porti ancora una volta lontano…lontano da quelle spalle e da quella cantina…

 I treni a vapore

Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno
perchè voglio sognare.
E nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro
e sto ad ascoltare
qualche volta sono gli alberi d’Africa a chiamare.
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne
e piroscafi e bandiere,
viaggiatori viaggianti da salvare,
delle città importanti
mi ricordo Milano
livida e sprofondata per sua stessa mano.
Se l’amore che avevo non sa più il mio nome
e se lamore che avevo non sa più il mio nome
come i treni a vapore
come i treni a vapore
di stazione in stazione
e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
e di dolore in dolore
il dolore passerà.
come i treni a vapore
come i treni a vapore
e il dolore passerà.
Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno
perchè so sognare.
E mi sogno i tamburi della banda che passa
o che dovrà passare.
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
i ragazzi della scuola che partono già domani.
Mi sogno i sognatori
che aspettano la primavera
o qualche altra primavera
da aspettare ancora
tra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
questo inverno passerà.
Se l’amore che avevo non sa più il mio nome
e se lamore che avevo non sa più il mio nome
come i treni a vapore
come i treni a vapore
di stazione in stazione
e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
e di dolore in dolore
il dolore passerà.
come i treni a vapore
come i treni a vapore
di stazione in stazione
e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
e di dolore in dolore
il dolore passerà.

F. Mannoia

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