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La notte di Y.Wang | Salviamo Peter Pan

La notte di Y.Wang

Posted by lapo2001 on lug 29th, 2011

Yuja Wang

E’notte, non è la solita. Fa abbastanza caldo e ho aperto mezza anta, ma il fresco sembra vergognarsi della mia presenza e ha deciso di restare fuori. L’aria è ferma e muta. C’è un silenzio surreale e dietro quella finestra ora potrebbe esserci qualsiasi paesaggio o uno yeti. Tutto ora sarebbe invisibile e buio. Stranamente anche il cane del vicino ha deciso di scioperare stanotte e non capisco perchè in queste ore nessuno ha deciso di ubriacarsi nella villetta adiacente. Non si muove un pelo, il treno non passa e le auto sono tutte parcheggiate a un palo. Ma cos’è?
E io che avrei voluto ballare. Avevo indossato anche i vestiti più leggeri. Cos’è che non va? Dov’è la musica?Dove sono i suoni, il ritmo?Fuori non ci sono colori, c’è solo la luna che indossa un vestito da nuvola stanca e di grilli nemmeno l’odore. E’tutto fermo…o quasi.

Le dita si muovono veloci tra i tasti disegnando eleganti ed armoniose figure nell’aria come il fumo di una sigaretta. Lo sguardo è spento e il piede non riesce a tenere il tempo, ma le note si appoggiano l’una all’altra creando un sospiro, un alito di vento che circola volteggiando in tutto lo spazio. Appoggiata sulla coda del pianoforte c’è una vecchia foto di amici che s’abbracciano dopo una serata di bagordi, mentre la vita pulsava nelle vene sputando energia da ogni poro. Ad ogni imbeccata più pesante, quando il ritmo è più incalzante, il tremore la fa saltellare qualche passetto più in qua. Spesso da l’impressione che possa cadere, lasciandosi morire in una valle di schegge ma, in realtà, cerca di stare a braccetto con la musica e un pò goffamente, come un novizio al ballo delle debuttanti, inciampa su se stessa perdendo la leggiadria che invece questa miscela armoniosa di crome e biscrome si propaga nell’aria occupando ogni singolo centimetro quadrato della stanza e spingendosi anche oltre, oltre la finestra, oltre il buio, oltre l’immaginazione, sfondando l’inettitudine disarmante di questa assurda e surreale notte senza danze.
Chissà se in un cielo a migliaia di chilometri da qui, si vive una notte così…
Peccato che non so suonare.

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