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Lettera a G | Salviamo Peter Pan

Lettera a G

Posted by lapo2001 on apr 9th, 2010

…silenzio…rumore…silenzio…

Si mescolano le sensazioni quando ti penso. Sarà perchè t’ho vissuto per intero. L’estate e l’inverno di una vita.
Ci sono episodi che spesso, durante la giornata richiamano il tuo fracasso, la tua forza, il gioco di non prenderti troppo sul serio e la miriade di parole che non erano mai dette per caso. Altre volte invece, mi imbatto in immagini che hanno tutt’altra intimità e che mi lasciano ricordare luoghi e tempi più vicini, forse più tristi, forse più profondi: la tua tenerezza, la cruda sofferenza e i gesti, anch’essi, mai fatti per caso.
Tutto si rivolta poi, quando nel singolo episodio, sento sia la voce potente e ferma del leone che quella soffice e bisbigliata del leone ferito…

Le feste. Questo giorno.
Ti divertiva un mondo quando iniziava la processione tra il cortile e le scale. Inchini e baci alle signore e strette di mano agli uomini. Sguazzare in mezzo a complimenti e sorrisi, non importava se veri o finti, ti piaceva da morire. Era per te, la dimostrazione vivente che qualcosa di buono l’avevi realizzato. Ti vedo ancora stravaccato sulla poltrona nel salotto, a dispensare come un Cicerone perle di saggezza, aneddoti e stravaganze di ogni tipo. Lo sguardo inebetito e gli ossequi degli ospiti e la voglia sempre più forte di mostrare la tua vitalità. Possibilmente senza troppe formalità, almeno da parte tua. Era come essere in passerella…in un tempo pressochè immortale.
Già, questo giorno.
Poca voglia di comunicare. Baci dalle signore. Distratto, in mezzo a persone che blateravano, ti iniettava ancora più vuoto. Non avevi scelta. Ti vedo ancora rassegnato sulla poltrona nella tua camera, a mugugnare indispettito, nella speranza che Carlo Conti con la sua “Eredità” inizi presto il suo spettacolo. Il parlare logorroico e spesso inutile degli ospiti e la tua voglia sempre più grande di silenzio e televisione. Possibilmente senza alcuna formalità, soprattutto da parte degli altri. Era come essere in una sala d’attesa dal dentista…in un tempo lento e inesorabile.

E noi? E noi sempre lontani un miglio a guardare distratti anno dopo anno questa festa cambiare nei toni e nei colori, negli umori e nei sapori. Oggi, mi faccio delle domande, senza rimpianti. Le tue risposte le ho. Pensavo ad altro nelle nostre chiacchierate tra sbuffi e ironia, ma alla fine il tuo messaggio giungeva forte e chiaro e ora mi sembra che abbia ancora più potenza. In qualsiasi momento, ad ogni stagione, nel bello e nel brutto, attento, ti sento ancora con tutto il tuo rumore. E’ forte. Non basterebbero 20 canzoni di Ligabue per riempire la lista di cose che hai costruito e lasciato qui. E ancora oggi, come quel giorno, t’immagino felice in una delle tue camicie hawaiane variopinte col braccio fuori il finestrino della macchina per le strade della costiera, mentre guidi senza catene a ridere e sentirti di nuovo finalmente libero, “a prendere aria” per usare una delle tue frasi. Quanto ho amato la tua libertà e la tua forza per ottenerla. Quanto la amo.
Tu ci sei sempre.
La notte, ancora cammino piano, in punta di piedi nella cucina, cercando di non disturbare il tuo riposo. Di giorno, sento il campanellino. Sempre invece, i discorsi e i ricordi del tuo universo, fatto di te e di me, del piccolo abete che piantasti il giorno della mia nascita o del cavallo a dondolo che non ti ho mai portato. E se piango non è rabbia o perchè c’è qualcosa di irrisolto, ma semplicemente perchè questo stesso universo era più bello e ricco con te. Ma stai tranquillo, non ci sono vuoti. Mi riempisti di te e del tuo inconfondibile rumore in ogni tuo gesto, in ogni tua parola o azione, che ora rivivo tutto e risento tutto come se fossi andato a fare, solo una delle tue belle passeggiate. E’il mio nuovo rifugio. Il più bello di tutti. L’unica montagna invalicabile, che amo arrampicare…
Tu vivi più di tanti vivi.
Ed io in questo giorno, in cui le sensazioni del rumore si mescolano a quelle del silenzio, ricordando tutto ciò che sei e che sei stato, riesco a scriverti.
Ovunque tu sia, buon compleanno G.

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4 Responses to “Lettera a G”

  1. 1
    Francesca Says:

    …le tue parole come sempre colpiscono la mia anima…
    Un abbraccio ti voglio bene! :-)

  2. 2
    lapo2001 Says:

    Grazie Francesca, è un bene reciproco.

  3. 3
    neitth Says:

    Ti leggo ..e ti rileggo sempre…e a volte mi chiedo se in effetti …sei vero..

  4. 4
    lapo2001 Says:

    Neitth, a volte melo chiedo anch’io…probabilmente no. Ma proprio in queste parole son sicuro di esser stato sincero.

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