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Lunaspina | Salviamo Peter Pan

Lunaspina

Posted by lapo2001 on dic 30th, 2009

Vorrei dire ma non saprei precisamente cosa…
I pensieri mutano a seconda del momento, del tempo e dell’umore. Fanno viaggi interminabili tra ricordi appassiti e surrogati di sensazioni del presente e vagano veloci, senza chiedersi la direzione o il peso. Sono carichi, a volte intensi nel loro vuoto, fuori dalla mia follia ordinaria. Fanno parte di un manicomio di cui non conoscevo l’esistenza, fanno parte della mia incoerenza. Non riesco a capirli, a decifrarli del tutto. Non so se sono uno traguardo o una partenza. Fluttuano lungo il percorso…

Non c’è gioia qui dentro. E’tutta una farsa. Un inganno come quest’orologio che segna le undici e un quarto, quando invece è passata la mezzanotte o come questa birra calda che sorseggio come se fosse uscita or ora da un congelatore. I miei non sono sorrisi, non sono sguardi curiosi, non sono lacrime. Sono niente.

C’è la serranda chiusa del bar qui di fronte, due ragazzi che si baciano sulla panchina e un ubriaco che ha deciso di farsi passare la sbornia litigando con un albero. Osservo nel mio cellophane il fluire del tempo e degli eventi senza che io mi chieda niente. In tutto questo mare di inutilità di cui faccio parte e annego potrebbe sicuramente esserci qualcosa per me, ma non sento. Non mi sento.

C’è un fiume in piena che si fa largo rimbalzando tra la gola e lo stomaco. E’una bestia selvaggia che cerca il modo di uscire creando movimenti vertiginosi. Non so aiutarla. Nel secchio non è rimasto più nulla, nemmeno una goccia. Dovrei trovare una fonte. Qualcosa che mi piaccia, che mi desse la possibilità di ritrovare le mie parti smarrite, intontite. Pagherei qualsiasi prezzo per averla ora qui.
Per ora mi accontento di tutto ciò che ho intorno, senza che nulla riesca a sfiorare le mie corde di cemento. Mi accontento, mentre qui dentro si sbattono guerre e rivoluzioni. Mi accontento semplicemente di esserci, pensando che l’importante è che ci sia sempre un domani in cui avrò qualcosa da dire (anche se non so precisamente cosa) e che ci sia un giorno in cui tornerò a sentire…

Lunaspina

Io mi vesto normalmente
come chi ha poca fantasia
come chi mette qualcosa
e poi non deve andare via
mi avvicino alle persiane
sento il mondo che fà rumore

e gli orologi di una casa
non si fermano mai

e mi fido facilmente
delle ombre via via
che riesco ad essere assente
e a non cercarmi compagnia
e di notte sento bene
i ritmi del mio stesso cuore
e le voci di una casa
non s’imparano mai.

Ho un lavoro quì vicino
il mio lavoro non mi piace
perchè mi consuma gli occhi
e poi mi mangia le giornate
e in tutto questo non vedere
in tutto questo non ricordare
in tutto questo non amare
io sono quì che vivo

io no, io no, io no, io no
io non ho terre da sognare
io non ho voci da seguire
io sono quì che aspetto
io no, io no, io no, io no
io non ho lettere da spedire
non ho parole da imparare
per cantarle sola

come tarda questa notte
la mia lunaspina
venga giù alla finestra
quella luce bambina
venga giù dal silenzio
mia cara compagnia
coi miei muscoli stanchi
son quì che aspetto

eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei terre da sognare
ne avrei di voci da seguire
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
io ne avrei lettere da spedire
ne avrei parole da imparare
per non cantarle da sola

eh no, io no, io no, io no
io ne avrei dette di parole
io non l’ ho amato il mio dolore
io non è vero che aspetto
eh no, eh no, eh no, eh no
ne ho gridate di parole
e non l’ ho amato il mio dolore
e adesso canto sola

come se fosse facile convincersi
a non ridere troppo di sè.

Fiorella Mannoia

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