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Quello che non ho detto | Salviamo Peter Pan

Quello che non ho detto

Posted by lapo2001 on nov 20th, 2008

Quante sberle hai preso? molte? Quanti treni noncuranti ti sono passati sulla schiena? Beh, non pochi, vero?…Basta, non ti sembra di averne subìte abbastanza? o vuoi diventare una piadina? o un succo di frutta? Stai lì, nel tuo angolino, non muoverti. Così non puoi farti più danni. Prendi le carte e fatti un solitario o un bel castello.

Ok, sto fermo qui. Ci sto già da un paio di secoli. Si sta benissimo, si sta da dio. E poi, conosco ogni singola mattonella, i souvenir nell’armadio, l’orologio a pendolo che ha bisogno di essere caricato ogni 33 ore, questi quadri immobili che ormai li ho sotto gli occhi perennemente che si confondono con i parati a fiori. So a memoria la posizione dei vari volumi nella libreria e delle foto di navi appesi sul vetro della stessa, l’hi-fi che se non lo prendessi a pugni non si accenderebbe mai, il cestino con 7 lampadine fuliminate, i 5 gerani che ogni 2 giorni devo innaffiare, la polvere negli angoli e la muffa sulle tende, e le 3 finestre che danno tutte sul golfo di Napoli(meraviglioso quello di oggi)…Ecco, ci sto bene, non mi posso lamentare. Si sopravvive bene qui, ci sono i termosifoni quando fa freddo e un ventilatore quando fa caldo. Un frigorifero ad hoc per quando ho fame o sete. Un televisione e lo stereo(se riesco ad accenderlo)e un puzzle di 8000 pezzi da completare per lo svago. Un tetto saldo per ripararmi e libri per addormentarmi. Beh, di cos’altro avrei bisogno? Ho pure questo panorama da ammirare tutti i giorni…tutti i giorni…tutti i giorni…

In realtà c’è un piccolissimo problema. Questo posto non ha porte. Beh, le ho fatte murare. Mi sono dovuto tutelare. Nei momenti di debolezza, quando ho voglia di fare una pazzaria quel bel metro e mezzo di cemento armato, mi fa passare tutte le voglie. Questo posto è una campana di vetro, la mia sicurezza! Beh, mi sono fermato qui. Fuori, perchè uscire fuori?Già ci sono stato e non ne vale la pena. Il solo fastidio di perdere l’ombrello al bar o il nervoso per il ritardo del tram, l’ira di quando si fregano il portafogli dalla tasca interna. Già ho vissuto su quelle strade: ho gridato nei vicoli, ho strisciato nei tombini, ho preso a calci quel portone, ho usato il pugnale mentre abbracciavo, ho lanciato un cuore nel falò sulla spiaggia, ho suonato al campanello di uno sconosciuto, ho anche avuto pacche sulle spalle, applausi e cori da stadio, ho baciato, accarezzato, ho guardato nell’anima di un fiore nel parco, mi sono inchinato, ho viaggiato e di qualche sogno mi sono anche vestito…

…ma sono cazzate. Molto meglio qui al calduccio, sotto le coperte, con le mutande pulite e con questo panorama, molto meglio…molto meglio…molto

Ma sto cazzo di panorama è sempre lo stesso, sempre le stesse luci, e Ischia è sempre lì, ma non si sposta mai?! Ma ieri ha piovuto? Ieri? Ma da quanto tempo non piove?…Quando venni qui, tutto fasciato, sanguinante e con la broncopolmonite, non era così. Era più bello più ricco, mi ricordo che riuscivo anche a distinguere le varie tonalità del blu delle onde, in base alle correnti mentre mi bendavo il petto; riuscivo a sentire il profumo del mare nelle giornate più ventose ed ascoltare il cinguettio di un passero che ogni tanto si poggiava sulla ringhiera quando mettevo la pomatina sulla natiche e tutto quell’azzurro mi riempiva e respiravo, lo respiravo fino a quando non scompariva, anche se avevo il termometro in bocca che non faceva ben inspirare…E oggi? Non c’è un sapore, un odore, un colore, una nota che mi trapassi. E’ una vista maestosa, bella ma spenta, ferma, grigia, morta…morta. Oddio, com’è possibile?! Cos’è successo?!C’è qualcuno che può spiegarmi?! Dite la verità, è solo uno dei miei quadri nel salotto, uno un pò più grande?!Oppure sono passati gli alieni o il mago Pancione oppure la strega di Biancaneve che ha fatto un sortilegio?! O David, David Copperfield?!O è l’ultimo gioco della Playstation? Cos’è successooooooo?! Ditemelooooo!

Ok. Vado a prendere il martello oppure comincio a legare tutte le lenzuola…devo fare una pazzaria! Voglio uscire!… E se mi rompo le mani o cado da quassù per via delle vertigini? Non ne sarà valsa la pena ancora una volta? Ancora?

Il quadro-panorama è quello, così come lo vedi e non cambierà (anche nelle giornate come quella di oggi) domani, e nemmeno tra una settimana e nemmeno tra un anno e nemmeno quando nevicherà, grandinerà, ci sarà il sole o l’eclissi di luna…Sarà così in eterno.

Forse, fuori troverai cose, animali, bestie, una temprsta e panorami molto peggiori del tuo, ma quello che hai oggi non ti può bastare e stai sicuro che se hai messo la doppia sicura alla porta oltre alla lastra di cemento, non possono nemmeno venire a farti visita, nè le creature meravigliose della natura, nè i mostri dell’inferno…beh, questi se ci pensi già sono dentro travestiti da libri, orologio a pendolo, hi-fi, frigorifero, parati a fiori ecc. ecc.

Beh, stavolta indossa un’armatura e vestiti un pò più coperto…e quando torni, se torni, non dimenticare di chiamare un muratore, di portarti un pennello e soprattutto i colori!!!C’è un panorama da far rivivere…

Io non voglio chiedere se voi la fareste una pazzaria per essere felici. Vorrei solo essere sicuro di non volerlo sapere, nè più di chiedermelo, significherebbe che la starei già facendo…

A Tiziana.

Quello Che Non Ho Detto :

Quello che non ho detto
è uno spazio senza fine
è l’alibi perfetto
di un momento sublime…
è riconciliazione
tranquillità assoluta
tra quello che sarei stato
e ciò che non mi è riuscito…
quello che non ho detto
non piace mai a nessuno
è un gioco irriverente
una sfida contro il destino…
è libertà totale
di essere come voglio
sfuggendo ai pregiudizi
alla legge dell’orgoglio.
Schiavi, dei nostri stessi pensieri
fieri, di questa imbecillità
bravi, a farsi male e a nascondersi
siamo quello che siamo e già
indecisi fra dubbio e sincerità
Quello che non ho detto
sono amori rubati
condannati già prima
di essere frantumati…
dalla furia e dall’arroganza
dei padroni del cuore
sono sguardi che uccidono
senza silenziatore
Eppure il tempo avanza
sfidando le incertezze
non siano quei silenzi
a combattere per noi
poca vita consumata
troppa buttata via
quello che non ho detto
odora di fantasia
devo dirti ancora tanto
se me lo permetterai
un pretesto uno soltanto
così tu deciderai
vivi, se tu sai raccontarti
vivi, non fermarti a metà
fuori, passioni e voglie impossibili
quello che non ho detto chissà
domani forse dal buio… mi salverà
Quello che non ho detto
regola il flusso di ogni emozione
si coniuga facilmente
con le strofe di una canzone
è trepidazione, attesa,
qualcosa si muoverà
fra le pagine bianche
che la vita non scriverà
dirsi tutto fino in fondo
se non soffri non cresci più
nella forza di un incontro
la ragione ritrovi tu
Se la verità fa male
più di tanta ipocrisia
che sia meglio perdonarsi
che voltarsi e andare…
via..
R. Zero

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