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Sogni di rock ‘n’ roll | Salviamo Peter Pan

Sogni di rock ‘n’ roll

Posted by lapo2001 on set 16th, 2009

La Punto sfreccia sull’asfalto.
Stanco e assonnato, sono sul sedile anteriore di destra, quello dietro il passeggero. L’aria è ancora calda, ma sono rannicchiato come se fosse la settimana della merla. C’è silenzio, solo dall’autoradio si sente una musica bassa, lenta e lontanissima, sembra quasi che i suoni provengano dal motore o dallo spinterogeno. C’è buio in macchina, è disturbato solo da sporadici bagliori di lampioni e qualche abbagliante che proviene dalla strada, intanto io non mi muovo. Per vedere roteo gli occhi lentamente, senza fare altro movimento. Mi sento una mummia…Hic!

Dal finestrino di destra scorgo 2 lune immense, fisse nel cielo che regalano un pò di bianco e nero alle case, ai giardini e agli alberi che invece corrono talmente veloci che difficilmente si distinguono. Ci sono anche altre stelle, lo sento, ma dovrei disaccucciarmi ed allungarmi. Due azioni altamente improbabili in questo momento.
La temperatura si è notevolmente alzata. I primi pori iniziano a dilatarsi. Sudo. Guardo il bottone del finestrino e un pò come Massimo Troisi con il secchio, lo invito ad autopigiarsi per far entrare un pò d’aria. Mi concentro, sempre di più, sempre di più e… la macchina improvvisamente si ferma!…Hic! Dopo un attimo di meraviglia, mi rendo conto che ciò è avvenuto non per fantomatici e presunti miei superpoteri, ma perchè il mio amico il M., seduto di fronte a me non ha retto l’ultima aranciata. Per lo più sento dei lamenti ed ogni tanto qualche frase che parte nitida per poi finire in un aggrovigliamento impasticciato di vocali e consonanti incomprensibili. “Potresti pe’ ppiascere arapririmi la potta? Vorrei sudofjoèifjifòjkldvhòoidklg sfiohsfòiof osfihòh sfoh…”(esempio di una frase del M.). Vedo la solerzia invidiabile del G.. Si muove più veloce e sveglio di un robotino meccanico. Apre la porta al M. così gentilmente da sembrare lo chauffeur della signora a cui piacciono i ferrero Rocher. Lo sta accompagnando sul ciglio della strada. Non riesco a vedere bene. Un pò lo trascina. Gli tiene una mano sulla spalla. Sento rumori di sciacquone e di sicuro non provengono dal giardino vicino. Poi sento silenzio.
“All’anima dei *bip* di chi *bip*bip*”… Credo che il M. abbia vomitato sui nuovissimi stivaletti country del G.
“E che ca**! Sì proprio nu’ *biiiiip!*, sò nuovi”… Ora ne sono sicuro, li ha imbrattati.

Sono stanco, ora c’è nebbia, buio…Hic!…Opps, mi sono addormentato. Chissà per quanto tempo. Mi ritrovo posizionato del tutto involontariamente più al centro del sedile posteriore, appoggiato ad un sacco di patate russante. Tutti i versi degli animali provengono da quella bocca. Non so se tra le tonsille e l’ugula di the A. ci sia annidata una foresta o l’arca di Noè. Si può udire il cuculo, il barbagianni, il gufo, il bue muschiato e nelle curve più acute, sbattendo con la testa nel portiera si può ascoltare, anche se per pochi attimi, il verso del cinghiale nel momento dell’abbattimento. I modi gentili e garbati diurni di the A. fanno posto a quelli da scaricatore di porto o da bettolaro durante la notte…”aaaaaaaaaaarf…ptiu ptiu…còcòcòcò…gnak gnak gnak…oè oè oè…aaaaarf”(esempio di un russo di the A.)…Bon Dieu…Hic!
Annoiato dal quel ronfare sposto di 45° lo sguardo verso destra. C’è il G. alla guida. Le mani ferme sul volante e il ciuffo ribelle che gli cala sugli zigomi. Sembra concentratissimo, ma non credo che lo sia sulla strada. Infatti stiamo letteralmente sulla corsia di sinistra e di certo non siamo a Londra o a Edinburgo. Starà sicuramente pensando a quali tipi di soluzioni dovrà utilizzare per disincrostare le sue nuove calzature. “Tolgo un 15% di ciano e metto un buon 65% di magenta o tolgo 3 grammi di indaco per un chilo e mezzo di arancio?”(esempio di un pensiero del G.)…Hic!
Ci siamo fermati di nuovo. Di nuovo il lamento biascicato del M. Il G. gli ha riaperto la porta, ma stavolta senza il garbo e non l’ha accompagnato sino alla siepe come prima.
Il G. è al cellulare. “Quando mai ha risposto ad una telefonata?” mi dico. Secondo me è una scusa per non avvicinarsi a quella fontana umana. Cammina nervosamente dando sempre un occhio al nostro amico un pò in difficoltà. Si avvicina, credo che il M. si sia ripreso. E’ buio vedo poco…Stanno ritornando, chiacchierano. Sto per riassopirmi…Hic!
“Ma allora veramente sì str***!”…sobbalzo e comprendo subito che il M. ha combinato qualche altro disastro. “Hai vomitato su tutto il seggiolino!?*bip*bip*bip*”…

“Oè, svegliati, siamo arrivati”. Il G. mi sta chiamando. Con gli occhi gonfi di sonno, riesco a capire che sia il sacco di patate che il “palummatore” sono già a destinazione.
Senza dire una parola, apro la porta, alzo gli occhi per vedere l’ora dal campanile, fingo di aver distinto le lancette, rincaso e mi chiedo “ma è sabato sera?”…Hic!

Sogni di Rock ‘n’ roll – Ligabue

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One Response to “Sogni di rock ‘n’ roll”

  1. 1
    graffio Says:

    …M.! Che Figura di me***…

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