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Stella di mare | Salviamo Peter Pan

Stella di mare

Posted by lapo2001 on dic 9th, 2010

Allungo la mano cercando gli occhiali sul comodino, mentre sta entrando la luce del giorno. La mano si muove con movimenti automatici e un pò sgraziati, è come se brancolasse nel buio. Per questo ho deciso di spostare tutto:ho tolto la sveglia e spostato la lampada più sotto il muro. Mi stropiccio gli occhi e si riaccendono i pensieri…Ecco, ecco che ricominciano…Mi volto a destra e a sinistra, cercando non so cosa. Non me ne accorgo al momento di questo pasaggio, ma poi, durante il giorno, la spina che sento dentro la pancia, me lo fa ricordare.
Cancello tutto pensando al caffè. Il suo odore è già un pensiero che so che mi farà ripartire. La macchinetta è pronta già dalla mattina. Vado in bagno e c’è lo specchio. Stamattina vorrei farti due smorfie giuste per ricordarmi che so ridere ancora, ma se penso a tutto ciò che mi aspetta, abbasso subito la testa e mi lavo la faccia. Magari se la regolassi più fredda, con l’aria addormentata potrebbe andar via anche qualche scocciatura. Ci credo poco. Nel silenzio sento i gargarismi della caffettiera. Mi siedo e per un attimo, con la tazzina ancora nel piattino, mi assento. Dura pochi minuti, ma in questi, ogni mattina, non ci sono. E’l'attimo del vuoto. Poterebbe scoppiare una bomba in casa e non accorgermene. Sono qui da solo, spento, con pensieri in sottovuoto, in pace e dell’esterno ho la percezione solo dell’odore dell’aroma del caffè e il ticchettio dell’orologio poggiato sul tavolino…Mi alzo come se fosse passato un giorno intero e carico e deciso affondo nella doccia. E’il secondo momento di assenza dal tempo di ogni mia giornata. Lo spazio invece, sento di occuparlo per via dell’acqua bollente che copre ogni mio singolo poro, mentre il vapore nella beatitudine cerca di confondermi… Esco e mentre mi asciugo, di nuovo, la spina si fa sentire. Ma cos’è?… La camicia che volevo mettere stamattina è da stirare, opto per quella di emergenza. Quella che va bene sempre quando non mi va di pensare troppo… Esco, avevo già visto che anche oggi è una giornata nuvolosa. Non è una novità. Sbaglio o fa più freddo di ieri?… Forse pioverà. Cammino pensando che alle tre riceverò la telefonata e che alle sette dovrò ricordarmi di chiamare. Non lo dimenticherò. Oggi c’è da incontrare quella persona e quell’altro deve spiegarmi come fare il prossimo lavoro. Non mi sta simpatico, nemmeno l’amico, ma con questi devo avere a che fare. Cerco di allenarmi al sorriso e alle battute che vogliono che io faccia. Non ho bisogno di troppa pratica, ormai conosco i soggetti. Basta poco… Ok, sono quasi arrivato. Certo che questa strada non cambia mai. All’inizio aveva un altro fascino,oggi non riesce a dirmi più niente, sarà che la guardo sempre nel suo vestito grigio, sarà che il sole non mi appartiene pure quando è nel cielo. Sarà l’aria dell’inverno che sta per venire… Scendo le scale, penso ancora alla telefonata delle sette e che all’una c’è il pranzo. Ma non ho fame, chissà se ci andrò stavolta. Ecco, indosso la mia bella divisa, la mia maschera scelta e inizio gli inchini e i saluti al secondo mondo, fortuna che c’è l’amico con il quale non ho bisogno di inventarmi niente. La spina si fa sentire più forte quando finisco questi incontri che mi sdoppiano, a volte, sento quasi che mi stia facendo sanguinare. E’forte. Ma non dipende solo da me. La copro come faccio sempre. Mi rinchiudo nella mia stanza e mi rinchiudo dentro di me. M’impegno perchè servirà, lo devo fare, mi piace, è quello che voglio…Toc, toc, la porta. Lo sapevo. Oh, devo scendere, c’è l’appuntamento col tipo. La spina, la spina, la spina… Recupero il mio assetto migliore, prendo l’ascensore, mi guardo i denti nello specchio. Non ho voglia di ascoltare. Apro la porta…

…non c’è cosa peggiore che perdere tempo quando ho tremila cosa da fare con discorsi inutili a cui bisogna adeguarsi con altrettante movenze e gesti ipocriti. Riscendo le scale. Ritorno dentro. Il telefono. Ok. Altre storie, altre voci, un’altra lingua. Esco. Dovrei mangiare, ma non ho finito. Sono le quattro quasi e non ho ricevuto la telefonata, come mai? non ho tempo, ho quell’altro appuntamento e la chiamata delle sette da fare, quella non posso dimenticarla. Salgo, scendo e poi di nuovo dentro. Ore, ore, ore.

E’già notte chissà da quanto. Devo chiamare. C’è la spina che s’è fatta sentire. Sempre lei, ma perchè lo fa?tutti i giorni. Faccio finta di niente. E che posso fare?…

… Non è tardi, ma ho voglia di star qui. La maschera non serve più. Sono qui con me. Fuori nevica, cenerò e leggerò la fine del libro, perchè la televisione proprio non mi prende…La spina si diverte come tutte le sere. Sguazza come un mestolo che allarga il vuoto. Domani, domani, domani devo riuscire a finire il lavoro, ci sarebbe da pagare la bolletta e fare la spesa. E non devo dimenticare che alle sette devo fare quella telefonata. No, questo libro proprio non mi piace. Non è bello come la sua copertina…spengo la luce.

… Ora, devo solo dormire, senza spine. Quelle, la notte, si trasformano in fiori…o in stelle di mare…


Stella di mare

Così stanco da non dormire
le due di notte non c’è niente da
fare
mi piace tanto poterti toccare o
stare fermo e sentirti respirare
dormi già, pelle bianca come sarà
la mia faccia stanca.
Provo a girare il mio cuscino ma è
una scusa per venirti più vicino
e provo a svegliarti con un pò di
tosse ma tu ti giri come niente
fosse.
E spengo la luce provo a dormire
ma tu con la mano mi vieni a
cercare
tu come me tu come me.
Che le stelle della notte fossero ai
tuoi piedi che potessi essere
meglio di quello che vedi
avessi qualcosa da regalarti
e se non ti avessi uscirei fuori a
comprarti
stella di mare tra le lenzuola
la nostra barca e non naviga, vola
Tu, tu come me e tu voli con me
tu vola che si è alzato il vento
vento di notte, vento che stanca
stella di mare come sei bella
come sei bella e come è bella la
tua pelle bianca
e tu, tu voli con me, tu voli con me
tu vola con me, vola amore mio
vola con me
Chiudi gli occhi e non guardarti
intorno, sta già entrando la luce del
giorno, e chiudi gli occhi e non
farti trovare pelle bianca di luna
devi scappare.
Dormi ora, stella mia, prima che il
giorno ti porti via.
Tu, tu voli con me, tu voli con me
Ora non voli si è fermato il vento
posso guardare la tua faccia stanca
e quando dormi come sei bella
come sei bella, e come è bella la
tua pella bianca, bianca, bianca.
Tu, tu, tu come me, eh tu, eh tu
come me, come me, tu voli, voli
con me, tu come me, tu vola con
me, vola con me, come me, tu, tu
come me

Lucio Dalla

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